Abbiamo tutti lo scorbuto

O qualcosa di simile.

In sostanza l’Homo Sapiens è una creatura imperfetta. Non che sia una novità ma leggendo qui ho capito meglio in cosa consiste una delle nostre imperfezioni.  L’articolo e molto interessante e la bibliografia sostanziosa.

In poche parole il fegato di tutti i mammiferi sintetizza una proteina enzimatica attiva che si chiama GLO L-gulonolactone oxidase. A che serve? A trasformare il glucosio nel sangue in ascorbato (molecola parente dell’acido-ascorbico, ovvero la vitamina C). L’assenza di ascorbato genera una malattia famosa: lo scorbuto. Sì, proprio la malattia con la quale i genitori ci minacciavano da bambini per farci mangiare frutta e verdura. Quella paventata dai marinai di ogni latitudine, dovuta l’impossibilità di conservare nelle stive non refrigerate del passato frutta e verdura.

La mutazione genetica che ha portato i primati del sotto ordine Anthropoidea (a cui apparteniamo) alla situazione attuale sembra sia avvenuta 60 milioni di ani fa.

Fatto sta che le minacce vegetali dei nostri genitori erano vere solo in parte. Come tali erano le informazioni a loro disposizione per ragioni facilmente intuibili.

Infatti, attraverso l’assunzione di cibo, riusciamo a malapena ad assumere il quantitativo che ci permette di non morire di varie malattie simili allo scorbuto (pellagra, beri-beri, ecc) e dovute alla carenza di ascorbato. Si tratta di quella RGR (Razione Giornaliera Raccomandata) che si vede scritta oggi su molte etichette.

Ciò non toglie però che le necessità del corpo umano siano ben altre. Basta pensare che una capra non stressata (in condizioni di stress la produzione endogena aumenta) di 70kg ne produce 13 grammi al giorno. La RGR indicata dagli organismi internazionali per l’uomo è di 60 milligrammi al giorno!!!

Quindi la RGR ci salva dalla morte per scorbuto ma ci tiene di fatto in uno stato asintomatico di scorbuto latente che si chiama Scorbuto Cronico Sub-Clinico ovvero CSS (Chronic Subclinical Scurvy).

Non ci vuole un biochimico o un genio della medicina per capire cosa significhi per il sistema immunitario essere in buona parte impegnato a combattere su base permanente una malattia latente. Nel momento in cui intervengono altri fattori patogeni il nostro recinto difensivo è in parte sguarnito. Ed è così che malattie incurabili o ad alto tasso di mortalità potrebbero in realtà ricadere pienamente all’interno delle possibilità dei nostri anticorpi. Se solo si riuscisse a vincere la CSS!

Linus Pauling, uno dei massimi studiosi degli affetti benefici dell’integrazione vitaminica sosteneva che 10 grammi di vitamina C rappresentassero la dose giusta per ovviare alla perdita si quel prezioso gene 60 milioni di anni fa. In questa interessante intervista virtuale (realizzata sulla base del suo libro più famoso – How to Live Longer and Feel Better) Pauling ci ricorda come mai una soluzione così semplice  a molti dei nostri problemi di salute non venga cavalcata. “La vitamina C esiste in natura e le case farmaceutiche non possono brevettarla”.

Pauling queste cose le diceva già negli anni ’70. E’ morto a 93 anni ed è stato l’unico essere umano a ricevere due premi Nobel (non condivisi). Era un chimico che ha rivoluzionato la propria disciplina e ha dato vita alla medicina ortomolecolare che ancora oggi ha grandi avversari ma che continua ad avere esiti clinici difficilmente attaccabili.


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