L’Euro funzionerebbe se fosse la Lira

Parola di Romano Prodi. Come uno di quelli che l’hanno inventato?

Ebbene sì. Leggetevi della sua lezione all’Università di Padova, riportata dal Mattino e rimbalzata dal suo sito (il che in termini comunicativi equivale a riconoscere la correttezza dell’articolo).

Fonte: http://www.romanoprodi.it/notizie/merkel-danneggia-leuropa-lunica-alternativa-e-un-asse-francia-spagna-italia_8037.html

Il Professore (come se ci fosse solo lui con questa qualifica fra i politici italiani) dice proprio che l’asse Francia-Italia-Spagna dovrebbe costringere la Merkel a svalutare del 20%. Praticamente quello che succederebbe se tornassimo alla lira. Se non ci fosse da piangere sarebbe roba da ridere.

Con la solita sagacia, gli risponde Alberto Bagnai dal suo Goofynomics.

Fonte: http://www.goofynomics.blogspot.it/

Le potenze dell’asse: applicazioni di politica piddina

Com’era l’ultima volta? Roma-Berlino-Tokio? Eh, come passa il tempo, e il suo fluire inarrestabile porta con sé cambiamenti, ma anche conferme. Sapete quella storia dell’acqua del fiume che è sempre la stessa ma non è mai la stessa, quella roba lì, il panta rei?

Per il fautore dell’attuale regime anche oggi la soluzione dei nostri problemi passa per un asse: l’asse Roma-Parigi-Madrid. Regime che vai, asse che trovi, verrebbe da dire. Ma sempre per un asse ci si trova a camminare, anche se cambia l’equilibrista (ma non il tonfo finale).

E sapete a cosa servirebbe questo asse?

Be’, quello precedente era servito più o meno a “spezzare le reni alla Grecia”, combattere la “perfida Albione”, e altre amenità del genere, che poi si è visto dove hanno portato: a passeggiare nel bosco dei faggi. L’asse 2.0 invece servirebbe a una cosa ancor più fantasiosa: a costringere la Germania a svalutare l’euro.

Ma scusate, le cose non stavano così?

No, non più. Cioè, capiamoci: cosa ci sta dicendo il nostro migliore amico? Dopo averci detto (nel 2005) che ci serviva un euro forte perché altrimenti saremmo andati in crisi, ora che siamo in crisi ci dice che dovremmo avere un euro debole.

Mmmmh…

Qui c’è qualcosa che non torna, no?

Solo un piddino potrebbe non accorgersene, e infatti non se ne accorge, mentre voi ve ne accorgete, e infatti Tiziano Diamanti ci ha fatto schiantare dalle risate col suo sfogo (e quanto, oh quanto, mi sono sentito umanamente vicino a lui nel sentimento di impotenza e anche, permettetemelo, di disprezzo per l’ottusa imbecillità delle pecore che quell’uomo ha portato al macello, e che ancora continuano a venerarlo, come il vecchio mal vissuto dell’altra sera a Pescara, quello che aveva studiato con Caffè, o forse al caffè…).

A quello che ha detto Tiziano in effetti non ci sarebbe nulla da aggiungere, se non un “grazie di esistere”, ma io son tecnico, e allora aggiungo un po’ di aritmetica.

Sentite cosa dice il nostro amico, qui simile est sepulcro dealbato: “L’euro oggi è fortemente sopravvalutato: la sua quotazione corretta sarebbe 1,1 o 1,2 sul dollaro, mentre oggi siamo a 1,4”. Stante che la quotazione è certo per incerto (quella che tutto il mondo non usa), una discesa a 1,2 significherebbe una svalutazione del 14%, e una discesa a 1,1 una svalutazione del 21%. Ora, caso vuole che una svalutazione di questa entità (che è più o meno quella che si verificò nel 1992, senza provocare alcuna catastrofe, come Monti disse e Prodi sa), una svalutazione di questa entità, dicevo, è più o meno quella che subirebbe la lira in caso di uscita dell’Italia dall’Eurozona, nelle stime di Bootle, Sapir, Granville e Nagly, ecc.

Insomma, sì, avete capito bene: Prodi ci dice che l’euro funzionerebbe bene se fosse… la lira!

Geniale!

Funzionerebbe bene per noi, ovviamente, perché siccome gli stessi studi di cui sopra chiariscono, insieme a tanti altri, che per la Germania l’euro è già fortemente sottovalutato, e la Germania rischia già la procedura di infrazione per eccesso di esportazioni nette nel quadro della Procedura per gli squilibri macroeconomici (questo è per lo meno quanto ci ha detto Olli Rehn), è chiaro che invece a lei una ulteriore svalutazione tanto bene non starebbe.

E ora veniamo alla politica. Io sono un economista, Prodi è un politico, entrambi capiamo da economisti che la quotazione attuale dell’euro per l’Italia è una catastrofe. Da politici, però, c’è una cosa che lui non capisce, ma io e voi capiamo: che quando un paese forte si mette insieme a uno debole, sotto la stessa valuta, ovviamente la valuta viene gestita nell’interesse del forte, non in quello del debole.

Che sorpresona, eh?

Caro Romano, di nome ma non di fatto, eh già! Le cose stanno proprio così! Cerrrrrrto! Sarebbe bello avere un euro che funzionasse come la lira. Peccato però che funzioni un po’ più come un marco. Non te lo saresti mai aspettato, vero? What a surprise! E qui vale la prima legge della termodidattica: ci sono cose che se potessero essere capite, non andrebbero spiegate.

Questi sono i nostri politici.

E quindi, per concludere con una nota costruttiva, pensateci bene prima di chiedere l’impeachment per Napolitano…


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