Dalla padella alla brace

Ovvero dalla Troika al Meccanismo Europeo di Stabilità (MES). Ovvero quello che sta per succedere e dal quale non usciremo più. O quasi.

L’articolo Antonio Stragapede che ribloggo da www.cittalibera.info è già pienamente esplicativo. Quindi sulla cosa non aggiungo nulla.

Voglio solo sottolineare il curioso susseguirsi di alcuni eventi. Per storia e modalità interpretative non sono certo un complottista. Ma è divertente vedere come gli interessi dei potenti si combinino creando scenari che spesso fanno sembrare le ipotesi di complotto chiacchiere da bar.

Partiamo da un presupposto. Un’Europea realmente unita, con un bilancio unico e un’economia florida avrebbe messo in discussione, e non poco, gli equilibri geopolitici del pianeta. Quindi:

1)     Nel 2008 la finanza creativa made in USA e il botto dei subprime spingono il mondo verso la più feroce crisi economiche che il capitalismo abbia mai affrontato

2)     L’Europa segue e ruota, forse fra 2008 e 2009

3)     La FED inizia a pompare denaro “inventato dal nulla” nel mercato per ricapitalizzare le banche e rilanciare l’Economia

4)     La BCE spinge per l’austerity e l’Europa entra in un profondo conflitto interno

5)     Nel 2013 l’economia USA cresce del 2,3% con prospettive per l’anno prossimo di aumentare la crescita sino al 3,5%; il tasso di disoccupazione cala al 7.5% livello più basso dal 2008

6)     Nel 2013 l’economia europea è in macerie. Il PIL italiano registra segni meno di trimestre in trimestre. La disoccupazione è a livelli tali che il governo Letta inventa un provvedimento pubblicitario per i giovani disoccupati. E’ l’unico modo per non rischiare i fucili in piazza. Nel resto d’Europa si sta ance meglio

Si tratta di fatto del risultato di una guerra in cui non è stato sparato nemmeno un colpo. Vincitori da una parte. Vinti dall’altra. Per vincere una guerra si deve essere disposti a subire delle perdite (anche gli americani hanno sofferto per lunghi anni e ancora non si sono completamente ripresi). Per vincere una guerra bisogna approfittare delle debolezze del nemico e colpire per annientare (la rigidità dei trattati europei era cosa conosciuta ben prima della crisi). Per vincere una guerra bisogna lasciare al nemico sconfitto la possibilità di riprendersi (e possibilmente di far ricorso ai tuoi servizi vendendo i suoi asset). In un Paese vinto si fa turismo a basso costo, si fa shopping a prezzi stracciati, la manodopera costa nulla. E in certi casi puoi addirittura assumere la veste del “salvatore” … la guerra di fatto l’ha combattuta per te un esercito mercenario. E la tua deniability è totale.

PS: per evitare i soliti commenti demenziali. Non sto assolutamente dicendo che lo scenario sia stato pianificato a tavolino. Ma certo che se io fossi stato un consulente del governo USA all’inizio della crisi e mi avessero fatto la domanda gli avrei risposto “lasciate che la piaga si diffonda. Noi la medicina ce l’abbiamo. Loro no. Il nostro sarà al massimo un collateral demage. Ma loro mendicheranno per le strade”.

Buona lettura

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………… sto per raccontarvi una storia anzi una storiaccia di quelle che se l’Italia fosse un Paese normale riempirebbero le prime pagine dei giornali (altro che le trombate vere o presunte di B); di quelle che riempirebbero le piazze di gente incazzata e per le quali varrebbe davvero la pena di far dimettere in massa 200 deputati dal Parlamento (ogni riferimento a persone e/o cose reali è puramente voluto).

Alcuni giorni fa quella manica di fanatici, bigotti, fondamentalisti che reggono le sorti dell’Eurozona e che con troppa benevolenza ci limitiamo a definire “tecnocrati” ha redatto un documento ufficiale nel quale si mette nero su bianco che il salvataggio delle Banche private europee sarà pagato dai Governi e dai contribuenti europei.

Qualcuno obietterà … bella novità è dall’inizio della crisi che i contribuenti europei stanno pagando per salvare il culo alle Banche cosa c’è di nuovo? Beh di nuovo c’è che questa volta sono stati compiutamente descritti regole, metodi, cifre, vincoli che regolamenteranno  l’intero processo, lasciando poco spazio all’improvvisazione e all’immaginazione.

Il tutto avverrà tramite il MES ovvero il Meccanismo Europeo di Stabilità  detto anche Fondo Salva Stati ovvero quel meccanismo infernale e assurdo partorito dalle obnubilate menti di qualche banchiere per “salvare” gli Stati europei dal rischio di default. Semplificato ai massimi livelli il Fondo Salva Stati non è che un gigantesco Istituto di Credito sovranazionale dai poteri illimitati nel quale gli Stati Europei hanno deciso di versare soldi in gran parte prelevati dalla tasse dei loro cittadini (l’Italia si è obbligata per il momento a pagare la somma di € 125.000.000.000 – leggasi centoventicinque miliardi in 10 anni) ma tale somma potrebbe essere aumentata a giudizio insindacabile del MES. Tra il 2012 e il 2013 l’Italia avrà versato al MES la somma di € 35.000.000.000 (leggasi trentacinque miliardi). Se uno Stato si trova in difficoltà e non riesce a piazzare sul Mercato i titoli del debito pubblico che gli consentono di pagare stipendi, pensioni e quant’altro chiede aiuto al MES che gli “presta” i soldi che lo stesso Stato vi ha già depositato, in cambio di qualche ulteriore cessione di sovranità.

Avevo già fatto notare che i soldi che “generosamente” il MES  presta agli Stati per “salvarli” in realtà servivano in larga misura, come nel caso della Grecia, a salvare i crediti che le Banche private avevano nei confronti dello Stato in difficoltà in quanto possessori dei titoli del debito pubblico di quel Paese. E cioè in realtà il “salvataggio” degli Stati non era altro che il “salvataggio” delle banche private, spesso straniere, rispetto allo Stato da salvare. Ma qui si è andati ben oltre.

Adesso si è messo nero su bianco che il cd. Fondo Salva Stati non servirà solo a “salvare” gli Stati ma servirà direttamente a ricapitalizzare le banche private a rischio di fallimento.

C’è un gigantesco bubbone che sta minando alle fondamenta la sostenibilità di tutto il sistema economico occidentale ed in particolare nei Paesi dell’Eurozona: è costituito dai crediti in sofferenza delle banche (in inglese NPL Non Performing Loan).

Secondo alcune stime il totale dei crediti in sofferenza nelle banche private della zona Euro ammonterebbe alla considerevole cifra di € 720.000.000.000 (720 miliardi) dei quali ben 500 sarebbero concentrati nei Paesi periferici; queste stime tuttavia non possono che essere approssimate per difetto vista l’oramai consolidata abitudine delle banche private di “truccare” i propri bilanci nascondendo sotto il tappeto la polvere tramite il massiccio ricorso a prodotti derivati che “aggiustano” fittiziamente i bilanci (Monte dei Paschi di Siena docet).

E non è tutto: le aberranti politiche di austerity imposte dalla Germania all’Eurozona stanno rapidamente facendo aggravare la situazione specie nei Paesi periferici dove la percentuale dei crediti in sofferenza sta rapidamente aumentando.

In Italia il NPL ha recentemente raggiunto la percentuale del 13,4 % del totale degli attivi bancari più o meno come la Spagna e il Portogallo ma ancora al di sotto dell’Irlanda 19% e della Grecia 25%.

Per il momento la ricapitalizzazione diretta delle Banche private da parte del MES è limitata alla somma di 50-70 miliardi di euro, ben poca cosa rispetto alle dimensioni del bubbone che sta per scoppiare, ma è il principio quello che spaventa e che dovrebbe indignarci, sdegnarci e farci incazzare come iene.

Si stabilisce infatti che sarà compito degli Stati ricapitalizzare la banche private in difficoltà e che, nel caso in cui questi non riescano a farvi fronte, interverrà il MES. In altri termini o tramite l’intervento diretto dello Stato o tramite quello in seconda battuta del MES (finanziato dagli stessi Stati) saranno sempre i cittadini a pagare il conto, che si prevede salatissimo, del “salvataggio” delle banche private in difficoltà.

Secondo alcuni ciò che sta avvenendo in Europa in questo periodo è il più grande trasferimento di ricchezza dall’economia reale alla finanza che sia mai avvenuto nel corso della storia. Perchè se è vero che tutto il sistema economico e finanziario occidentale è “bancocentrico” e cioè per funzionare ha bisogno delle banche qui in Europa, dove non ci vogliamo mai far mancare nulla, il rapporto tra Stati e banche è diventato patologico.

Gli Stati infatti dopo aver ceduto la loro sovranità monetaria alla BCE per potersi finanziare e quindi sopravvivere hanno bisogno che le banche private acquistino sul Mercato i loro titoli del debito pubblico; sino a quando le cose vanno bene le Banche realizzano grandi profitti ma nel momento in cui per politiche sbagliate, per propria inettitudine, o per semplici ruberie le cose vanno male chiedono aiuto allo Stato che usa le tasse dei cittadini per ricapitalizzarle ed evitare il loro fallimento secondo il più classico dei principi dell’integralismo liberista… privatizzare i guadagni, socializzare le perdite!

Ora, qualche sapientone che scrive sui giornali di regime ci verrà a raccontare che anche negli Stati Uniti tra il 2008 e il 2010 la FED ha ricapitalizzato le Banche private “too big to fail” e questo ha impedito l’implosione di tutto il sistema e ora sta consentendo all’economia americana di uscire dalla crisi tanto che recentemente il Governatore della FED, Bernanke, ha dichiarato che smetterà di iniettare liquidità nel sistema perché l’economia può consolidare la sua ripresa da sola. Se l’hanno fatto gli Stati Uniti e ora stanno uscendo dalla crisi dobbiamo farlo anche noi. Ma proprio qui casca l’asino!

Perché negli Stati Uniti le Banche private sono state salvate senza troppo clamore dalla FED tramite una massiccia e oceanica iniezione di liquidità creata dal nulla! Tra il 2008 e il 2010 la FED ha creato con un semplice click del computer una quantità enorme di liquidità (parliamo di una cifra prossima ai 7.700 miliardi di dollari)  che è servita a sostenere il corso dei titoli finanziari e a ricapitalizzare direttamente il capitale sociale delle Banche private.

Nessun cittadino americano ha pagato né direttamente né indirettamente un solo centesimo di dollaro per ricapitalizzare le Banche private americane responsabili della crisi finanziaria sistemica verificatasi nel 2008. E come se non bastasse il Governatore Bernanke ha deciso di dare ulteriori stimoli all’economia americana decidendo di far acquistare dalla FED a partire dal 2008 e a tutt’oggi ottantacinque miliardi di titoli del debito pubblico al mese.   

Secondo le teorie monetariste alla Milton Friedman così accreditate e fideisticamente seguite in Europa una iniezione così massiccia di liquidità creata dal nulla (parliamo di una quantità enorme pari a circa 3 volte il PIL dell’Italia) avrebbe dovuto avere effetti devastanti sull’economia americana determinando un aumento esponenziale dell’inflazione e una svalutazione enorme del dollaro.  

In realtà è successo questo:  impatto sull’inflazione pressocchè ininfluente; economia americana che cresce del 2,3% con prospettive per l’anno prossimo di aumentare la crescita sino al 3,5%; tasso di disoccupazione in calo al 7.5% livello più basso dal 2008. Pensate che questo abbia incrinato le inossidabili certezze degli euro-tecnocrati di Bruxelles?   

No cari amici piddini e pidiellini, non c’è nulla che possa incrinare le granitiche e inossidabili certezze dei tecnocrati di Bruxelles; il loro fanatismo ideologico liberista ha permeato dalla sua costituzione questa Europa delle banche e della finanza che non diventerà MAI un’Europa dei popoli.

E anche quello che tra qualche giorno il nostro primo Ministro Letta si appresta a festeggiare come un successo personale (aver ottenuto che l’Europa sostenesse le politiche per l’occupazione giovanile con un impegno di spesa di 3 miliardi di euro da dividere per i 27 Stati dell’Eurozona) è talmente risibile, considerata l’entità della crisi in atto, che equivale a provare a spegnere l’incendio di una foresta con un secchiello di acqua.

Ormai dobbiamo prendere atto con dolore e con dispiacere ma con realismo che la bella nave sulla quale abbiamo voluto a tutti i costi imbarcarci inseguendo il sogno europeo, come il Titanic, si sta andando a schiantare contro un iceberg. Dobbiamo scendere dalla nave prima possibile e provare a metterci in salvo: non è detto che riusciremo comunque ad evitare l’impatto con l’iceberg ma, se non altro, quando avremo riacquistato la nostra sovranità, ridiventeremo arbitri e padroni del nostro destino.   


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