Riuscirò a capirlo?

Il posto sbagliato al momento sbagliato. Che sia ora? Che sia qui? Riuscirò a capirlo? Due chiacchiere virtuali con Steve House.

Shattered

Sono incappato in questo video di Tyler Stableford. Steve House scalando in solitaria riflette su ciò che lo ha spinto finora verso le montagne.

Mi piace questo video per vari motivi. Intanto dura 5 minuti. E raccontare qualcosa in poco tempo. Riuscire a comunicare un’emozione, a suggerire una riflessione in una manciata di secondi, non è cosa semplice. Tyler Stableford ci riesce bene. Riesce anche a farti dimenticare lo spettro incombente degli sponsor e del marketing inevitabilmente legati a un alpinista di punta come House.

Ma il video mi piace soprattutto per una serie di temi che solleva, tenta di affrontare e poi lascia lì, sospesi in domande a cui è lo spettatore a dover rispondere. Provo ad abbozzare le mie. Ma sono realmente risposte?

Dopo i miei più grandi successi mi sono sempre sentito vuoto. Irrisolto. Eppure torno in continuazione alle montagne. Ho provato a tornare a casa e mi sono reso conto di non averne una. Dice la voce di House fuori campo.

C’è stato un periodo della mia vita in cui sulle montagne al massimo camminavo. Le guardavo soprattutto da lontano. Ma mi sentivo esattamente così. Viaggiavo. Cercavo un posto. Un luogo in cui sentirmi in pace, in armonia. Ogni volta era quello giusto. Ma per poco. Presto sentivo il bisogno di tornare a quella che pensavo fosse la mia casa. Che in realtà è solo il posto a cui sei più abituato. E appena lì avvertivo di nuovo l’urgenza di ripartire. Tutte case provvisorie. Nessuna casa in realtà. Oggi è diverso? Chissà. Forse la spinta è la stessa. E’ il modo in cui la soddisfo che è cambiato.

Avere bisogno di meno. Fare di più. Ma quando hai dato tutto che cosa ti rimane?

Lì per lì risponderei la felicità di aver chiuso un cerchio. Di aver ottenuto ciò che ti prefiggevi. Qualunque cosa fosse. Ma mentre lo penso so benissimo che non  è così. Quella felicità dura un istante. E riesci a rievocarla in maniera nebbiosa e sfocata solo nel racconto e nei ricordi. Subito dopo torna il vuoto da colmare. Quel bisogno di andare. Di cercare. Di conoscere un’altra parte di mondo e un altro spicchio di te stesso. Di provare quella sensazione. Ma più forte. O forse non quella. Ma quella che potrebbe esserci dopo. Qualcuno la chiama curiosità. Io lo chiamo celebrare la vita.

Continua House. La mia peggior paura è quella di non valere abbastanza da essere amato. E sono rimasto toppo a lungo appeso su questo vuoto. Allo stesso tempo spinto e trattenuto da questa paura.

I luoghi ti accolgono. Le persone ti amano. Inadeguati per gli uni e inadeguati per gli altri. Noi umani siamo dilaniati da questa lotta continua fra la ricerca della libertà e il bisogno di appartenenza. Il costo della libertà estrema è la solitudine. Il costo dell’appartenenza e della frequentazione è la libertà stessa. Oscilliamo fra una e l’altra. E più oscilliamo più avvertiamo l’incompletezza di qualunque scelta e l’adeguatezza solo provvisoria della via di mezzo. E per un alpinista è ancora peggio. Perché la montagna pesca dentro di te e ti sbatte in faccia la paure più intime. E poi te le appoggia lì, sulla parete. Sono quelli i tuoi ostacoli. Non le difficoltà tecniche o ambientali. Di quelle hai un’idea già prima di salire. Ma quello che la montagna scova dento di te è imprevedibile. E’ qualcosa che puoi incontrare piccolo piccolo all’attacco della via. Lo superi e ti dici, ora ce l’ho alle spalle. E poi te lo ritrovi cresciuto più in alto. Quando meno te lo aspetti. Ecco, riuscire a convertire quelle paure in motivazione e propellente per l’azione è secondo me la più grade conquista. Nella vita come nell’alpinismo. Ma è qualcosa di raggiungibile? O, come l’orizzonte, più ci siamo vicini più si allontana ed è proprio in quell’inseguimento che sta il succo della vita?

Il posto sbagliato al momento sbagliato. Che sia ora? Che sia qui? Riuscirò a capirlo?

No. Questa è l’unica risposta che mi sento di dare agli interrogativi di Steve in questa chiacchierata virtuale. Non riusciremo a capirlo. Ed è proprio per questo che è necessario celebrare ogni singolo momento della vita. Perché per essere al posto sbagliato al momento sbagliato non è necessario appendersi a 6 punte in lega con 100 metri di vuoto sotto ai talloni. Il momento sbagliato nel posto sbagliato può essere ovunque. E quando te ne rendi conto è già troppo tardi.

“I went to the woods because I wanted to live deliberately, I wanted to live deep and suck out all the marrow of life. To put to rout all that was not life and not when I had come to die Discover that I had not lived.” Henry David Thoreau


4 responses to “Riuscirò a capirlo?

  • luceombra76

    “Io lo chiamo celebrare la vita.”

    “Noi umani siamo dilaniati da questa lotta continua fra la ricerca della libertà e il bisogno di appartenenza. Il costo della libertà estrema è la solitudine. Il costo dell’appartenenza e della frequentazione è la libertà stessa. Oscilliamo fra una e l’altra.”

    Ti ringrazio per aver messo in parole quello che sento dentro di me profondamente. Nel mio piccolo mondo inesperto, selvatica e innamorata del calore della dolomia scaldata dal sole, mi conforta sapere che c’è chi capisce a percepisce questa inquietudine sublime. E mi sento di dire che non ci sono un luogo e un momento sbagliato, perchè anche se fosse l’ultimo, sarebbe un celebrare la vita fino in fondo.

    Un sorriso…

    • Tengri

      E’ anche complicato viverla con leggerezza questa cosa. Beata te se ci riesci sempre. Io speso fallisco. Troppe le intromissioni della vita orizzontale, della sedia, della tastiera, dell’inutilità emotiva della città ….

      • luceombra76

        Riuscirci sempre? non direi proprio, ma non smetto mai di provarci, perchè bisogna non aver troppi pesi dentro per salire in alto…è che qui è tutto così complicato, così laborioso e torbido, denso di animosità perfettamente inutili, futili, infantili…lassù invece dentro emozioni limpide e potenti, l’istinto si dilata nello spazio, è tutto più semplice…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: