Argentina sovrana. Italia genuflessa.

Andate al diavolo! È questa la sostanza della replica della Presidente argentina ai banditi del Fondo Monetario internazionale. A ottobre ci saranno le elezioni ed è ovvio che i signori della grande finanza abbiano tutto l’interesse a rimuovere dalla scena la donna che gli ha chiuso la porta in faccia, gli ha restituito i soldi e ha inaugurato una nuova fase della storia argentina. Sovranità nazionale, rilancio dell’economia interna, forte impegno dello Stato, misure protezionistiche.

D’altra parte è la logica della sopravvivenza. Se hai i nemici alle porte non li inviti ad entrare e a saccheggiar le tue risorse. Alzi il ponte levatoio e cerchi di sopravvivere. Ogni tanto apri e spedisci fuori una pattuglia ben addestrata per raccogliere nuove risorse. Se ci riesci ti allei con qualche altro castello assediato dagli stessi nemici.

Il FMI e le sue politiche basate sui dettami dei Chicago Boys e dei monetaristi di Yale – compressione dello stato sociale, liberalizzazioni spinte, abolizione sostanziale dello Stato e cessione al mercato di ogni bene e servizio, diminuzione dei salari e repressione della protesta – portarono il paese al tracollo del 2001. La gente faceva la fila per il pane. La disoccupazione raggiunse livelli sudamericani quando l’Argentina era un paese anomalo per l’America Latina. L’Argentina reagì. E oggi la Kirchner decide di nazionalizzare i trasporti su rotaia e di rinnovare la rete con l’aiuto dei cinesi. Questo per ottimizzare la competitività dei suoi produttori alimentari migliorando la rete logistica.

E a fronte di questo risponde così alla signora Lagarde e ai suoi 24 esimi colleghi:

“Chi poteva immaginare un mondo trascinato a terra dai mercati finanziari? Dove stava il FMI che non ha potuto accorgersi di nessuna crisi? Oggi la Spagna ha il 26% di disoccupati. In quali statistiche sono raffigurate queste tragedie? Quali sono i parametri o le “procedure” con cui il FMI analizza i paesi falliti che continuano ad indebitarsi, con popolazioni che hanno perso la speranza? Conoscete qualche sanzione del FMI, qualche decisione contro questi altri che si sono arricchiti e che hanno fatto fallire il mondo? No, la prima misura che prende il FMI è contro l’Argentina. L’Argentina alunna esemplare del Fondo Monetario Internazionale negli anni Novanta, che seguì tutte le ricette del FMI e che, quando esplose nel 2001, è stata lasciata sola. Da sola, senza accesso al mercato finanziario internazionale l’Argentina ha visto crescere in 10 anni il suo PIL del 90%, la crescita maggiore di tutta la sua storia. L’Argentina che ha costruito un mercato interno con l’inclusione sociale e le politiche anticicliche. Ha pagato tutti i suoi debiti al FMI, ha ristrutturato due volte, nel 2005 e nel 2010, il suo debito andato in default con il 93% di accordi con i suoi creditori senza chiedere più nulla in prestito al mercato finanziario internazionale, per farla finita con la logica dell’indebitamento eterno. E con il business perenne di banche, intermediari, commissioni, ecc, che avevano finito con il portarci al default del 2001. Questa sembra essere la vera causa della rabbia del FMI. L’Argentina è una parolaccia per il sistema finanziario globale di rapina e per i suoi derivati. L’Argentina ha ristrutturato il suo debito e ha pagato tutto, senza più chiedere nulla in prestito. 6.9% di disoccupati, il migliore salario nominale dell’America latina e il migliore potere d’acquisto misurato in Dollari statunitensi. Nel 2003 avevamo il 166% di debito su un Pil rachitico, il 90% del quale in valuta straniera. Oggi abbiamo il 14% di debito su un Pil robusto e solo il 10% è in valuta straniera. Perciò mai fu migliore il titolo del comunicato del ministero dell’Economia argentino di oggi: “Ancora una volta il FMI contro l’Argentina”. Noi continueremo a lavorare e a governare come sempre per i 40 milioni di argentini”.

Le ricette dl FMI che affondarono l’Argentina sono le stesse che la BCE impone a noi. Più o meno con la stessa scusa: il debito pubblico e il rispetto di fantomatici rapporti percentuali fra PIL calcolati in base a indicatori medievali e bilance dei pagamenti che dimenticano cifre qui e lì (i fantomatici capitali esteri).

Ma esiste una differenza fra l’Argentina del 2001 e l’Italia del 2013. Il peso era e rimane una moneta sovrana. E nonostante il cambio più o meno fisso con il dollaro – dovuto alla sudditanza secolare nei confronti del potente vicino – la sua indipendenza rispetto ad altre valute e la sua “manipolabilità” da parte del governo hanno res possibili scelte strategiche a noi precluse. La gabbia dell’euro ce lo impedisce.

In sostanza nei prossimi anni avremo le rigidità imposte da pareggio di bilancio nel 2013 e dai vincoli sulla riduzione del debito, senza avere le flessibilità concesse da una moneta sovrana. Quale pensate sarà lo scenario che ci troveremo di fronte?

Ah, piccolo particolare, non avremo nemmeno un Presidente con il coraggio della Kirchner! Ma i lacchè che prima andavano a prendere le consegne a Washington e ora vanno a Berlino.


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: