Renzi in diretta: la grande menzogna

grecia-crisi-120110132543_bigFinalmente sono riuscito a decidermi. Dopo settimane di analisi e di riflessioni so cosa farò il 25 maggio. D’altra parte le elezioni europee hanno definitivamente assunto le sembianze di un referendum su questo governo. E’ inutile, infatti, prendersi in giro. L’Europa non cambierà corso nel breve tempo. Il cambiamento nel nostro continente avverrà “the hard way” (nel modo più duro e cruento). L’incapacità e la collusione della politica hanno fatto sì che il mutamento, se ci sarà, sarà sofferto. Lancinante. E si lascerà dietro una lunga scia di cadaveri. Non sarà guidato dai rappresentanti eletti dai popoli europei. Ma dalle spinte centrifughe della speculazione finanziaria. Non sarà piacevole. Di conseguenza pensare di votare questo o quello nell’illusione di perseguire un “progetto europeista” o “anti-tale” è un’illusione.

Dunque le prossime europee servono solo a rafforzare o a indebolire il governo in carica. Rendiamocene conto fin da ora perché è così che tutte le forze politiche leggeranno il risultato elettorale.

Dunque cosa farò il 25 maggio?

Parto da ieri sera. Per puro caso ho acceso la radio e ho ascoltato una lunga intervista a Renzi. Una delle trasmissioni di analisi politica del primo canale RAI. Al termine dell’intervista il conduttore apriva il confronto con gli ascoltatori. Ovviamente filtratissimi. La critica più severa all’operato del governo la sollevava un piccolo imprenditore veneto che si lamentava dell’eccessiva pressione fiscale. Ovvero l’incarnazione perfetta di due delle più efficaci creazioni mediatiche del nemico dei nemici: l’evasore (perché se sei un piccolo imprenditore sei per definizione un evasore) e il secessionista (il tipo aveva in effetti votato al referendum per la separazione del Veneto). Dico questo semplicemente per inquadrare il tipo di trasmissione in cui si inserisce l’intervista. Ovvero un contenitore senza spigoli e con le pareti belle imbottite cosicché l’ospite non abbia ad essere disturbato da attacchi troppo ortogonali o troppo informati. Contesto nel quale le affermazioni di Renzi diventano ancora più gravi. Nemmeno giustificabili dall’attenuante di un dibattito troppo serrato o incalzante.

E vengo ai deliri del presidente.

A un certo punto il conduttore gli chiede, presidente ha visto gli ultimi dati sulla crescita? Sembra che si sia tornati a valori negativi?

E lui inizia a recitare a memoria numeri che vanno da -08% a +1, qualcosa per cento. Ancorati a questa o a quella annualità. A questo o a quel trimestre. Blaterando una sequela confusa di idiozie sulla necessita di individuare bene il periodo considerato. Ma di cosa parla Presidente? -0,8? +1 e qualcosa? Negli ultimi 20 anni l’economia italiana ha subito cali da percentuali a 2 cifre e lei si considera soddisfatto da variazioni insignificanti come queste?

Ma il bello deve ancora venire.

Il conduttore lo incalza e gli chiede, presidente ma tutti questi che dicono che la colpa è dell’Europa? Che da quando c’è l’euro Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia … tutti insomma … hanno visto decrescere sia il PIL che il PIL pro capite? Che l’unico Paese a crescere in Europa è la Germania?

E lui … Questi gufi dovrebbero chiedersi perché la Germania cresce invece di chiedersi perché tutti gli altri sono in recessione. Che cosa ha fatto la Germania che tutti gli altri non hanno fatto? La Germania ha fatto le riforme strutturali. La riforma della burocrazia. La riforma del lavoro. E’ per questo che loro crescono e noi no. Ma con il mio governo siamo sulla buona strada. Come detto abbiamo presentato una riforma al mese. Senato. Lavoro. Burocrazia. E ora a maggio la riforma degli 80 euro.

Sarebbe bastato spegnere a quel punto per capire che ormai quelli che volevano la fantasia al governo si sono talmente corrosi da averci portato l’idiozia (o la sua sorella più furba, la rapacità). Ma ho continuato. E il resto non è stato altro che un continuo sottolineare i concetti di cui sopra. Giocando una dopo l’altra le solite carte becere del “che succederà ai mutui se crolla l’euro” e “che farebbero le aziende se la moneta unica non ci fosse più” e “l’inflazione sarebbe una tragedia se fossimo costretti a svalutare”. Tutto il repertorio scritto per il PD da Boeri e a cui nemmeno Boeri crede più. Il peggio del peggio insomma. La grande menzogna elevata al quadrato grazie al peso del relatore.

Ora, potrei mettermi a citare gli studi di 7 premi Nobel per l’economia per spiegare indirettamente a Renzi che la Germania non cresce perché ha fatto le riforme. Ma perché il cambio fisso stabilito con l’euro è stato utilizzato ad arte per rilanciare le esportazioni tedesche proprio a discapito di qeulli che dovrebbero essere i partner europei e ce invece sono sempre stati e continuano ad essere dei competitor sul mercato. Ma va beh, poi bisognerebbe spiegargli anche che il debito pubblico non c’entra niente e che il problema è la bilancia dei pagamenti. E che quando un sistema economico capitalista è sotto l’attacco di una crisi sistemica sono le politiche espansive a salvarlo dalla bancarotta, non le austerità ragionieristiche. Ma lo sappiamo … non c’arriverebbe.

Ora, potrei mettermi a cercare gli articoli dei quotidiani tedeschi che raccontano la riforma del lavoro avviata dagli omologhi schroderiani di Renzi e il massacro delle buste paga targato SPD. Che raccontano di come anche grazie alla svalutazione interna (leggi abbassamento dei salari dei lavoratori) i tedeschi crescano più degli altri. Potrei far notare al presidente come il suo jobs act in realtà non sia che la fotocopia venuta male di quella controriforma scellerata. E che lui la vorrebbe applicare non alla Germania che cresce ma all’Italia in recessione.

Ora, potrei far notare al presidente che la Cina iper burocratizzata è cresciuta per un decennio con una rete di mandarini inossidabili da sfamare che in confronto le collusioni fra i suoi colonnelli e i vassalli delle cooperative rosse fanno sorridere come una sitcom britannica. E che quindi la burocrazia sta alla crescita come il cacio cavallo sta alla cucina norvegese.

Potrei fare tutte queste belle cose, presidente, per spigare la sua grande menzogna. Ma sentirla definire i suoi 80 euro ai redditi sotto la soglia della decenza un riforma è stato veramente troppo. La sua riforma di maggio, l’ha chiamata! Per un attimo ho pensato che fosse il primo aprile e stessero facendo uno scherzo agli ascoltatori. Che lei fosse Crozza che provava a fare la sua imitazione. Che lei non stesse, di fatto, raccontando in diretta agli italiani che Achille Lauro (con la sua scarpa in cambio del voto) fosse stato il più grande riformatore italiano. Ma davvero pensa che l’Italia sia popolata da 60 milioni di deficienti?

La decenza ha decisamente una soglia invalicabile. Che dopo la grande menzogna sull’Europa ci si spinga fino alla presa per il culo esplicita e spudorata dell’elettore è veramente troppo. Che per l’ennesima volta gli si elemosinino 80 euro per poi raccontargli che l’unico modo per crescere è sottomettersi all’inevitabilità di quelle che lei chiama riforme. Delle sue riforme. Di quelle oscenità che renderanno sempre più ampio il bacino dei destinatari della sua scarpa da 80 euro. Mi perdoni, presidente, ma è veramente troppo.

Anche per uno come lei.

Tutto sommato devo ringraziarla presidente. Mi ha tolto d’impaccio. Fino a ieri sera avrei giurato che mi sarei astenuto. Tuttavia, sentendola chiara dalla sua voce, non mediata dal scegli e riporta dei giornali, dal taglia e incolla dei social media …. Ascoltandola chiara e limpida nelle sue parole, la grande menzogna (e la beffa che ad essa ha fatto seguito), finalmente ho deciso.

Il 25 maggio andrò a mettere la mia crocetta sulla scheda. Con tutti i dubbi e le perplessità. Con la piena consapevolezza dei limiti e delle distanze che su molti temi mi separano dal Movimento 5 Stelle andrò e li voterò. Contro di lei presidente e contro tutto ciò che il suo partito e le sue larghe intese rappresentano. Contro la sua incompetenza e la sua collusione.

Perché se proprio questo Paese deve toccare il fondo prima che le prossime generazioni possano avere le chance di quelle passate, che almeno su quel fondo possano calpestare la vostra ingordigia.

Complimenti presidente, parli più spesso in pubblico, perché ieri sera lei ha conquistato un altro voto … ai suoi avversari.


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