L’idiozia del pareggio di bilancio

Come idiozia? Se una famiglia guadagna 10 e spende 12 diventa sempre più povera. Non c’è dubbio. E nel tempo la sua situazione peggiora sempre di più.

Ma siamo sicuri che per un Stato sia lo stesso. E se la similitudine con il buon padre di famiglia sia tutta una balla mediatica? E se fosse così, quale sarebbe l’utilità di questa balla mediatica?

Mai sentito dire che il debito pubblico in realtà è credito privato? Vediamo.

Tre e solo tre sono le fonti da cui può provenire l’approvvigionamento di denaro necessario per uno Stato: il settore pubblico, il settore privato ed ilsettore estero.

Questi tre settori sono intercomunicanti, e fra di essi avviene un continuo scambio di denaro:

tresettori

Essi però non sono affatto di pari importanza: infatti solo il settore pubblico e quello estero possono introdurre in circolo nuova moneta, mentre il settore privato non può (nessun privato può stampare moneta).

A proposito della diffusa ed erronea convinzione secondo la quale anche il settore bancario (privato) potrebbe creare denaro “dal nulla”, si veda questa “pillola”, dalla quale si ricava che tutte le transazioni esistenti a livello privato (non-governativo) si “sommano a zero”, mentre la vera e propria creazione di moneta avviene solo a livello governativo.

Tuttavia anche il settore estero, come si diceva, può introdurre nel circuito nazionale nuova moneta, attraverso le esportazioni.

Una ben nota equazione macroeconomica di base, fatta propria dal modello dei Saldi settoriali (o Bilanci settoriali) di Wynne Godley, postula che:

 

BILANCIO INTERNO PRIVATO + BILANCIO INTERNO GOVERNATIVO + BILANCIO ESTERO = O

 

Inoltre, poiché:

  • bilancio interno privato = Investimenti meno Risparmi (I – S)
  • bilancio interno governativo = Spesa pubblica meno Tasse (G – T)
  • bilancio estero = Esportazioni meno Importazioni (X – M)

l’equazione può essere riscritta così:

(I – S) + (G – T) + (X – M) = O

 

E ADESSO FACCIAMO IL “PAREGGIO DI BILANCIO”: CHE SUCCEDE?

Ora proviamo a vedere cosa succede quando applichiamo ciò che siamo costretti a fare da quando (il 17 aprile 2012) il nostro Parlamento ha costituzionalizzato, con numeri plebiscitari, quell’assurdità macroeconomica che è il “pareggio di bilancio”.

Useremo numeri molto semplici, per rendere la cosa comprensibile a tutti.

Poiché c’è l’obbligo del pareggio di bilancio, alla voce “bilancio interno governativo” (G-T, Spesa pubblica meno Tasse) dobbiamo scrivere O.

Supponiamo ora che l’economia in crisi ci impedisca di esportare più di quanto importiamo: alla voce “bilancio estero” (X-M, Esportazioni meno Importazioni) scriveremo ad esempio -3.

Riscriviamo quindi così l’equazione:

(I – S) + O – 3 = O

 

Sorpresa! Perché l’equazione sia verificata occorre che sia in attivo il settore privato (I-S, Investimenti meno Risparmi), ovvero che noi cittadini spendiamo più di quanto teniamo per noi sotto forma di risparmi!

3 + O – 3 = O

Capito il trucco? Con il “pareggio di bilancio” il peso della crisi viene scaricato interamente addosso a noi.

 

IL DEFICIT DI BILANCIO PUBBLICO E’ INDISPENSABILE

Per poter ragionare a mente serena dobbiamo eliminare la “terza scatola”: il settore estero. No, niente paura, nessun errore nei calcoli.

Possiamo eliminarlo perché, per tutta una serie di ragioni che sarebbe lungo spiegare, è auspicabile che il bilancio dell’import-export tenda al pareggio, e quindi a zero.

Di fatto, perciò, le forze in gioco sono due: il settore pubblico e quello privato: proprio per questo possiamo permetterci di riscrivere l’equazione eliminando il settore estero:

(I – S) + (G – T) = O

Ora, riflettiamo: se vogliamo che il settore privato sia in attivo, necessariamente, perché sia rispettata l’equazione, il settore pubblico deve essere in passivo. Questa è una necessità aritmetica, in quanto la somma del bilancio dei due settori è pari a O.

Naturalmente è vero anche il contrario: se il settore pubblico accumula surplus (è in attivo), necessariamente, perché sia rispettata l’equazione, il settore privato deve incorrere in un deficit (essere in passivo).

Quindi “fa lo stesso” quale dei due settori è in passivo? Nemmeno per sogno.

Infatti, se il settore privato spende più di quanto incassa, si impoverisce, mentre questo non accade al settore governativo di uno Stato con moneta sovrana, perché esso può creare moneta, mentre i privati no!

Il settore pubblico può dunque spendere in deficit e creare risparmio per il settore privato senza impoverire nessuno.

Compito di uno Stato degno di questo nome sarebbe quello di immettere in circolo la giusta quantità di moneta: “giusta” vuol dire sufficiente per promuovere la piena occupazione, rilanciando così l’economia, e permettere alla popolazione di risparmiare qualcosa, senza generare inflazione. Naturalmente questo con l’euro è impossibile, perché lo Stato non lo emette, ma lo utilizza soltanto, prendendolo in prestito e pagandoci degli interessi, che sono precisamente quelli che stanno affossando la nostra economia: quindi lo Stato è diventato come un privato che, se spende 100, deve incassare 100 in contropartita (pareggio di bilancio).

Questo obiettivo è assolutamente deleterio per il benessere della popolazione, che sarà impoverita regolarmente di anno in anno dallo Stato. Sarebbe sostenibile solo nel caso in cui l’Italia esportasse più di quanto si importa, facendo rientrare in gioco il settore estero.

Ma questa evenienza, oltre ad essere assurda in sé (se tutti devono esportare, chi importa? Marte?), è legata a troppe variabili per poter fare affidamento su di essa ed è attualmente, per la maggior parte dei Paesi europei, inattuabile: molti di essi infatti, fra cui proprio l’Italia, basavano le loro esportazioni sulla svalutazione competitiva, che con l’euro è stata resa impossibile; in pratica solo la Germania ce la può fare, perché gode di un euro tedesco super scontato e per rendere competitive le proprie esportazioni ha adottato politiche di drastica deflazione degli stipendi dei suoi lavoratori. Lo stesso ex-ministro Grilli ha affermato: “La Germania, se avesse ancora il marco, lo avrebbe visto schizzare verso l’alto e si sarebbe preoccupata per le sue esportazioni”.

Meno male che c’è l’euro che rende la vita facile alla Germania, mentre costringe alla disperazione milioni di persone nel sud-Europa!

tratto da: http://arjelle.altervista.org/Economia/Pillole/bilanci_pareggio.htm
le fonti principali: http://memmt.info/site/un-manicomio-criminale-a-piede-libero-vittorio-grilli/http://www.youtube.com/watch?v=eBPUHLUFmzc

 


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