Cari elettori di cosa avete paura?

Ieri ero a San Giovanni e ho visto una piazza che non avevo mai visto prima. Non sono proprio un giovanotto e di piazze ne ho viste tante. E c’ero dentro a quelle di cui bisognava avere paura. Perché erano piazze irrazionali. Piazze di gente che voleva rovesciare tutto e cambiare il mondo. Gridando a pugno chiuso slogan che venivano da lontano. Urlando frasi e nomi che molti non sapevano nemmeno pronunciare. Lenin. Mao Zhe Dong. Hasta siempre. Eravamo ingenui e ci avete scatenato addosso l’inferno. Parlavamo di massimi sistemi e non sapevamo nemmeno come far funzionare un’assemblea di condominio. Non dico che avessimo torto, questo no. Ma volevamo distruggere molto più che ricostruire.

Ieri ero a San Giovanni ed era tutta un’altra storia. C’era gente di tutte le età ed estrazioni sociali. C’erano giovani al primo voto e pensionati con la scoppola. Bottiglie di birra vuote che non aspettavano di essere lanciate ma stavano lì, una sull’altra, cercando anche loro di fare numero. A parte qualcuno in prima fila non c’erano bandiere che sventolavano perché i filosofi e le ideologie erano ai margini della piazza. Erano nelle camionette della polizia e negli elicotteri che sorvolavano la piazza. Le ideologie in cancrena che ci raccontano ancora che funziona così. Qualcuno comanda e qualcuno obbedisce. Che ci raccomandano di delegare. Tanto poi ci penseranno loro. Fra la gente a san Giovanni non c’erano ideologie ma solo cinque idee di base e tutte quelle che gli si raccolgono attorno. E c’era silenzio. Nessuno parlottava incurante di ciò che avveniva. Come a un rito stagionale che va fatto perché la bibbia lo vuole. Chi commentava lo faceva brevemente e sul tema di cui si parlava.

Di cosa avete paura elettori? Le uniche armi che c’erano in piazza erano nelle fondine degli agenti. Avete paura di 100 ragazzi fra i 30 e i 45 anni che parlano di energie rinnovabili? Di onestà e trasparenza? Che vi racconteranno come avvengono gli inciuci nel Palazzo? Avete paura di qualcuno che restituisce i soldi che il nostro referendum aveva tolto ai partiti e che si dimezza lo stipendio appena insediato? Avete paura che l’IMU qualcuno lo tolga sul serio? Avete paura di qualcuno che dice che le tasse non le deve pagare solo chi lavora e chi crea lavoro ma chi accumula grandi capitali e chi spreca energie e materiali? Avete paura della permacultura? Avete paura di qualcuno che vuole spiegarvi le leggi? Quelle che chi le fa nasconde sotto linguaggi incomprensibili perché voi non capiate nulla come facevano le corporazioni nel medioevo? Di cosa avete paura elettori?

Quei cento ragazzi hanno solo un’arma in tasca. Il codice binario. Quello che fa funzionare i computer e la Rete. Quello che straccia una volta per tutte la mediazione distorta dell’informazione. Quello che vi libera dall’ignoranza.

Quello di cui dovreste essere terrorizzati è che nulla cambi. E’ che chi ci ha governato negli ultimi 20 anni facendosi favori reciproci sia di nuovo lì indisturbato da lunedì a chissà quando. Hanno fatto ministri Gasparri, Mastella e D’Alema, gente che non sa fare niente e voi avete paura che ingegneri, avvocati, elettricisti e pittori non sappiano gestire il vostro paese? Come diceva l’altro giorno una giornalista della TV svedese, chi dovrebbe aver paura sono quei 100 ragazzi. Che se non faranno massa critica saranno massacrati dai funzionari mandarini che conoscono la macchina del potere e come volgerla contro chi non si allinea.

Dovreste essere terrorizzati dai media che vi fanno il lavaggio del cervello. Da spazzatura informativa come Repubblica.it. Che oggi fa una pagina dedicata per metà al diverbio con i giornalisti. Come se Grillo fosse l’unico a dire “no comment”. Come se non aveste mai visto le mani delle scorte addosso ai reporter che avvicinavano Prodi o Dini ai tempi di Telekom Serbia. In quella pagina nessun contenuto. Pero in home c’è la foto di Bersani e Moretti nel teatro di fine campagna. In totale violazione della par condicio. Una foto nell’era del web vale 1000 parole. E a Repubblica lo sanno. Ma non basta. Più sotto un articolo su Parma. Con il solito trucco del titolo esca. Poi leggi l’articolo e se hai un minimo di esperienza capisci che i problemi di Pizzarotto sono per l’80% dovuti al buco miliardario che ha trovato in eredità. E alle persone che grazie a lui e al M5S sono state arrestate. Avete paura di 100 ragazzi e non siete terrorizzati da un sito che ha milioni di contatti al giorno e vi propina questa spazzatura? Dovreste ringraziarli quei 100 ragazzi il giorno che proporranno il taglio dei contributi pubblici all’editoria e vi restituiranno il miliardo e passa di euro in questione.

Di cosa avete paura cari elettori?

Ho timore che ciò che vi spaventi sia solo il cambiamento. Una cosa umana. Ma pur sempre una perversione. Che spesso ci spinge a continuare a soffrire in un ambiente conosciuto piuttosto di rischiare di essere felici in uno sconosciuto. Ma il cambiamento è sempre un’opportunità. Una scommessa implica sempre un rischio. E le elezioni sono sempre una scommessa.

E allora preferite scommettere sul cavallo che conoscete e che sapete che appena vinto vi prenderà a calci o su un cavallo nuovo che i calci non sa nemmeno come si danno?

Siamo in emergenza. Non c’è più tempo. E quella che ci aspetta domani è la scelta fra la certezza del danno e il dubbio di un reale cambiamento.


5 responses to “Cari elettori di cosa avete paura?

  • Rupert

    Ho paura solo di un partito dove l’unica parola che conta è quella del leader supremo (come dimostra quello che è successo ogni volta che qualcuno ha manifestato posizioni diverse), ho paura di un partito che si basa sugli slogan urlati in piazza mentre la gente inneggia “duce! duce!”, ho paura di chi si rifiuta per principio di rispondere a qualsiasi domanda, ho paura di chi ritiene che chiunque abbia un’opinione diversa dalla sua sia un corrotto o un plagiato (come se la pluralità di opinioni non fosse un bene), ho paura di chi ritiene l’insulto il principale sistema di discussione ho paura di chi minaccia epurazioni e distruzione del sistema democratico, ho paura del ritorno del fascismo in Italia.

    • Tengri

      La gente che inneggia Duce Duce … io non l’ho vista e c’ero. E se pure fosse successo quanti erano? 2? 3? i coglioni ci sono ovunque. Ancora con la storia delle domande? Guarda che le uniche domande a cui ha scelto di non rispondere sono quelle dei giornalisti italiani. Guarda in giro e troverai decine di interviste ad altri. La paura che dovresti avere è quella del totalitarismo fintamente democratico in cui viviamo da 20 anni. Quello della dittatura del monopartito a due facce. Quello dei mercati sovrani. Quello dei media asserviti agli interessi dei grandi gruppi industriali e che ti raccontano solo la versione della verità che fa comodo a loro.
      Slogan urlati in piazza? Guarda che le manifestazioni politiche sono tutte così eh … ma quante ne hai fatte in vita tua? E anzi, ti dirò … come ho scritto nel post queste erano proprio diverse in quel senso. Oltre agli slogan la gente parlava di contenuti …

    • buzz

      Io invece ho paura di tutti quelli che si formano la loro opinione esclusivamente a partire dalla martellante campagna mediatica su qualsiasi argomento e non si accorgono nemmeno di pensare i pensieri di altri.

  • buzz

    eh eh … il mio titolo su ieri sera è:
    http://robuz.wordpress.com/2013/02/23/ci-credo-che-abbiano-paura/

    ma non mi riferisco agli elettori

  • Tengri

    “Cercavamo una porta per uscire. Eravamo prigionieri del buio. Pensavamo di non farcela. Ci avevano detto che le finestre e le porte erano murate. Che non esisteva un’uscita. Poi abbiamo sentito un flusso di parole e di pensieri che veniva da chissà dove. Da fuori. Da dentro. Dalla Rete, dalle piazze. Erano parole di pace, ma allo stesso tempo parole guerriere. Le abbiamo usate come torce nel buio, come chiavi da girare nella serratura per andare altrove, in posti sconosciuti, verso noi stessi. E ora siamo fuori, siamo usciti nella luce e non ci siamo ancora del tutto abituati. Stringiamo gli occhi e, anche se sappiamo che stiamo percorrendo l’unica via possibile, abbiamo qualche timore, ed è normale. Quello che sta succedendo ora in Italia non è mai successo prima nella storia delle democrazie moderne. Una rivoluzione democratica, non violenta, che sradica i poteri, che rovescia le piramidi. Il cittadino che si fa Stato ed entra in Parlamento in soli tre anni. Abbiamo capito che eravamo noi quella porta chiusa, che le parole guerriere erano da tempo dentro di noi, ma non volevano venire fuori, pensavamo di essere soli e invece eravamo moltitudine. E adesso siamo sorpresi che così tante persone a noi del tutto sconosciute avessero i nostri stessi pensieri, le nostre speranze, le nostre angosce. Ci siamo finalmente riconosciuti uno nell’altro e abbiamo condiviso parole guerriere. Parole che erano state abbandonate da tempo, di cui si era perso il significato, sono diventate delle armi potenti che abbiamo usato per cambiare tutto, per ribaltare una realtà artificiale dove la finanza era economia, la menzogna era verità, la guerra era pace, la dittatura era democrazia. Parole guerriere dal suono nuovo e allo stesso tempo antichissimo, come comunità, onestà, partecipazione, solidarietà, sostenibilità si sono propagate come un’onda di tuono e sono arrivate ovunque annientando la vecchia politica. Siamo diventati consapevoli della realtà. Sappiamo che possiamo contare solo sulle nostre forze, che il Paese è in macerie e che quello che ci aspetta sarà un periodo molto difficile, ci saranno tensioni, problemi, conflitti, ma la via è tracciata. L’abbiamo trovata questa via e ci porta verso il futuro, un futuro forse più povero, ma vero, concreto, solidale e felice. C’è una nuova Italia che ci aspetta. Sarà bellissimo farne parte”.

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