Bugiardi

All’insediamento del neo governo della Troika nel Protettorato Italia mi meravigliavo del fatto che le parole ormai abbiano perso completamente di significato. I campi semantici vengono talmente estesi da comprendere all’interno dei confini smisurati tutto e il contrario di tutto. Si dice politica e si pratica una versione parolaia del sopruso. Si dice populismo quando le proposte provengono da altri. Salvo poi definirle provvedimenti urgenti una volta assimilate. Si dice scienza e si pratica una sorta di oscura religione dei numeri che verifica sé stessa senza mai guardarsi da fuori o porsi le domande da nuove angolazioni.

Ma c’è una parola della quale è più difficile distorcere il significato. Bugiardi. Ovvero coloro che mentono. Ovvero l’unico modo di definire la cerchia che conia il Letta-pensiero. Perché il bugiardo non è colui che mente in buona fede. Pensando di dire la verità. Il bugiardo è colui che mente sapendo di mentire.

In molti si sono chiesti come mai nel discorso di insediamento Letta avesse tracciato la road map di mirabolanti provvedimenti per l’emergenza disoccupazione-recessione-calodelladomanda senza alcun cenno alle risorse per realizzarli. D’altra parte la differenza fra la campagna elettorale e l’esercizio delle funzioni di governo dovrebbe essere proprio questa. Almeno una delle differenze. Altri sono rimasti perplessi per la sua risposta ai cronisti tedeschi. “Dove troviamo i soldi sono affari nostri!”. E tutti (i più sprovveduti o cerebrolesi) ad applaudire. Bravo Letta. Finalmente dici qualcosa di nazional-popolare. E giusto nazional popolare, perché un paio di battute di Alberto Sordi dopo gli applausi non sarebbero sembrate per niente stonate. E almeno qualcuno avrebbe riso.

In realtà c’era poco da meravigliarsi. I numeri non c’erano perché, stanti le cose, quei numeri non esistono. Non possono esistere. Ai giornalisti tedeschi non poteva mica rispondere “tranquilli, lo so che se dobbiamo continuare a pagare voi strozzini teutonici non possiamo mica spendere anche i soldi per ristrutturare la domanda giù da noi. Dico queste cose perché almeno il belpaese sta tranquillo e non mi becco la prossima pallottola che vola per le strade”.

Perché Letta lo sa benissimo che anche per il 2014 la crescita non ci sarà. E l’austerità non potrà essere allentata del tanto necessario a sbloccare investimenti pubblici che rilancino la domanda, reimmettendo reddito (e quindi spesa) nelle tasche della gente e delle imprese. Perché lo sa? Perché lo dice la Commissione Europea nel report uscito venerdì scorso. Lo dice il Ministro dell’Economia dell’UE. Lo scrive a chiare lettere il Financial Times, che non è proprio l’ultimo foglietto anarco-bolsceviko con la kappa.

Vi incollo qui l’articolo di Peter Spiegel. Traduco i tratti salienti. Uso Google perché non ho tempo, tanto il senso si capisce. Interessanti le proiezioni sul disastro cipriota.

EU economies to breach deficit limits as economic picture darkens

Three of the eurozone’s five largest economies will bust through EU-mandated deficit limits this year as the bloc’s recession continues to deepen, according to highly anticipated European Commission forecasts published on Friday.

In addition to the anticipated breaches by France, Spain and the Netherlands, the currency union’s third-largest economy, Italy, will come within a hair’s breadth of missing the limit of 3 per cent of economic output, with a 2013 deficit forecasted at 2.9 per cent.

The across-the-board misses come as the eurozone’s economic picture continues to darken. Gross domestic product in the bloc is now expected to drop 0.4 per cent this year, down from a 0.3 per cent projection just six months ago.

Il complessivo fallimento nel rispettare il vincolo del 3% arriva mentre il quadro economico della zona euro continua a scurire. Il prodotto interno lordo nel blocco dovrebbe scendere dello 0,4 per cento quest’anno, passando da una proiezione di 0,3 per cento appena sei mesi fa.

Even though the commission now forecasts a return to solid economic growth will be delayed until 2014, it said it will not be enough to help the region’s bleak unemployment outlook. It will hit 12 per cent in the eurozone this year and stay at those levels next year as well, the commission projects, with “differences across member states expected to remain very large”.

Despite the multiple breaches of EU deficit limits, Olli Rehn, the EU economic chief, is expected to give France, Spain and the Netherlands waivers later this month, allowing them another year or two to get back under 3 per cent. Mr Rehn’s waivers are part of a growing consensus in Brussels that the eurozone needed to ease its austerity-led crisis response.

Anche se ora la Commissione prevede un ritorno alla crescita economica solida sarà ritardata fino al 2014, ha detto che non sarà sufficiente per aiutare desolante prospettiva di disoccupazione della regione. Sarà colpito il 12 per cento nella zona euro quest’anno e rimanere a questi livelli anche l’anno prossimo, i progetti della Commissione, con “differenze tra gli Stati membri che dovrebbero rimanere molto grande”.

“Fiscal consolidation is continuing, but its pace is slowing down,” Mr Rehn said in a statement issued along with the forecasts.

Il consolidamento fiscale sta continuando, ma il suo ritmo sta rallentando”, Rehn ha detto in una dichiarazione rilasciata insieme con le previsioni.

The forecasts also contain the EU’s first public projections of the damage last month’s botched bailout of Cyprus will have on the island’s economy. This year, the Cypriot economy is projected to shrink by 8.7 per cent and another 3.2 per cent in 2014.

Le previsioni hanno anche prime proiezioni pubbliche dell’UE del danno pasticciata piano di salvataggio di Cipro del mese scorso avrà sul l’economia dell’isola. Quest’anno, l’economia cipriota è proiettata a ridursi del 8,7 per cento e di un altro 3,2 per cento nel 2014.


One response to “Bugiardi

  • Quale futuro per la zona euro? | Tracce Bianche

    […] Stamattina definivo i neo governanti italiani bugiardi. Quest’articolo di Sapir tradotto da Sirtori aggiunge un tassello al perché della definizione. Sanno tutto. E’ impossibile che non sappiano. L’ipotesi della stupidità e dell’incompetenza inizia a vacillare. Se io e voi abbiamo accesso a queste informazioni, com’è possibile che loro non lo abbiano? Jacques Sapir è un’economista di rilievo internazionale. Mica il blogger di provincia ingigantito dalla bolla virtuale de “mi piace”!!! […]

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