La storiella di come ci hanno fottuto

Avete mai sentito parlare Monti, Fassina o Brunetta (tanto per riassumere l’arco parlamentare fino a ieri) parlare di economia ed Europa? Ci avete capito qualcosa? Ovviamente no. Ecco. Non siete gli unici. I talk show sono orchestrati per creare il consenso e cementare i luoghi comuni. Non per fare informazione.

Spesso il linguaggio semplice delle favole è molto più utile dell’economichese per capire i concetti. Vi propongo una chiacchierata studente-professore presa da qui.

  • Stud – Prof, che cos’è l’inflazione?
  • Prof – che mestiere fa tuo padre?
  • stud – il commerciante
  • prof – di cosa?
  • stud – abbigliamento. Ma perché me lo chiede prof?
  • prof – tuo padre vende anche cravatte?
  • stud – certo
  • prof – e come vanno gli affari?
  • stud – non troppo bene, ultimamente
  • prof – facciamo così, proviamo a immaginare tuo padre al lavoro qualche anno fa, quando le cose andavano bene, la gente aveva i soldi in tasca perché l’economia cresceva, e tu eri piccolo. Mettiamo che tuo padre vendeva le cravatte a 15 euro l’una, e che le sue vendite fossero in crescita. Cosa avrebbe fatto tuo padre?
  • stud – avrebbe alzato il prezzo delle cravatte
  • prof – facciamo che le metteva a 16 euro. Ne avrebbe venduta qualcuna in meno, forse, ma il suo guadagno sarebbe aumentato. Cosa avrebbe fatto, allora, tuo padre?
  • stud – avrebbe aumentato ancora il prezzo, a 17
  • prof – bravo. Supponiamo che il nuovo prezzo fosse stato 17 euro a cravatta. Avrebbe perso un altro po’ di clienti ma avrebbe guadagnato di più, seppure con un aumento minore rispetto al primo. Cosa avrebbe fatto, a quel punto, tuo padre?
  • stud – avrebbe aumentato ancora il prezzo, a 18
  • prof – bravo, e si sarebbe accorto che il suo guadagno diminuiva, perché i clienti erano diventati di meno. Allora tuo padre avrebbe diminuito un po’ il prezzo, diciamo 17,50, e recuperato. Il suo prezzo ottimale, dunque, sarebbe stato 17,50. Cosa ti suggerisce questa storiella?
  • stud – che quando le cose vanno bene i prezzi salgono
  • prof – ecco, quando le cose vanno bene, e la gente ha soldi da spendere, tutti provano ad aumentare un po’ i prezzi, e questa è l’inflazione. Ti sembra una cosa brutta l’inflazione?
  • stud – messa così no, mi sembra un indice del fatto che le cose vanno bene.
    Ma, e l’iperinflazione allora?
  • prof – tu ci vai a ballare?
  • stud – certo
  • prof – e quando balli, ti scaldi un po’, vero?
  • stud – sicuro!
  • prof – la tua temperatura corporea sale, giusto?
  • stud – si
  • prof – hai mai sentito di qualcuno che si è sentito male perché era andato in ipertermia, magari perché si era preso una pasticchetta, oppure perché aveva qualche problema fisico?
  • stud – si, è capitato a una mia amica, l’anno scorso. Venne l’ambulanza…
  • prof – ecco, se l’economia è sana, o non è drogata, l’inflazione non diventa iperinflazione, ed è solo la naturale risposta dell’organismo economico alla crescita. Ora dimmi, hai mai fatto una gara di corsa?
  • stud – certo, sono arrivato terzo ai campionati provinciali sugli 800 metri…
  • prof – e quando corri la tua temperatura sale?
  • stud – certo che sale…
  • prof – anche quella dei tuoi avversari?
  • stud – sicuro
  • prof – e sale per tutti nella stessa misura?
  • stud – non credo, a chi più e a chi meno
  • prof – e la gara chi la vince, chi ha la temperatura più alta, più bassa, oppure questo non c’entra niente?
  • stud – direi che non c’entra proprio niente
  • prof – appunto, non c’entra niente. La temperatura sale di più o di meno a seconda dell’organismo, ma questo non determina chi vinche la gara
  • stud – cosa vuole dirmi prof?
  • prof – per l’economia è la stessa cosa. Un paese può avere un’inflazione più o meno alta ma, se è un organismo economico autonomo, da ciò non discende che possa vincere o perdere nella competizione economica
  • stud – in che senso “organismo economico autonomo”?
  • prof – nel senso che è libero di fare la sua politica monetaria
  • stud – non capisco
  • prof – supponiamo che ci siano due paesi, e in ognuno di essi ci sia una fabbrica di trapani con buone vendite e in attivo. Per semplicità immaginiamo che, in un certo anno, entrambe producano trapani di uguale qualità al costo di 100 euro. Mi segui?
  • stud – ci provo, prof
  • prof – bene. supponiamo che dopo qualche anno i prezzi nel primo paese siano cresciuti del 10%, e del 5% nel secondo, e che un importatore americano voglia acquistare un lotto di 100000 trapani. Dove andrebbe a comprare l’importatore americano?
  • stud – nel secondo paese, è ovvio!
  • prof – ma per comperare i trapani di quel paese dovrebbe prima cambiare i suoi dollari, giusto?
  • stud – e allora?
  • prof – e allora il prezzo della moneta del secondo paese salirebbe un po’, per la legge della domanda e dell’offerta…
  • stud – e quindi?
  • prof – e quindi, dopo un po’, quando il prezzo della moneta del secondo paese sale oltre un certo limite, all’importatore americano converrebbe tornare a comprare i trapani nel primo paese!
  • stud – mitico prof! Non ci avevo pensato. Però se i due paesi hanno la stessa moneta questo non potrebbe succedere!
  • prof – lo vedi che sei intelligente, anche se non hai voglia di studiare?
  • stud – ma allora l’euro…
  • prof – e io qua ti volevo portare… dimmi, dimmi…
  • stud – se tutti i paesi europei hanno la stessa moneta, i paesi dove l’inflazione…
  • prof – …che è la temperatura dell’economia, che non sale per tutti allo stesso modo…
  • stud – si, dicevo, i paesi dove l’inflazione sale di più, dopo un po’ non vendono più niente!
  • prof – diciamo che vendono di meno, e non ce la fanno più a “campare”
  • stud – e allora cosa fanno?
  • prof – beh, possono chiedere un prestito ai paesi che vendono di più. Loro i soldi ce li hanno, e qualcosa devono pur farci…
  • stud – ma perché questi paesi dovrebbero prestare a quelli che non ce la fanno? Prima o poi non rischiano di non rivedere i soldi?
  • prof – hai detto bene, prima o poi. Ma intanto, nell’attesa che arrivi il “poi”, gli conviene prestare, anche perché guadagnano due volte
  • stud – come due volte?
  • prof – ci guadagnano con gli interessi, e ci guadagnano perché, con i soldi presi in prestito, ai paesi debitori conviene comprare dal paese creditore, dove i prezzi sono più bassi
  • stud – ma è una follia, prima o poi il giochetto salta!
  • prof – senti, tuo padre il negozio ce l’ha ancora in proprietà?
  • stud – adesso lavora in franchising con un grande marchio
  • prof – e perché?
  • stud – mah, il negozio non dava più guadagni, e allora si è fatto avanti questo grande marchio che ha rilevato i locali, e adesso mio padre lavora con un piccolo fisso e una percentuale sulle vendite. Stiamo ripagando, piano piano, anche i debiti che avevamo fatto…
  • prof – e tuo padre guadagna di più o di meno?
  • stud – molto meno!
  • prof – non ti sembra di esserti risposto da solo?
  • stud – vero prof, prima eravamo liberi e molto più ricchi… però siamo contenti lo stesso, in fondo abbiamo meno preoccupazioni
  • prof – tu però giri in motorino, mentre tuo padre, io me lo ricordo, alla tua età girava con dei macchinoni da fare invidia…
  • stud – eh prof, altri tempi!
  • prof – ben detto, altri tempi!
  • stud – però mi scusi, prof, perché noi in Italia, oltre ad essere più poveri, neanche riusciamo a vivere tranquilli?
  • prof – perché, tuo padre vive tranquillo?
  • stud – veramente non tanto. Proprio l’altro giorno la società ci ha fatto sapere che le commissioni saranno ritoccate al ribasso. Ma insomma, prof, cos’è successo?
  • prof – sei sicuro che a casa tua vada tutto bene? Sai, ieri ho incontrato tuo padre, siamo amici da molto tempo, e mi è sembrato piuttosto preoccupato
  • stud – è vero prof. Il fatto è che quei debiti li stavamo ripagando un po’ irregolarmente, ma la finanziaria, che fino ad ora aveva chiuso un occhio, è diventata improvvisamente molto esigente, e adesso vuole che rientriamo subito…
  • prof – e sai perché?
  • stud – no
  • prof – la finanziaria, che come sai è di quel paraculo di Amedeo, un altro amico di gioventù di tuo padre e mio, non se la passa troppo bene…
  • stud – che è successo ad Amedeo?
  • prof – non lo sai? Amedeo ha perso una cifra di soldi investiti in obbligazioni di quella banca che è fallita… come si chiama…
  • stud – si ho capito…
  • prof – insomma, Amedeo, che pure è un buon amico di tuo padre, sta alla canna del gas. O trova i soldi, o sono guai…
  • stud – prof, mi sta dicendo che quello che è successo a mio padre con Amedeo è successo…
  • prof – …anche alle banche italiane e tedesche!
  • stud – e cioè?
  • prof – e cioè le banche tedesche hanno perso un fottìo di soldi con la storia dei derivati, e adesso hanno bisogno di rifarsi subito, quindi non prestano più, e anzi rivogliono indietro i soldi.
  • stud – e chi paga se le banche italiane i soldi non ce li hanno?
  • prof – paghi anche tu, pago io, paghiamo tutti noi. Dimmi, ieri ti ho visto che lavoravi al bancone del bar centrale, quanto ti danno all’ora?
  • stud – cinque euro prof…
  • prof – sai, ci ho lavorato anch’io al bar centrale, trent’anni fa. Sai quanto prendevo?
  • stud – quanto?
  • prof – diecimila lire l’ora!
  • stud – minchia prof! Quanto prendo oggi io!
  • prof – si caro, ma trent’anni fa, quando con diecimila lire ci mettevi dieci litri di benzina!
  • stud – prof, ma allora con l’euro ci hanno fregato?
  • prof – peggio! Ci hanno inc… ma non farmi dire parolacce! Ciao caro, salutami tuo padre…
  • stud – ciao prof.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: