Bersani il pifferaio

Sì, quello che condurrà i cittadini-topi italiani ad annegare nelle acque dell’Egeo.

Ieri ho pubblicato un posti in cui stralciavo e commentavo contenuti di altre fonti. Non quelle ufficiali. In particolare un articolo di Cori di Modigliani che focalizzava sulla situazione tragica greca. Poi ho visto che in rete si sollevavano domande, dubbi, rettifiche. Non è vero che la Grecia è al collasso! I soliti complottisti che denigrano il nostro benemerito sistema dei media main stream. E via dicendo.

In serata Byoblu ha organizzato una intervista video a Monia Benini. Una che in Grecia ci vive. Dura 57 minuti. Molto interessante. Per chi non avesse tempo di ascoltarla ho stralciato le parti salienti. Mi piacerebbe che le leggessero soprattutto quelli che dopo il posti di ieri, che parlava di mille cose, hanno commentato “ma l’assalto ai supermercati è una bufala”. Con il solito atteggiamento di chi guarda il dito e perde di vista il contesto.

Ma un attimo. In tutto questo ce c’entra Bersani? Leggete fino in fondo e capirete. Si tratta del Santo Euro e di chi in questo paese rappresenta il pericolo numero uno per le vostre tasche. Ma se avete fretta correte alla parte evidenziata in rosso.

Quando sentirete l’acqua calda dell’Egeo che vi arriva in faccia, ricordatevi della crocetta che avrete messo il giorno delle elezioni. A quel punto non potrete più fare nulla. Ma almeno potrete fare mea culpa. Anche perché le preghiere saranno tutto ciò che ci sarà rimasto.

 

Cosa succede in Grecia

Le farmacie scioperano. Non accolgono le prescrizioni ma forniscono i medicinali solo a pagamento. Così il governo può dimostrare alla Troika che in effetti sta applicando i tagli alla spesa sui farmaci.

I contadini protestano per avere il prezzo del gasolio uguale a quello degli armatori.  Anziché maggiorato con le sovrattasse che lo rendono inabbordabile. Non gli viene accordato quindi distribuiscono gratuitamente i loro prodotti a una popolazione che è realmente affamata. (al minuto 13.07 si vedono le immagini sembra l’Iraq dopo l’invasione)

La situazione è gravissima. Ormai da mesi il governo ha autorizzato la vendita nei supermercati dei cibi scaduti. Fino a 90gg oltre la data di scadenza con un taglio del 66% sul prezzo. La popolazione non ha più i soldi per sfamarsi. I bambini svengono a scuola.

I genitori lasciano i figli agli orfanotrofi perché abbiano un posto al caldo dove mangiare e dormire.

La situazione sta degenerando ormai dal marzo 2012. Ogni volta che agenzie di rating, FMI, Troika hanno dato indicazioni sulla Grecia le condizioni di vita sono peggiorate. Nelle ultime settimane, dopo il memorandum di dicembre, la situazione è precipitata.

Chi perde il lavoro non ha più assistenza sanitaria. Quindi ci sono code per ricevere cure dalle organizzazioni non governative.

Il giornalista Kostas Vaxevanis che a novembre pubblicò la lista Lagarde (detentori di conti in svizzera che dovevano essere tassati come cittadini greci) è stato arrestato e processato per direttissima.

L’ex ambasciatore in Canada Cristopulos sostiene che la democrazia in Grecia non esiste più.  Come in un vero e proprio regime sono state dettate linee guida su ciò che può essere tollerato da parte dei giornalisti e ciò che invece va represso. Il giornalista trasgressore viene importunato dai servizi segreti o direttamente arrestato (un giornalista della TV di stato arrestato per aver passato un video in cui il primo ministro veniva fischiato). Nemmeno nei canali ufficiali vengono passate le notizie.

Una ONG (riporta il Guardian) ha denunciato la gravissima situazione umanitaria e richiesto l’intervento dell’ONU. In alcune aree di Atene la popolazione vive in situazione di totale indigenza.

I finti aiuti

La Grecia ha ottenuto 130 miliardi di euro di cosiddetti “aiuti” e dovrà restituirne entro il 2020 274 miliardi. Ma che fino hanno fatto? Il 52% alle banche internazionali, il 23% è tornato alla BCE, il 20% alle banche elleniche private e soli il 5% allo Stato. Che dovrà comunque restituire tutto. Interessi compresi.

I soldi della BCE finiscono dritti nelle casse delle banche per la ricapitalizzazione (nell’ultima trance di dicembre, 24 dei 34 miliardi ricevuti). Aiuti “salva stati” che diventano in realtà “salva banche”.

Le banche nazionali risultano così virtuose ma attraverso un meccanismo perverso che mette il cappio intorno al collo del paese.

La Grecia fuori dall’euro e il consulente tedesco

Sinn [per il contesto vedi quanto ho riportato ieri] è un personaggio molto influente e la posizione sull’uscita della Grecia risale al 2003. D’altra parte molti tedeschi non erano favorevoli all’entrata nell’euro. Nel giugno del 2012 ha avviato un dibattito sull’uscita greca con una moneta svalutata. Molti economisti tedeschi lo hanno attaccato. Non mi risulta che ci sia un suo documento ufficiale presentato al Consiglio Europeo ma la sua posizione è comunque chiara da anni.

L’Italia farà La fine della Grecia?

Se facciamo il confronto fra i provvedimenti adottati dai governi c’è un pauroso parallelo. Le misure adottate sono le stesse perché è lo stesso il ventre che le partorisce. Non solo le istituzioni europee ma soprattutto il FMI. Aumento dell’IVA, pareggio di bilancio, privatizzazioni, taglio dei posti di lavoro, riduzione di salari e pensioni, ecc. La regia è chiaramente unica. La Grecia non aveva un apparato produttivo variegato e funzionale come l’Italia. Da noi dobbiamo preoccuparci perché quel tessuto lo stanno smantellando giorno dopo giorno. La Grecia così si è trovata in ginocchio prima. Ma lì, come da noi c’è stato un vero assalto al denaro pubblico. I politici hanno fatto perlopiù gli interessi di gruppi finanziari e lobby internazionali. Ho timore che dopo le prossime elezioni si riproduca in Italia lo scenario Greco. Sta a noi cittadini attivarci per frenare lo stillicidio dei nostri aguzzini.

A chi non gioverebbe in Italia che queste cose si sapessero?

Cito il Guardian. “Non si parla di queste cose perché parlarne significa ammettere il fallimento di chi ha voluto seguire le indicazioni della Troika. Di chi continua a sostenere che è necessario imporre le politiche europeiste”. E’ ovvio che questo andrebbe a discapito di tutte quelle forze che continuano a insistere su questo punto.

E il PD è il partito più europeista. Bersani a Berlino aveva sostenuto apertamente che il programma di integrazione europea non avrebbe più dovuto essere perseguito con una logica di segretezza. Dando ovviamente a intendere che il progetto esiste, che lui è d’accordo e che lo si persegue in segreto altrimenti la gente insorgerebbe. Non è un caso se già lo scorso autunno Goldman Sachs rilasciava comunicati in cui sosteneva che il PD era l’unica forza credibile di governo. L’unica formazione in grado di portare avanti un’efficace azione montiana.

Il PDL fa antieuropeismo ma non mostra le immagini della Grecia, come mai?

Berlusconi alla mattina dice una cosa e verso sera la smentisce. Ma alla fine contano i fatti. Nel momento in cui si poteva votare il MSE o le risoluzioni sul Fondo europeo di riscatto o il Fiscal Compact, loro che cosa hanno fatto? Non prendiamoci in giro. Hanno sostenuto Monti fino all’altro ieri.

Forze come l’Italia dei Valori, che su alcune di queste iniziative si sono astenute, dovrebbero fare ammenda allo stesso modo.

Il referendum sull’Euro

Molti dicono che non si può fare perché la costituzione non prevede referendum consultivi,. Meno che mai sui trattati internazionali e sulle questioni finanziarie. Ma di fatto questa norma è già stata aggirata in passato. Si fa una legge di rilevanza costituzionale che dura il tempo del referendum. A consultazione terminata la legge decade. In sostanza ciò che manca è solo la volontà politica.

L’entrata nell’euro avvenne nonostante importanti economisti e premi Nobel lo sconsigliarono. Avvenne perché fosse possibile il processo di deindustrializzazione del paese e il suo smantellamento. Serviva a una “nuova” classe politica per legittimarsi in un contento diverso, quello del grande ombrello europeo.

 

E’ vero quello che dice Monti (e il suo epigono Bersani). La Grecia è il grande successo dell’euro. D’altra parte il successo di un’arma letale si misura sul numero delle vittime che riesce a fare.


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