La Spending Review del M5S

In questi giorni i colleghi girano con lo sguardo perso. Ma chi voto? Non voglio votare qualcuno che ha rubato? E quindi iniziano ad escludere: PD e satelliti, PDL e satelliti, Ingroia e accoliti, Monti e i centristi. E di esclusione in esclusione non gli rimane nessuno. Ma il M5S? Eh no, Grillo no. Intanto non parlo di Grillo ma del M5S. E anche fosse perché? Grillo strilla, dice male  di tutti ma non propone niente. Ma l’avete letto il programma? Silenzio. Mi accorgo che non l’hanno letto e che recitano solo i mantra di Ballarò, della Littizzetto. Alle volte addirittura quelli di Berlusconi che, per carità, sono subito dopo pronti a deridere. Oggi per gli insulti alle donne, domani per le uscite sull’IMU.

E allora gli apro la pagina del blog di Grillo e gli copio e gli incollo la sua spending review. Lo faccio anche per voi. Si, per tutti quelli che “Grillo no” e che solo a scrivere il nome nei motori di ricerca pensano di fare un peccato mortale contro Dio Marx, San Berlinguer o qualche altro simulacro del socialismo posticcio. Sì, lo faccio per voi perché sono sicuro che fra voi c’è gente in buona fede che non riesce a risettare il cervello. Che non riesce a smettere di fare il tifo e di andare alle urne come andasse allo stadio.

La politica è una roba che si fa con il cervello. Non con la pancia. Le ideologie creano (e hanno creato) mostri. Le idee cambiano il presente prima, il futuro poi.

Ecco qui la spendig review dell’M5S.

Adesso voglio capire su quale punto non siete d’accordo.

  • accorpamento dei comuni sotto i 5.000 abitanti (subito)
  • modernizzazione e informatizzazione della macchina dello Stato centrale con un taglio del 30% dei costi (in 5 anni)
  • cessazione di ogni missione di pace, in realtà vere missioni militari, all’estero (subito)
    eliminazione Province (subito)
  • stop alla costruzione di opere inutili come la Tav in Val di Susa, la Gronda a Genova, la Pedemontana in Lombardia (subito)
  • eliminazione contributi all’editoria (subito)
  • eliminazione di ogni auto blu tranne per il presidente della Repubblica e del Consiglio (subito)
  • eliminazione contributi elettorali ai partiti (subito)
  • riduzione di almeno la metà delle consulenze esterne per lo Stato e per gli enti locali (subito)
  • recupero dei 98 miliardi di euro evasi dalle società di slot machines (subito)
  • taglio di 2/3 delle spese del Quirinale (subito)
  • adozione di software open source per la Pubblica Amministrazione (subito)
  • adeguamento stipendi dei parlamentari a media europea (subito)
  • diminuzione del numero parlamentari del 50% (durante la legislatura)
  • rinuncia all’acquisto dei cacciabombardieri F35 (subito)
  • efficienza/risparmi acquisti per la Sanità per un 1/5 della spesa (subito)
  • taglio/vendita di due canali RAI nazionali (subito)
  • taglio Expo 2015 (subito)
  • dimezzamento stipendio e numero consiglieri regionali (subito)
  • taglio delle pensioni sopra i 5.000 euro lordi mensili (subito)

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