Iniziano a prenderci per il culo. Tutti.

Quello che va da ora al giorno delle elezioni è il periodo più “pericoloso”. Quello in cui ognuno prometterà qualunque cosa per accaparrarsi il nostro voto. La rassegna delle menzogne e delle mezze verità potrebbe essere lunghissima. Ma bastano alcuni esempi.

L’effetto a cascata è impressionante.

Nel discorso buonista di fine anno Napolitano si concentra sulla questione sociale:

“È una questione sociale, e sono situazioni gravi di persone e di famiglie, che bisogna sentire nel profondo della nostra coscienza e di cui ci si deve fare e mostrare umanamente partecipi. La politica, soprattutto, non può affermare il suo ruolo se le manca questo sentimento, questa capacità di condivisione umana e morale. Ciò non significa, naturalmente, ignorare le condizioni obbiettive e i limiti in cui si può agire – oggi, in Italia e nel quadro europeo e mondiale – per superare fenomeni che stanno corrodendo la coesione sociale. Scelte di governo dettate dalla necessità di ridurre il nostro massiccio debito pubblico obbligano i cittadini a sacrifici, per una parte di essi certamente pesanti, e inevitabilmente contribuiscono a provocare recessione. Ma nessuno può negare quella necessità : è toccato anche a me ribadirlo molte volte. Guai se non si fosse compiuto lo sforzo che abbiamo in tempi recenti più decisamente affrontato che ha consentito un ritorno di fiducia nell’Italia”.

La solita solfa. Ce lo ordina l’Europa. Dovevamo farlo. Ma ora … ahimé … c’è una questione sociale. Ma dai? L’austerità provoca recessione. Ma no? Gli daranno il Nobel per l’Economia?

Nel suo discorso c’è addirittura un passaggio su Monti. Ma come non aveva iniziato dicendo che non avrebbe fatto commenti di parte? In termini comunicativi, non esiste alcun dubbio, quell’accenno è un chiaro avallo dell’agenda Monti. E qual è questa agenda?

Beh. Quella che abbiamo visto in opera fino ad oggi. Ruba ai meno abbienti per consegnare nelle mani dei mercati. Cosa? Qualunque cosa sia a disposizione. Dal debito pubblico agli asset concreti rimasti in possesso dello Sato, dei cittadini e delle poche imprese rimaste in vita. Fino alla manodopera a costo zero di un esercito di disperati disposti a fare qualunque cosa. Questo al netto del secondo pacchetto di menzogne. Da stamattina, infatti, l’agenda del premier uscente – ma di fatto premier ombra di qualunque governo in carica nel prossimo futuro – ha un nuovo punto. Calo di un punto percentuale della pressione fiscale. Per rilanciare la domanda. Più soldi in circolazione, più spese, più PIL per tutti.

Ma chi ci crede?

Solo un esercito di allocchi potrebbe cadere in questo tranello. Si tratta ovviamente di un trucchetto pre elettorale. Nel paese in cui si promette qualunque cosa – tanto poi non esiste nessun vincolo post elettorale – la cosa non è nemmeno sorprendente. Soprattutto a fronte del fatto che fra TARES, IVIE e TOBIN TAX (a prescindere dal valore “etico” assegnabile ad ognuna di esse) la pressione fiscale per il 2013 sarà in aumento. Aumenta di qui e abbassa di lì. Il gioco delle tre carte, in pratica.

Monti racconta balle. Ma è l’unico? Non scherziamo per favore. Alle minchiate mediatico-cabarettistiche di Berlusconi ormai credono solo Verdini e Capezzone. Quindi evito di approfondire. Mi interessa di più l’Italia Giusta del prode Bersani.

Leggo l’intervista del votatissimo (alle primarie) responsabile Economia del partito Stefano Fassina.

Quindi cosa propone?

«Ritengo l`analisi di Visco ancora incompleta, non soltanto perché sottovaluta gli effetti negativi dell`austerità, ma anche perché trascura la necessità del sostengo alla domanda, come condizione necessaria per rianimare la crescita».

Visco veramente sostiene che bisogna riordinare la spesa pubblica e trovare lo spazio per ridurre il peso fiscale, per spingere la domanda.

«La verità è che l`attuale politica economica impedisce una crescita in grado di riassorbire la disoccupazione. Noi del Pd ci impegneremo, assieme alle forze progressiste europee, per cambiare rotta e sostenere la domanda interna. La priorità oggi è la domanda. L`attuale quadro di politica macroeconomica inibisce una crescita in grado di riassorbire la disoccupazione».

Anche il magico PD vuole rilanciare la domanda. E combattere la disoccupazione. Perché, sostiene il prode Fassina, l’austerità crea recessione. Di nuovo. Un altro genio dell’economia. Sarà duro per il consiglio nordico decidere a chi assegnare l’ambito premio! La Banca d’Italia avrebbe sbagliato come l’UE le previsioni. In realtà l’eurozona non sta andando nella direzione giusta. Addirittura il FMI avrebbe rivisto le proprie previsioni sostenendo che in tutti i paesi europei in cui l’austerità è stata applicata il debito pubblico è peggiorato. Esatto! Avete e letto bene. In tutti i paesi europei in cui l’austerità è stata applicata il debito pubblico è peggiorato.  Lo dice il FMI mica Sendero Luminoso eh!

E allora la domanda è: votiamo per Fassina? Ma per favore non scherziamo. Chiediamoci piuttosto dove erano questi cretini mentre Monti scatenava i Lanzichenecchi. Non erano loro che …. “sostegno al governo”, “fedeli alla linea”, “l’Europa ce lo chiede”, “non possiamo venire meno ai patti con l’Europa”? Hanno dunque avuto una folgorazione sulla via per Palazzo Chigi? No, sanno solo che le elezioni si vincono con i  numeri. E i numeri siamo noi. Quindi “dì al popolo ciò che il popolo vuole sentire”.

E vengo anche ad un’altra trovata elettorale. Una nemmeno nuova. Quando 20 anni fa ero nel “movimento”, la sinistra extraparlamentare ne parlava da almeno altri 20. Il reddito di cittadinanza. La proposta dell’Agenda del M5S che sembra essere balzata in cima alla lista del “da farsi”.

Per carità nulla in contrario. Tutt’altro. Ma come per la maggior parte delle proposte (che condivido) dell’Agenda dei 5 stelle non si capisce quasi mai il come. Qualcuno ha fatto i conti – magari non precisi all’euro ma indicativi. Con 100 euro al mese a tutti i 45 milioni di adulti siamo a 55 miliardi. E dove li prendiamo? A me qualche idea viene ma Grillo non spiega. E perché non spiega? Perché anche questo è un trucco pre elettorale. Perché per promuovere il reddito di cittadinanza bisogna dire cose che nemmeno Grillo vuole dire. Perché il popolo guarda la TV e se gli dici che quei soldi li potresti prendere non facendo la TAV e evitando di comprare gli F-35, ad esempio, il popolo inizia a pensaci se votarti o no. Perché alla TV gli dicono che la TAV serve per stare in Europa. Che gli F-35 servono per difendere i confini e per le missioni di pace. Di conseguenza anche il reddito di cittadinanza è una trovata.

Questo se non viene inserito in una vera proposta alternativa di revisione del sistema economico. Un progetto politico a tutto tondo che ancora non riesco a vedere. Nemmeno nell’agenda dell’M5S. L’articolo che linkavo più su addirittura fa capire come immettendo semplicemente l’aggiunta di spesa nel bilancio dello stato lo spread aumenterebbe di 200 punti e i benefici “sociali” del reddito di cittadinanza andrebbero a farsi fottere. Mi sembra lampante che senza un ripensamento complessivo anche questa è un frottola elettorale. Forse in buona fede. Ma ciò non cambia la sua essenza.

Olanda , Belgio, Austria e altri paesi europei hanno il reddito di cittadinanza. Ma perché non si analizzano le realtà di quei paese e non si capisce in che modo sia possibile lì averne uno? Forse perché son tutti paesi piccoli con reddito pro-capite alto e pochi abitanti? Forse no visto che forme di sussidio esistono ance in Gran Bretagna, Francia e Germania. E poi “cittadinanza” nel senso che abbiente o meno ti becchi 1200 euro l’anno? E che seno avrebbe? Non sarebbe più logico pensare a un reddito di “non abbienza”? Insomma detto così è come il punto di pressione fiscale in meno di Monti e il lavoro per diminuire la disoccupazione di Fassina.

Frottole per le urne. Proclami cattura-voti che già si sa non si realizzeranno mai. Sarebbe un peccato vedere anche il M5S, potenzialmente l’unica alternativa al sistema vigente, allinearsi lentamente alle tattiche formali del monopartito a più facce. Sarebbe un peccato perché in politica  – come in arte – la forma è contenuto.


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