Di che vi meravigliate?

Il fatto. I magistrati riprendono a convocare Berlusconi perché compaia nei vari processi di cui è protagonista. Ruby, la compravendita dei parlamentari, ecc. Un gruppo di parlamentari del PDL reagisce inscenando una manifestazione anti-magistratura, passeggiando per qualche ora sulle scalinate del tribunale. I simboli, come dico sempre, sono importanti. Perché la gente mangia cibo ma poi sono le narrazioni in cui è coinvolta che orientano i comportamenti. E simbolicamente è ovvio, il quel flash mob, che simo stati di fronte all’intervento di un potere dello Stato (quello parlamentare/legislativo) su un altro (quello giudiziario).

Nel caso di Berlusconi, poi, la cosa è ancora più evidente. I suoi ripetuti tentativi di imbavagliare i giudici con leggi ad personam hanno scatenato una risposta conflittuale di una parte consistente della magistratura. Quella parte che lui definisce politicizzata e che in realtà è semplicemente “partitizzata”. Basta osservare i destini di alcuni magistrati (Di Pietro, De Magistris, Ingoria sono solo i primi che mi vengono in mente) per non poterlo di certo negare come assunto generale.

Tuttavia, finché si parla di convivenza conflittuale, tecnicamente i confini della democrazia non sono assolutamente messi in pericolo. La suddivisione del potere regio di legiferare-controllare-sanzionare in 3 poteri separati fu pensata proprio per questo. Il confronto – anche conflittuale –  dovrebbe generare il controllo reciproco e l’equilibrio dinamico sul quale dovrebbe reggersi la democrazia. I condizionali sono d’obbligo perché conosciamo fin troppo bene le pesanti ombre di questo sistema. E come sia facile operare anti-democraticamente nelle zone di sovrapposizione dei vari poteri.

Come si colloca in quest’ottica l’intervento di Napolitano? Qualcuno lo sminuisce definendolo “equilibrismo”, “cerchiobottismo”. Ma siamo sicuri che sia solo questo?

Evidentemente dimentichiamo facilmente.

Qualche mese fa un certo magistrato di Palermo iniziò ad ascoltare le registrazioni di telefonate fra Nicola Mancino e Giorgio Napolitano. Il tema era la trattativa fra Stato e Mafia. Mancino indagato. Napolitano no. A quel punto il Quirinale si scagliò con tutta la potenza di fuoco della massima istituzione dello Sato per sollevare il conflitto di attribuzione e ordinare la distruzione dei nastri. Ad oggi, se non sbaglio, ancora non sono stati distrutti. Ma di fatto i contenuti sono stati derubricati.

Questo non dovrebbe far suonare un campanello d’allarme? A prescindere dalle norme che permettono questo e non permettono quello – norme che scrivono uomini interessati e che quindi possono rispondere a alcuni interessi e non ad altri. Non si tratta della stessa ingerenza dei berluscones, semplicemente a ruoli scambiati? Se i simboli sono importanti, lo sono in entrambi i casi. E solo il tam tam servile dei media mainstream fa sì che oggi Napolitano sia ancora per alcuni una figura credibile. In un altro Paese lo avrebbero dimesso in poche settimane. Per un malore magari. Ma sarebbe sparito dalla scena politica.

Avrebbe mai potuto il bue dire cornuto all’asino? Direi proprio di no.

Meno che mai nel momento in cui si appresta a trovare la quadratura del cerchio per dare un governo al Paese. Cosa per la quale gli serve anche Berlusconi.

Potrei anche chiuderla qui e sarebbe sufficiente. Ma visto che non pensare ai retroscena in un ambito come quello della politica italiana – fatto quasi solo di retroscena – sarebbe un’ingenuità imperdonabile, mi spingo oltre.

Se sui nastri del processo di Palermo non ci fosse nulla di compromettente, a che pro sollevare il putiferio sul conflitto di attribuzione? Non è che Napolitano ci abbia fatto una bella figura in quella storia. E se non fosse stato per il M5S, Ingroia se lo ritrovava anche in Parlamento. E allora, non sarà mica che Berlusconi sa qualcosa – lui o uno dei suoi ex Ministri di Interno e Giustizia – e che questo qualcosa stia riuscendo a far leva sulle decisioni del Quirinale?

Non lo sapremo mai. Ma l’importante è avere il dubbio.


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: