Il predatore senza prede muore

La natura dovrebbe insegnarci qualcosa. Ma abbiamo smesso di osservarla e sincronizzarci con essa quando abbiamo iniziato a pensare di poterla controllare. Sottomettere. Ma il pianeta è un organismo troppo vasto per il piccolo uomo. E la natura torna sempre in pareggio. Perché in natura un predatore senza più prede o ne trova di nuove o muore. Si estingue. E l’ecosistema trova un nuovo equilibrio a prescindere dalla specie scomparsa.

L’economia funziona più o meno allo stesso modo. Chi fabbrica magliette se non ha a chi venderle muore. Così chi compra obbligazioni.

Bill Gross è uno dei top manager di Pimco. Il più grande fondo di investimento obligazionario del mondo. O giù di lì. E’ uno di quelli che Morningstar ha mantenuto negli ultimi 15 anni nel 3% in cima alla lista per produttività. In sostanza Bill Gross è uno squalo con la pinna bella grossa. Uno a cui non interessano le politiche sociali, il benessere delle masse o la condivisione del reddito. La sua missione è fare denaro e intascare il bonus annuale. Punto.

Eppure proprio Bill Gross rilascia un’intervista al Financial Times nella quale avvisa:

“The UK and almost all of Europe have erred in terms of believing that austerity, fiscal austerity in the short term, is the way to produce real growth. It is not,” Mr Gross told the Financial Times. “You’ve got to spend money.”

Uno speculatore internazionale che folgorato sulla via di Damasco si scopre keneysiano? Signori dei Governi dovete spendere soldi!!!

Gross continua. “I think, fiscally, that governments everywhere have erred in terms of their policy for one way or another and they certainly haven’t induced investment as a percentage of GDP, which, we all know, is ultimately the way to prosperity.”

Dice “certamente i governi non hanno indotto investimenti considerandoli parte del GDP”. Ma questa non era una delle riforme morbide che si volevano introdurre in Europa per far risultare più bassa la percentuale debito/PIL? Quell’”indurre”, messo accanto al commento precedente non significa “spendete i soldi così da indurre la crescita”?

Gross nel febbraio del 2010 aveva sostenuto la tesi opposta. Quella di Kenneth Rogoff and Carmen Reinhart. Quelli che “abbiamo sbagliato i conti”. Quelli che avevano trovato la pistola fumante dei debiti pubblici cresciuti oltre i limiti. Quelli che fornirono la base scientifica per le politiche di austerità.

Gross, in sostanza ci ha ripensato. Ha capito che anche il capitale finanziario per continuare a muovere le proprie pedine sulla scacchiera del Risiko della finanza non può puntare al saccheggio totale. All’annientamento degli stati da conquistare. Il predatore in natura aspetta che la preda ingrassi per attaccarla. Non la affama. E Gross ha capito che l’Europa è alla fame. L’austerità la sta conducendo sul pericoloso cammino del default. Non quello tecnico. Ma quello che, aldilà degli artifici contabili, sta nella realtà dei fatti.

In sostanza i mercati, che Gross impersona, iniziano a pensarla come i cittadini. L’austerità è un’aberrazione. Anche nei termini del peggior capitalismo predatorio. E’ come se una famiglia in difficoltà economica smettesse per prima cosa di acquistare cibo. Dopo un po’ nessuno sarebbe più in grado di lavorare per produrre reddito.

A cosa pensano i governanti d’Europa dunque quando utilizzano il grimaldello mediatico del “i mercati lo vogliono”, “i mercati reagirebbero malamente all’aumento del debito”? Qual è la vera storia dietro a queste richieste? Perché anche Olli Rehm, la Merkel e Draghi sanno bene che Gross ha ragione. Gross mica Keynes!

E’ evidente che c’è altro. Un paio di ipotesi:

  1. In autunno in Germania si vota. E un cedimento verso i pigri profittatori del sud varrebbe alla Merkel una bella batosta elettorale. Visto soprattutto il ruolo di guardiano del trattato di Maastricht che la Cancelliera ha ritagliato al suo paese
  2. Il progetto politico che sta dietro all’euro non ha nulla a che fare con la banale razionalità matematica dell’economia. Fino a un certo punto andava bene per le classi più abbienti e per i paesi del nord (Germania in testa) che costruivano reddito attraverso la svalutazione interna sulle spalle della minore competitività dei “meridionali”. Ora anche quest’approccio mostra la corda.

E in tutto questo cosa decide di fare l’Europa? Lo speculatore (che conta il profitto) ha capito che la regola dell’austerità non può funzionare più. I sordi governanti (i cui lauti stipendi li pagano i cittadini), invece, nel nome di una mitologia spacciata presso le masse per salvare il proprio futuro politico continuano imperterriti nel loro cammino. Non bastano i cittadini che affollano le mense pubbliche. Non bastano nemmeno gli avvisi dei tycoon della finanza. A testa bassa proseguono nel sentiero tracciato: euro, più Europa, austerità. Tutto pur di non ammettere che il cambio fisso è un’idiozia trasformatasi in tragedia.

Un anno in più alla Spagna (forse due), uno al Portogallo, due alla Grecia. Per fare cosa? Ovvio, per raggiungere il fatidico 3%. Sono queste le misure che varano per allentare con magnanimità la presa sul futuro del Continente. Melina in attesa del voto a Berlino. Melina per non far sollevare i popoli. Melina perché qualcuno spintonato dall’emergenza non decida di uscire dalla moneta unica. Melina sulla pelle della gente.

Nel frattempo la BCE stampa i nuovi 5 euro. Nella filigrana c’è il volto di Europa, la figlia dei Titani Oceano e Teti. O magari la principessa fenicia rapita e stuprata da Zeus. Qualunque delle due, la mitologia continua.


2 responses to “Il predatore senza prede muore

  • robi

    come avevo scritto stamattina sullo status di fb … “La tragedia degli economisti di Harvard , non è l’uso improprio di un foglio elettronico Microsoft Excel, quanto che le loro politiche siano state messe alla prova.”

  • Tengri

    Già … solo che il metodo scientifico prevedrebbe che se l’esperimento fallisce, e fallisce più volte, vuol dire che la teoria non regge. Qui invece si incolpa l’esperimento … roba da ridere se non fosse tremendamente tragica …

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