Bidelli e idraulici di tutt’Italia unitevi

Di chi è la colpa dell’attuale situazione del Paese? Chiedilo a 10 persone e il risultato sarà questo. 4 ti risponderanno che è colpa del commerciante e dell’artigiano che evadono. 4 ti risponderanno che è colpa dei parassiti che lavorano nel pubblico impiego. Qualcuno di questi 8 potrebbe anche dirti che è colpa di entrambe le categorie se gli dai la possibilità di citare 2 responsabili e non uno solo. 1 ti dirà che non sa. Forse 1 elencherà alcune fra le cause reali.

Ma è realmente così? O si tratta magari della consueta campagna in stile antico romano del divide et imperat? In questi casi basta individuare il terzo che gode mentre gli altri due se la danno di santa ragione. Nessuna idea in proposito?

Vediamo

Da: http://www.appelloalpopolo.it/?p=9136

In un recente spot andato in onda con una certa insistenza sui canali RAI, l’Agenzia delle Entrate di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Presidenza del Consiglio hanno tentato di convincerci che veniamo tassati per il nostro bene, che più diamo allo Stato, più ci verrà restituito. “Se tutti pagano le tasse, le tasse ripagano tutti. In servizi” recitava il messaggio. Ma per ConfContribuenti questa è pubblicità ingannevole ed ha segnalato l’illecito all’AGCOM. Nella segnalazione si puntualizza come sia la maggioranza parlamentare eletta coi voti di una parte minoritaria del paese a decidere chi può attingere alle risorse raccolte attraverso l’imposizione fiscale.[1]

Uno degli esempi più recenti riguarda il salvataggio della Monte dei Paschi con i soldi dell’IMU: 3,9 miliardi di euro passati dalle tasche di noi contribuenti a quelle della banca per volere del governo e certamente non di noi cittadini, che in cambio di quel salvataggio non riceveremo alcun servizio.[2]

Se il pagamento delle tasse è un dovere di ogni cittadino, “oltre il 35 per cento di aliquota, l’evasione fiscale è legittima difesa”[3] tuona il Fatto Quotidiano, riprendendo il pensiero espresso da Berlusconi qualche anno addietro. Secondo Bortolussi della CGIA di Mestre “Se la pressione fiscale diminuisse in tempi ragionevoli di 3-4 punti percentuali, l’entità dell’evasione potrebbe ridursi di quasi la metà.”[4]

Nella vulgata popolare gli evasori contro cui si scaglia l’Agenzia delle Entrate sono i commercianti e gli artigiani. Ma come stanno veramente le cose? Sempre secondo la CGIA lavoratori autonomi e piccole imprese evadono 6 miliardi di euro su un computo totale di 316. Insomma neanche il 2%. Le principali cause di evasione sono il sommerso (200mld) e l’economia criminale (100mld). Perchè quindi prendersela con l’idraulico o il salumiere?

D’altronde non sono le uniche categorie a dover subire le ire della montante aggressività sociale, troppo spesso veicolata da messaggi mediatici o semplice disinformazione. La critica (fin qui più che sensata) mossa da ConfContribuenti assume in seguito toni da perfetto proclama neoliberista quando denuncia il “debito creato da un apparato pubblico sprecone” che rovina quel “mercato libero della domanda e dell’offerta”. [1]

Arriviamo così all’annoso e spinoso problema dei dipendenti pubblici, colpevoli di succhiare importanti risorse che altrimenti sarebbero utilizzate per altri benefici scopi e creando così le basi per quell’irritazione sociale che da diversi anni ha come bersaglio i dipendenti pubblici stessi. Grillo poi, con una nonchalance che lascia esterrefatti, parla di un blocco di cittadinanza unito dalla comune volontà di mantenere lo status quo. Tale blocco è composto “da una gran parte di dipendenti statali, da chi ha una pensione superiore ai 5000 euro lordi mensili, dagli evasori, dalla immane cerchia di chi vive di politica attraverso municipalizzate, concessionarie e partecipate dallo Stato”.[5]

Eccoli qui, avvinghiati in un abbraccio mortale, i veri responsabili delle disgrazie attuali: dipendenti pubblici ed evasori. Cioè idraulici, salumieri e bidelli. Questo pensiero è così trasversale da non conoscere barriere. Ragion di Stato (ovvero Agenzia delle Entrate) e critici della Ragion di Stato uniti nell’identificare i veri responsabili di ciò che alcuni mesi fa fu definito da Squinzi (Confindustria) come “mattanza sociale”: non le banche, non i rentiers, non un sistema politico che favorisce i grossi gruppi industriali permettendo loro di muoversi liberamente anche dopo che lo Stato ha offerto così tanti benefici da potere vantare diritti di proprietà, ma bidelli ed idraulici. Se Marchionne delocalizza nell’Est, dove gli stipendi sono una frazione di quelli italiani, la colpa è tutta loro. Poco importa che (secondo Cossiga) lo Stato Italiano abbia pagato quattro (4) volte la FIAT e sia quindi da considerarsi di proprietà dello Stato a tutti gli effetti. Se vengono lasciati a casa migliaia di lavoratori, e la crisi occupazionale colpisce migliaia di famiglie la colpa è sicuramente dei bidelli, dei salumieri e degli idraulici rei, secondo Grillo, di volere “mantenere lo status quo”. Ovvero l’incontrastato dominio delle elites sui popoli, cioè il “mercato libero della domanda e dell’offerta”.

Grillo denuncia con veemenza: “Ogni mese lo Stato deve pagare 19 milioni di pensioni e 4 milioni di stipendi pubblici. Questo peso è insostenibile” [5]. L’ultima versione della flessibilità prevede pensioni precarie, oltre a stipendi precari. Nel nome di quella sostenibilità che salva ogni banca e condanna ogni lavoratore, anche ex.

Se la propaganda contro i lavoratori autonomi ha il senso di fuorviare l’attenzione dalle vere storture (il 50% circa delle grandi società di capitali italiane dichiara per più anni redditi negativi o pari a zero), l’incessante serie di attacchi ai dipendenti pubblici vuole eliminare l’ultima sacca di lavoratori a tempo indeterminato e relative garanzie contrattuali e normative. Nel nome della flessibilità, elemento essenziale (questo si) per il mantenimento dello status quo. Per quanto misera possa essere la paga di un professore di liceo risulta sempre migliore di quella di un laureato che lavora in un call center. La precarietà lavorativa diventa così l’alibi ideale per il perfetto crimine sociale: chi non è precario sta esibendo quella sicurezza lavorativa e salariale che risulta inaccettabile per gli standard attuali. Tutti i lavoratori, secondo i diktat del neoliberismo imperante, devono essere precari, sottopagati e ricattabili: questa è la vera flessibilità.

Chiunque si sottragga a questa semplice legge del lavoro del nuovo millennio è colpevole di atteggiamenti moralmente abbietti: la maggior parte dei dipendenti statali “vuole mantenere lo status quo, mantenendo lo stesso potere d’acquisto” denuncia Grillo. Ma sarà poi vero?

Prendiamo ad esempio gli insegnanti: stipendi (tra i più bassi di Europa) bloccati da 5 anni, un ulteriore blocco dei contratti e degli scatti di anzianità fino al 2017, un potere d’acquisto che si è contratto per circa 6mila euro. Al punto che sono già chiamati i Nuovi Proletari. A questo c’è da aggiungere che tutti gli insegnanti delle scuole medie e superiori subiranno un aumento di 4 o 6 ore in più di lavoro per lo stesso stipendio, fatto che porterà a un risparmio di 180 milioni di euro.[6] Che serviranno sicuramente a generare nuovi servizi. Bancari, s’intende.

 

[1]http://www.daw-blog.com/2011/09/22/spot-evasione-fiscale-denunciata-lagenzia-delle-entrate-e-pubblicita-ingannevole/

[2]http://www.ilgiornale.it/news/interni/e-monti-usa-i-soldi-dellimu-salvare-banca-rossa-878386.html

[3]http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/16/i-ridicoli-spot-contro-levasione-fiscale/151365/

[4]http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/05/evasione-fiscale-italia-cgia-mestre.shtml

[5]http://www.beppegrillo.it/2013/02/gli_italiani_non_votano_mai_a_caso.html

[6]http://www.famigliacristiana.it/articolo/insegnanti-i-nuovi-proletari.aspx


10 responses to “Bidelli e idraulici di tutt’Italia unitevi

  • SILVIO

    buongiorno tengri; ho letto male io o l’articolo risulta essere abbastanza critico nei confronti di grillo ???

  • Tengri

    No no, hai letto bene. In quanto all’economia Grillo ha le idee piuttosto confuse … almeno si spera che siano solo confuse …

  • SILVIO

    si spera, appunto; anche perchè, da dipendente pubblico quale io sono, ti posso assicurare che la situazione non è propriamente rose e fiori; sicuramente siamo una categoria “privilegiata”, nel panorama generale del mondo del lavoro, anche se quelli che appaiono privilegi dovrebbero essere la regola per tutti i lavoratori e le lavoratrici, a prescindere dal comparto di appartenenza pubblico o privato (al riguardo penso alla maternità delle donne, che nello stato è tutelata a norma di legge e nel privato è invece una vera giungla); il contratto è congelato, in teoria fino al 2014, lo si vorrebbe congelare fino al 2017; e i soldi congelati non li vedremo mai; noi comuni dipendenti; mentre la dirigenza si ingrassa con stipendi spesso esageratissimi, a fronte dei quali nella maggior parte dei casi non vi è alcuna assunzione di responsabilità dirigenziali; e mi fermo qui…

  • Tengri

    So bene di che parli Silvio. Non lavoro nel pubblico ma con i dipendenti pubblici ho a che fare costantemente. E non nego che l’atteggiamento del “tanto il posto non me lo leva nessuno quindi posso pure non fare un cazzo” non esista. Tutt’altro. Sto solo dicendo che il problema è di second’ordine. Come quello dell’irrisoria evasione fiscale di idraulici e salumieri.

    In questo momento i problemi strutturali del Paese sono altri. E su questo Grillo è pesantemente fuori strada.

    • SILVIO

      ma infatti !!! che ci siano parassiti e assenteisti disonesti, io lo vedo tutti i giorni nel mio piccolo ufficio di 45 persone (e, tra di noi, ho già detto a brutto muso ciò che penso a tre di queste persone…);

      i problemi sono assolutamente strutturali, vanno oltre, ben oltre, lo scontrino fiscale del salumiere o la ricevuta fiscale dell’idraulico; sulla natura di determinati problemi strutturali, a livello macroeconomico, non mi azzardo a parlarne, poichè sono assolutamente incompetetnte in materia, per cui ho chiaro che la appartenenza a determinate organizzazioni tipo fmi bene non ci fa;

      la vera evasione fiscale, secondo me, è da ricercarsi in ben altri comparti, di tipo finanziario imprenditoriale di grande livello; è là che si consuma il peggio del peggio;

  • Tengri

    Perfettamente d’accordo. Se invece di mandare le cartelle esattoriali ai poveracci che evadono per non chiudere l’Agenzia delle Entrate (e non Equitalia) si interessasse dei grandi evasori … ma sai quanti soldi si risparmierebbero (che ogni investigazione della GdF non è che non ci costa nulla eh) e quanti se ne recupererebbero dall’evasione che conta?

    Ma anche questo, senza un serio ripensamento della politica economica generale avrebbe esito pari a 0. Anche i soldi recuperati finirebbero a pagare il Fiscal Compact e l’osservanza dei brutali parametri di Maastricht

    • SILVIO

      è la tua ultima frase che mi lascia perplesso…

      chi dovrebbe essere il fautore di “un serio ripensamento della politica economica generale” ???

      per quanto ne so io, non vedo nessuno all’orizzonte, collocato in una posizione da dove si possano realmente operare i cambiamenti della politica economica generale.

  • Tengri

    Appunto … è per questo che la situazione è tragica. E il giochino del bidello e dell’idraulico serve solo a spostare l’attenzione dei cittadini su problemi di secondo piano. Strategia della distrazione …

  • Tonguessy

    Purtroppo avete entrambi ragione: non esite al momento alcuna forza politica in grado di saper discernere tra veri e fasulle evasori, tra statistiche di comodo e dai reali. Il mio impegno con l’ARS è di provare a far nascere quel movimento politico che sappia portare critica intelligente e proposta costruttiva in una mondo di becero qualunquismo, dilagante populismo e inconsistenti critiche.

    Tonguessy

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