Colpo di Stato – Atto II

L’ho detto diverse volte su queste pagine. Oggi come oggi per fare un colpo di Stato non servono i militari. Almeno nei paesi appartenenti all’occidente. Le armi si chiamano leggi. Le pallottole obbligazioni. I morti e i feriti sono cittadini, non civili.

Poco più di un anno fa cade Re Silvio IV il Puttaniere. Lo scandalo Ruby e l’indignazione del popolo sovrano fanno sì che ceda il posto a Monti. Pochi mesi prima Strauss Kahn viene dimesso (sì avete letto bene) dall’FMI. Anche lui un puttaniere. Il primo la minorenne finta figlia, nipote o cugina di Mubarak. Il secondo una cameriera. Strane coincidenze. Viva Mario! Viva Mario! Il popolo acclama il Tecnico salvatore.

Colpo di Stato Atto I. I media strillano che a causa dell’arcigno Re di Arcore l’Italia va a fondo. Si salvi chi può. Anzi ci salvi Mariò. Con l’accento sulla O così fa rima. Perché di spettacolo si parla. Mica di altro. Crivellandoci la testa con la storia del debito pubblico ci farebbero mangiare anche la merda di dinosauro. E tutti si alzerebbero dalla tavola sazi giurando di aver mangiato cioccolata di Modica. Dimenticando, questi geni, che:

  1. “Per ogni debitore insolvente c’è un creditore spericolato. Che ha fiutato l’affare e si è gettato sulla preda. E si assume il rischio della NON RESTITUZIONE applicando il tasso di interesse.” Alberto Bagnai; goofynomics.blogspot.it
  2. “Se domattina l’Italia potesse tornare al sistema in vigore nel 1950 o 1960 o 1970 o anche 1980, cioè a finanziare i deficit pubblici con semplici Lire e non BTP espressi in Euro, la sua economia si risolleverebbe di colpo. La prova che sia così non è nei libri, ma nel fatto che se vai a Londra oggi impari che gli inglesi zitti zitti e quatti quatti fanno esattamente così, finanziano deficit pubblici da 100 miliardi di sterline l’anno (cinque volte maggiori dei nostri!) emettendo sterline. Gli inglesi perlomeno non sono così idioti da vendere i loro titoli di stato “sul mercato”, li fanno assorbire in silenzio dalla Banca di Inghilterra in una semplice partita di giro contabile.Bisogna però insistere come dei martelli pneumatici e trivellare nei cervelli intasati di propaganda la nozione che il Deficit pubblico è normale e necessario.A febbraio scorso la massa di deficienti che abbiamo eletto in parlamento hanno votato nella Costituzione il pareggio di bilancio, centrosinistra e centrodestra assieme come tanti pecoroni, ignorando 80 anni di storia dalla Grande Depressione in poi, che avrebbe dovuto una volta per tutte chiarire che NON HA SENSO CHE LO STATO INCASSI DI TASSE QUANDO SPENDE. Perché se lo fa, dopo qualche anno, sai cosa succede ? non ci sono più soldi in circolazione per le famiglie ed imprese!

    Non si sta qui ovviamente dicendo lo stato deve spendere e spendere come con Pomicino, ovvio che ci sarebbero da tagliare sprechi ecc… Ma QUALUNQUE SIA IN UN DATO MOMENTO IL LIVELLO DI SPESA LO STATO DEVE INCASSARE DI TASSE MENO di quello che spende. Ogni singola economia al mondo oggi dal Canada alla Cina, all’Inghilterra all’India all’Australia ha debito pubblico e quindi ha avuto deficit di bilancio e quindi uno stato che incassava di tasse MENO di quello che spendeva. Come fa della gente adulta a sostenere che questo sia sbagliato se è il modo normale in cui qualunque economica al mondo funziona da un secolo?” Giovanni Zibordi; cobraf.com

Il debito pubblico quindi, insisto, è un falso problema. Prima dell’Euro, con la moneta sovrana si risolveva tranquillamente all’inglese, alla Giapponese, alla come vi pare. La Banca centrale si ricomprava i titoli in una bella partita di giro.

Il problema è che il liberismo dei click imponeva la necessità di risolvere in altro modo. Troppo facile la storia dell’economia al servizio dei cittadini. L’economia deve essere al servizio dei mercati. Ovvero di quelli che speculano sui mercati. Sennò che gusto c’è?. Ed ecco quindi che le Cancellerie europee (le stesse che oggi non vogliono Berlusconi badate bene) e i mercati indicano il loro ragazzo prodigio, il Robin Hood al contrario buono per tutte le epoche. Super Mario scende in campo. Anzi sale al Colle. Dove il più infame Presidente della Repubblica (ah no …. Forse Cossiga fu peggio) che la storia italiana ricordi gli consegna le chiavi. Ma non del regno. Della cassaforte.

Stringete la cinghia, cittadini, che i mercati hanno fame! E guarda caso, di tassa in tassa, di legge in legge Super Mario riesce a riportare anche Merrill Lynch ad acquistare debito sovrano. E il sole 24 Ore la spara anche come una buona notizia. Come dire che la volpe ora si fida e ha cominciato di nuovo a girare intorno al pollaio. Siate felici polli perché la volpe si fida di nuovo! Gioite polli!

Ma si sa. All’italiano piace l’avanspettacolo. E pure senza il panem, l’importante sono i circenses. E quindi giù di processi per istigazione alla prostituzione, di puttane di qui e troie di là, e poi il debito pubblico che ti uccide, l’austerità necessaria, i conti che devono tornare. E infine, il sipario del primo atto si chiude con lo squillo di trombe. Primarie! La festa della democrazia. Venite genti. Stolti e ignavi, rincoglioniti, onanisti e bottane. Scendiamo in piazza a far festa. Eleggiamo i nostri rappresentanti.

Colpo di Stato – Atto II

Elezioni. Il popolo vuole le elezioni. Inizia così il secondo atto. Il rito delle elezioni è necessario. Ogni sacrificio per essere propiziatorio ha bisogno di un rito che lo consacri. Ma chi sarà la vittima? Il Principe delle primarie Bersani? (ma come non dovevano eleggere qualcuno di nuovo? Ma quello non è lo stesso dell’altra volta? Suvvia quante ne cerchi. Democrazia, democrazia. Primarie, primarie!) O magari sarà super Mario?

Eh … quante cose volete sapere. “Bisogna aspettare. Sarà difficile ma dobbiamo fare la legge elettorale. Che se non ci stiamo attenti qui vince Beppe Grillo!”. Il viscido vassallo dell’Imperatore Napolitano la dice chiara. Senza pudori. Lo chiamano Schifani mica a caso.

Beppe Grillo? Ma chi il giullare? Il giullare, Re? Giammai!!!

Fu così che, disturbato nel suo sonno, anche l’ultimo pretendente finì per destarsi. I ciambellani del centro-destra-centro-unpo’piùadestra avevano fatto troppo rumore.

Non ci sto! Mi volete mandare in galera? E io torno!

Re Silvio da Arcore si sveglia, caccia tutti i ciambellani e rivendica il suo diritto al trono. Sarà lui la vittima del sacrificio delle elezioni?

Certo è che il Principe Bersani si frega le mani. In 20 anni il suo gruppo di encefalo-privi dal quoziente intellettivo di una medusa non
sono riusciti a produrre un’idea che sia una. E il risveglio del nemico giurato gli fa un gran favore. Appena dopo aver giurato fedeltà alla linea di Super Mario ora hanno anche la pallottola d’argento. Via via Re Silvio!! Cittadini, cittadini non vorrete mica di nuovo il Puttaniere? Vi tromberà le mogli, deflorerà le figlie. Le cancellerie (sempre le stesse) non lo vogliono!!

Ma tutti sanno che Silvio non ha nemmeno una speranza di vincere. Al massimo può rompere un po’ i coglioni. E poi, ma davvero, fra principi e re ci si intende! L’importante è che il popolo stia al suo posto. E che succede se vince il giullare? I principi si guardano attorno … il panico … e via su dall’Imperatore. Solo lui può correre ai ripari.

E per la prima volta nella storia della Repubblica il presidente del Consiglio si dimette senza essere stato sfiduciato dalle camere. Va dal Presidente e in poche ore si decide la nuova data delle elezioni. Prima possibile perché il popolo deve votare!! Prima possibile perché così il giullare non potrà presentare le sue liste.

Come finisce il secondo atto? Chissà. Il Colpo di Stato è un’opera aperta. Una roba post moderna. Un happening psicodrammatico in cui il pubblico pensa di poter scegliere il finale. Ma poi sono i protagonisti a deciderlo.

Nel frattempo io propongo la mia trama:

1)      Bersani sarà presidente del Consiglio

2)      Monti Presidente della Repubblica

3)      Il duo garantirà il proseguimenti sine die dell’agenda della Troika

4)      Il popolo coglione sarà contento perché Berlusconi non ha vinto

5)      Grillo forse riuscirà a presentare qualche candidato ma il suo 18% diventerà 8% a dir tanto

6)      Il resto del sottobosco di politicanti e faccendieri troverà la propria collocazione

7)      Le volpi che si erano avvicinate al pollaio troveranno aperte le porte e affonderanno i denti su tutti i polli e le galline. Che contenti gioiranno del debito pubblico che è salito di alti miliardi nonostante se stai male o c’hai i soldi o muori.

Un finale diverso ci potrebbe essere. Ma ci vogliono le palle per farlo. E ci vuole la saggezza di Pippo che si accorge che una salita alla fin fine e pur sempre una discesa. Basta guardarla in un altro modo.

Non ve la racconto io. Ve la faccio raccontare da un quotidiano rivoluzionario, marxista-leninista, anarco-insurrezionalista, il Telegraph:

The nation is richer than Germany in per capita terms, with some €9 trillion of private wealth. It has the biggest primary budget surplus in the G7 bloc. Its combined public and private debt is 265pc of GDP, lower than in France, Holland, the UK, the US or Japan.

It scores top of the International Monetary Fund’s index for “long-term debt sustainability” among key industrial nations, precisely because it reformed the pension structure long ago under Silvio Berlusconi.

“They have a vibrant export sector, and a primary surplus. If there is any country in EMU that would benefit from leaving the euro and restoring competitiveness, it is obviously Italy,” said Andrew Roberts from RBS.

“The numbers are staring them in the face. We think the story of 2013 is not about countries being forced to leave EMU but whether they choose to leave.”

A “game theory” study by Bank of America concluded that Italy would gain more than other EMU members from breaking free and restoring sovereign control over its policy levers.

Its International Investment Position is near balance, in stark contrast to Spain and Portugal (both in deficit by more than 90pc of GDP). Its primary surplus implies it can leave EMU at any moment it wishes without facing a funding crisis.

A high savings rate means that any interest rate shock after returning to the lira would mostly flow back into the economy through higher payments to Italian bondholders – and it is often forgotten that Italy’s “real” rates were much lower under the Banca d’Italia.

Rome holds a clutch of trump cards. The one great obstacle is premier Mario Monti, installed at the head of a technocrat team in the November Putsch of 2011 by German Chancellor Angela Merkel and the European Central Bank – to the applause of Europe’s media and political class.

Capito? Vi stanno prendendo per il culo. Monti sta lì (e Bersani dopo di lui, povero idiota) per garantire certi interessi. Non i vostri. E sono gli interessi dei profeti dell’Europa, dell’Euro, del risanamento, del pagate che c’abbiamo il debito pubblico, dobbiamo fare cassa vendiamo tutto ai mercati.

Se l’Italia uscisse dall’euro staremmo tutti meglio. Tutti noi. Non chi c’ha i BTP in euro e fa saltare su e giù lo spread!!! Siamo fra i Paesi europei quello che ammortizzerebbe meglio lo scossone dell’uscita. E infatti si stanno cagando sotto. Perché se uscissimo noi per l’Euro sarebbe il cataclisma. Perché gli spagnoli ci seguirebbero. E poi i portoghesi, e poi i greci. E Francesi e Tedeschi rimarrebbero in poco tempo a giocare a incularella fra di loro!

Ecco quella sarebbe una mossa che sventerebbe il Colpo di Stato. Ma d’altra parte ….

…. Entrano i protagonisti: Super Mario, il Principe Bersani, Re Silvio, l’Imperatore Giorgio, Grillo il Giullare ribelle e i Sottobosco. Tutti alle urne!!! Inizia lo spettacolo. Vasellina pronta. Sipario. Inizia il terzo atto.


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