Fatevi il VOSTRO governo

Cosa ci si può aspettare da chi sostiene “non abbiamo vinto ma non abbiamo nemmeno perso”? E’ chiaro che quando la strategia – elettorale e politica in primis – fa acqua da tutte le parti si passa agli aggiustamenti tattici. E il segreto è quello di vestirli di una prospettiva strategica. Detto così sembra complicato ma in realtà è semplicissimo.

Bersani e le truppe piddine offrono al nemicofascistazazzistacomunistapopulista Grillo di far parte del governo. Questa è la mossa tattica. Non hanno una maggioranza reale e vogliono evitare il governissimo con il PDL-Monti. “C’è il paese da salvare, non possiamo fare un convegno culturale (cit. D’Alema oggi sul Corriere) dovete assumervi le vostre responsabilità. E’ anche il paese dei vostri figli”. E questa sarebbe la veste strategica.

Ma cerchiamo di analizzare la cosa da un altro punto di vista. Perché quello che ancora fanno finta di non capire è che le griglie interpretative sono cambiate. Il bipolarismo manicheo è finito. Non c’è più il buono o il cattivo. Non c’è più il giusto o lo sbagliato. Destra e sinistra sono solo direzioni stradali. La piattaforma con cui il M5S si è presentato agli elettori è proprio quella basata sul rifiuto di queste logiche spartitorie.

Nelle campagne elettorali che abbiamo visto fino ad oggi i contendenti se le davano di santa ragione stimolando l’adesione emotiva degli elettori. Poi, una volta ricevuto il mandato, si infilavano nel palazzo e, fra pranzi insieme e trasmissioni televisive artefatte, governavano congiuntamente scambiandosi favori. C’era una separazione totale fra lo scatenamento passionale delle truppe cammellate durante la battaglia elettorale e ciò che il vincitore faceva con il potere che la vittoria gli accordava. Ovvero niente di ciò che aveva promesso ma ciò che, d’accordo con quello che era l’acerrimo avversario, accontentava sé stesso e le varie lobby e consorterie che gli giravano attorno. E gli elettori erano abituati a questo processo. All’inizio gli dava fastidio. Poi col tempo lo hanno assimilato come fosse la prassi. E’ diventato parte del loro DNA politico.

Non è un caso che sia i partitici (che mi piacerebbe distinguere dalla nobile categoria dei politici)  che parte dell’elettorato oggi spingano per un accordo PD-M5S. Il DNA, soprattutto quello culturale, è roba potente. Prima di riuscire a digerire il cambiamento e a reimpostare le griglie interpretative ci vogliono decenni.

Quello che sta succedendo – staremo a vedere se così si manterrà – è che per la prima volta, almeno dall’inaugurazione della cosiddetta Seconda Repubblica, la cesura fra promessa e programma sembra caduta. L’M5S si è presentato puntando al rinnovamento, sostenendo che la classe politica TUTTA è responsabile dello status quo. L’hanno votato per questo. E ora respinge l’offerta al mittente.  La strategia non fa acqua e non necessita di aggiustamenti tattici.

Ma veniamo alla tattica del PD. Essa risponde a due precisi obiettivi dettati da un terrore profondo. Dettati dalla consapevolezza che l’analisi politica sulle dinamiche del consenso e sulla base elettorale del M5S era completamente sbagliata. Dettati dalla terra che trema e che quando sprofonda porta direttamente verso le percentuali di SEL e di Ingroia. Quali sono i due obiettivi? Semplice.

1)      L’entrata del M5S nel governo rappresenterebbe la prima frattura aperta nel corpo ora solido del suo elettorato. Il primo bastone fra le ruote. L’attivazione della regola degli scheletri nell’armadio. Sarebbe come dire “dicevate a noi, ora vedi che fate lo stesso?”. Servirebbe a inglobare il Movimento all’interno della casta che inciucia per poi tornare dagli elettori dicendo. “ma come non erano loro quelli che dicevano no alla casta, no all’inciucio, no ai governissimi”. In quella frattura si rinfilerebbero i partitici. E alle prossime elezioni le percentuali stabilizzerebbero di nuovo, riportando il sistema verso il bipolarismo, l’elettorato lontano dalla politica, i partitici e le consorterie di nuovo a potere. Il lampo di democrazia sarebbe riassorbito dalla pioggia costante della dittatura tecnocratica.

2)      Ma il terrore più grande è quello di essere costretti – la coalizione del PD ha vinto (o non ha perso? Boh) le elezioni ed è suo compito indicare il premier e trovare una maggioranza – a formare un Monti bis anche senza Monti. Affidandolo ad un ottuagenario tipo Amato. O magari alla belva Prodi. Il che sancirebbe anche per il 28% che ha votato il PD, quali interessi quel partito rappresenti. Certo diranno “a Grillo l’abbiamo proposto lui ci ha detto di no. Noi siamo i politici responsabili”. Ma questa è un’evidente finzione. Perché i governi non possono essere il frutto di tatticismi aritmetici ma di accordi sui programmi e sulle riforme da fare.

3)      Ce n’è un terzo di motivo tattico. All’interno del PD si sta scatenando la notte dei lunghi coltelli. Ed evidentemente Bersani ha capito che le sciabole dei populisti del PD (come altro chiamarli visto che definiscono chi sostiene tesi simili alle loro ma appartiene ad altre formazioni?) sono di più di quelle dell’”europalovuolec’èildebitopubblicoeimercatipoichefanno”. E non ha nessuna intenzione di fare la fine dell’agnello sacrificale – altrimenti si sarebbe già dimesso.

In sostanza per coerenza strategica l’M5S dovrebbe rimanere sulla posizione espressa oggi. Si facessero il loro governo! Ma anche dal punto di vista tattico questo pagherebbe. E Grillo lo sa – i grillini ancora non l’hanno capito. Mettiamo il caso che il governissimo a guida Monti/Amato/Prodi governi per un anno e non riesca a fare nemmeno la legge sul conflitto di interessi e la riforma di quella elettorale. Alla prossima tornata elettorale dove finirebbero i voti del PD – ma anche gran parte di quelli del PDL?

Questo in definitiva realizzerebbe il grande sogno di Napolitano, dei suoi amici berlinesi ma anche dell’Europa e dei mercati. Un paese perfettamente governabile con un movimento politico che ottiene più del 40% dei consensi. La governabilità in Italia è solo rimandata.

Staremo a vedere.


4 responses to “Fatevi il VOSTRO governo

  • Pippo (@pwitter82)

    Scusa posso farti una domanda perché sono curioso di capire:
    il pd non vuole fare un governo con il pdl e non lo farà. Mi dirai secondo me invece lo fa, ma fingiamo per un attimo che dicano la verità e cioè che non faranno un governo pd-pdl. Bersani come capo della coalizione che ha la maggioranza relativa ma non assoluta (questo significa che sono arrivati primi ma non hanno vinto..) propone un governo di scopo che riformi il finanziamento pubblico ai partiti, la trasparenza, il conflitto di interessi, la legge elettorale e poco altro (cose che sono nel programma del m5s) ed è disposto a farlo solo con l’appoggio del m5s, altrimenti andrà da napolitano a dirgli che il centrosinistra non è in grado di avere una maggioranza che appoggi il suo governo (quindi l’alternativa è tornare il prima possibile al voto senza governo visto che il centrosinistra ha la maggioranza assoluta della camera). Se tu dovessi scegliere per il m5s cosa faresti e perché?

    Sul fatto che ci sarà un governo pd-pdl posso assicurarti che non ci sarà. Il pd avrebbe solo da perdere da questo e l’italia è una repubblica parlamentare non presidenziale, quindi decide il parlamento (il pd ha la maggioranza assoluta di una delle camere) non napolitano. Al pd conviene molto di più tornare subito alle elezioni dando tutta la colpa al m5s.

    • Tengri

      Se il PD aveva intenzione di fare quelle cose le avrebbe proposte agli elettori. Sai quanto voti avrebbe preso in più? Non lo ha fatto perché quelle non sono le loro intenzioni. Politici esperti come Berani e D’Alema lo sanno. Stanno giocando come il gatto con il topo. Un governo di questo tipo (PD+M5S) non è che vai dal notaio e lo suggelli con un atto. Si parlano si mettono d’accordo e si beccano la fiducia.

      Cosa succede se il giorno dopo il PD propone una cosa e quella non è allineata con il programma del M5S? mica che non possono perché c’è un accordo eh? Gli scateneranno contro i media di tutto il paese dicendo che l’M5S mette a rischio la slidità e la stabilità che c’èl’europaelospreadeimercatielamerkeleobama … tutte le cazzate che abbiamo sentito finora. Con la differenza che a quel punto saranno AL GOVERNO.

      in quel caso l’M5S prenderà schiaffi dalla base perché è andato al governo con “il morto”, con Gargamella … e poi anche da sopra con i media schierati e i vari appelli che arriveranno da Berlino, da Washington. Già me li vedo gli articoli del WSJ o del NYT … a quel punto la comunità internazionale non sarà contro l’Italia instabile. Ma contro l’M5S … e il gioco è fatto.

      Alla tattica, si risponde con la tattica. In politica è come in guerra. Se porgi l’altra guancia sei fottuto.

      • Pippo (@pwitter82)

        Però non mi hai risposto. Io capisco e sono d’accordissimo sul fatto che il pd non avrebbe fatto quelle leggi che sta proponendo ora (sel avrebbe un po spinto per farle, ma sarebbero state messe in secondo piano), ma di mezzo ci sono state le elezioni che hanno dato una chiara indicazione. Credo infatti che nonostante le posizione del m5s su tanti argomenti quello che ha fatto più presa e che rappresenta l’impulso più forte è il combattere gli sprechi della politica in un momento in cui la gente non ha soldi e lavoro. Quindi il pd sa che se non farà così perderà ancora di più verso il m5s. Quello che può fare il m5s per limitare i danni secondo me è votare la fiducia senza partecipare al governo (quindi senza ministri o sottosegretari) limitatamente a quelle proposte e lasciandosi le mani libere su tutto il resto. Ti ripropongo la domanda, cosa faresti?

  • Tengri

    Guarda che ti ho risposto. Il primo mandato da rispettare è quello degli elettori. E gli elettori hanno detto sì a “nessun inciucio (leggi fiducia) a un governo della vecchia politica”. Ancora prima di dire di sì alle proposte del programma.

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