Ho firmato

C’è la fila sotto la pioggia al banchetto dell’Movimento 5 Stelle. Per rendere le cose più complicate i moduli glieli hanno mandati alle 5 di mattina. E ci sono le fotocopie da fare per tutte le circoscrizioni romane. Infatti arrivo all’apertura e i moduli ancora non ci sono.

C’è gente di tutti i tipi in fila. Una mamma che si tiene in braccio un bambino per 30 minuti. Operai. Famiglie intere con i figli al primo voto. Anziani. Una signora ingioiellata. Gente serena. Gente incazzata.

La procedura è lunghissima. Scrivono in 4. Un altro declama i dati anagrafici. Metti 4 firme e te ne vai. Raccolgono 20 firme ogni 40 minuti in 5. Significa 30 firme l’ora. Un banchetto aperto 8 ore a pieno regime raccoglie 240 firme, se c’è una sola unità di 5 persone. Raggiungere le cifre necessarie è vicino all’impossibile. Ma si può fare.

C’è un buco nel telo del gazebo e piove su una delle schede. Scatta l’emergenza tampone. Se non si risolve la macchia fa annullare tutta la scheda con decine di firme.

1991. La data di nascita di uno dei firmatari mi fa pensare. Nel 1991 ero io a raccogliere firme. Per cosa nemmeno me lo ricordo. Lo facevamo così spesso! La gente nella fila parla sotto gli ombrelli. Le gocce rimbalzano sempre più frequenti e la fila scoraggia qualcuno. E’ sempre stato così. Nel 1991 come oggi. Ma una differenza c’è. Allora la gente in fila parlava di massimi sistemi. Del socialismo. Della globalizzazione. Della rivoluzione e del potere al proletariato. Roba scritta sui libri e mai realizzata. Parlavamo di sogni. O forse di incubi. Questa gente è diversa. Parla dei problemi di tutti i giorni. Parla del parco di quartiere. Ma sa anche della legge di stabilità. Dell’euro e dei tassi di interesse. Del debito pubblico. Ma è soprattutto schifata dal tentativo di sabotare la possibilità per i loro rappresentanti di sedersi in Parlamento.

Il Colpo di Stato che si sta tentando per evitare che in quelle sedie siedano accanto i maiali del PD-PDL-UDC-CCD-Centri-e-arbusti-vari-Forza-qui-e-Forza-lì e gente che non ha scheletri nell’armadio. Gente non ricattabile e azzittibile. Questo preoccupa la gente che è in fila con me sotto la pioggia.

Ho firmato. Ma non perché credo nella democrazia. Della democrazia non me ne frega un cazzo. La democrazia non esiste. Non è mai esistita. E’ uno dei sogni scritti sui libri che nella realtà diventano incubi.

Ho firmato perché penso che per la prima volta da quando voto c’è la possibilità di scuotere il sistema dalle fondamenta. Ho firmato perché la gente da una parte del tavolo era la stessa che stava dall’altra. Ho firmato perché voglio avere la possibilità di tornare a votare senza annullare la scheda. Ho firmato perché mi farò un sacco di risate quando il signor Rossi seduto accanto a Berluconi-Bersani-Casini gli insegnerà cosa vuol dire rappresentare gli elettori.


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