Leggere può far male … all’ecosistema

Leggere mi piace. Leggo molto. Anche se sempre meno perché le cose che mi piace fare sono molte e il tempo libero diminuisce. Da tempo uso un e-book reader per vari motivi. Uno dei quali è la sostenibilità. Ecosistemica e sociale.

I libri sono fatti di carta. E per fare la carta ci sono solo 3 modi. 1) tagliare le foreste. E questo dà vita a quella che viene definita virgin fiber, fibra vergine, la carta più pregiata. 2) dopo aver deforestato si possono piantare alberi per la carta. I più comuni nelle foreste tropicali sono gli eucalipti. In questo caso la fibra è sempre vergine ma la qualità non è la stessa degli alberi “nativi”. 3) riciclare carta già prodotta.

Come ogni processo industriale anche quello della carta ha un costo, economico e ambientale. In termini ambientali, per quanto riguarda la carta, il costo è duplice. Da una parte si consuma energia e si immettono gas inquinanti nell’atmosfera. Dall’altra si sottraggono alberi che hanno la funzione di sottrarre anidride carbonica dall’aria e immetterci ossigeno. In sostanza si immettono inquinanti e si sottraggono i depuratori.

La deforestazione in genere ha anche pesantissimi costi idrogeologici. Basta pensare alle frane di Sarno e Giampilieri per immaginare quale sia la differenza fra un terreno integro e uno deforestato. Inoltre, i processi industriali per produrre carta utilizzano l’11% delle riserve di acqua del pianeta per essere portati a termine.

Se ciò non bastasse, in molti dei luoghi in cui generalmente di tagliano alberi in modo massivo la produzione della carta ha anche un altissimo costo sociale. I due esempi più che mi vengono in mente del passato recente sono la battaglia dei Guaranì contro la Aracruz Cellulose in Brasile e quella della Grassy Narrwos First Nation contro i giganti Abitibi e Weyerhaeuser. Nativi delle foreste tropicali e indigeni dei boschi artici hanno in comune un’annosa controversia contro multinazionali della carta che usurpano i loro territori, sottraendo loro risorse vitali e inquinando le zone limitrofe. D’altra parte queste azioni fanno quasi sorridere se confrontate con la spudoratezza con la quale il governo indonesiano continua a concedere terre non sue ad Asia Pulp and Paper (APP) e Asia Pacific Resources International Holdings Ltd (APRIL).

Alcuni dei fact sheets dell’Environment Paper Network spiegano in cifre quanto sia importante la questione del riciclo della carta. Eccone alcune. Per fare una tonnellata di carta vergine (CV) ci vogliono 3 tonnellate di legno, per l’equivalente in carta riciclata (CR), sembra ovvio ma non troppo, non si usa legno. Quindi 0 tonnellate. Mettendo a confronto lo stesso quantitativo di CV e CR, scegliendo la seconda si ottengono poi i seguenti risparmi: 12 milioni di BTU (energia), 2.108 libre di CO2, 8.750 galloni di acqua, 1124 libre di rifiuto solido. Contando che nel 2009 sono stati consumati 371 milioni di tonnellate di carta nel mondo, si fa presto a capire di cosa stiamo parlando. Alcune di quelle cifre non hanno nemmeno un nome. In matematica vanno scritte con un 10 e un esponente positivo che indica quanti zeri ci vanno dopo il numero.

Provo a quantificare l’acqua. 371 milioni x 8750 = 3.246.250 di milioni di galloni. Per ottenere i litri bisogna moltiplicare per 3,7 circa.

Ma se da una parte è importante massimizzare l’utilizzo della CR, il passo più importante è senza dubbio minimizzare l’utilizzo della carta. E in quest’ottica una delle soluzioni è diminuire il numero di libri che si acquistano.

E’ vero, la sensazione della carta sfogliata fra le dita fa parte del piacere estetico del leggere. E’ vero, una libreria dice molto di una casa, di chi ci vive. Quanto, se non più dei quadri e delle foto appesi alle pareti. Un libro antico, magari firmato dall’autore diventato famoso, è anche un oggetto d’arte con un valore talvolta incalcolabile. Tutto vero. Ma è altrettanto vero che nel rinunciare a una piccola parte del piacere della lettura si contribuisce a generare un enorme miglioramento delle condizioni ambientali. Presenti e future.

Anche qui qualche cifra di confronto. A seconda del modello, le emissioni di CO2 necessarie a produrre un ebook reader corrispondono a quelle necessarie per produrre 40-50 libri. Contando che un ebook reader può contenere migliaia di volumi, dal cinquantunesimo libro in poi la nostra lettura diventa completamente ecologica. Se poi contiamo il processo di produzione, trasporto e riciclo di ebook e cartacei, 22 libri su un ebook equivalgono a un libro di carta. Solo negli USA nel 2010 i libri di carta hanno significato l’abbattimento di 25 milioni di alberi. Nello stesso anno, i 10,8 milioni di e-readers venduti hanno implicato un emissione di CO2 equivalente all’abbattimento di 3,6 milioni di alberi. Circa 8 volte meno.

In sostanza più ebook reader usiamo, meno libri di carta compriamo, tanto più contribuiamo al nostro benessere e a quello delle generazioni che verranno. Ma anche a quello delle popolazioni che vivono nei pochi luoghi ecosistemicamente intatti del pianeta. Sono loro che sorvegliano le nostre ultime riserve di ossigeno e la loro battaglia dovrebbe essere anche la nostra.

Negli USA c’è anche una convenienza economica notevole per l’acquirente di e-book. Un libro elettronico costa in media 10 dollari, uno di carta 26. In Italia il divario non è così marcato ma è ragionevole pensare che si tratti della combinazione perversa fra il consolidarsi del cartello degli editori e la nostra arretratezza tecnologica. Si spera però che il rapido diffondersi (estetico e modaiolo) dei tablet tipo I-pad possa avere una ricaduta positiva almeno in questa direzione. La speranza è anche alimentata dal comportamento del mercato degli e-readers. Negli USA, nonostante il sensibile calo di fatturato del mercato del libro ( 5,158 miliardi nel 2008; 5,127 nel 2009; 4,864 nel 2010), la vendita di e-book ha subito un’impennata impressionante (61,3 milioni di dollari nel 2008; 169,5 nel 2009; 441,3 nel 2010). L’anno scorso l’8,3% del totale speso per libri proveniva dai supporti elettronici.

Ci sono altri vantaggi, molto pratici, nell’utilizzo di un e-reader. a) vai in vacanza con 100 libri al peso di uno; b) alcuni modelli hanno dizionari sofisticatissimi. Doppio click sulla parola e in fondo alla pagina compare la voce corrispondente; c) puoi sentire la musica senza necessità di un ulteriore device. Molti e-reader possono contenere e riprodurre file mp3; d) i file non protetti si scambiano come i libri di carta; e) quasi tutti i modelli permettono di evidenziare, prendere appunti, fare orecchie alle pagine esattamente come gli equivalenti cartacei; f) migliaia di volumi occupano lo spazio di uno schermo a 6 pollici e lo spessore di un telefono cellulare; g) esistono migliaia di libri non protetti da copyright che in formato cartaceo costano cifre esorbitanti, gli equivalenti elettronici si scaricano gratis da decine di librerie e biblioteche virtuali. Un esempio? La Divina Commedia. Provate a entrare in una libreria tradizionale e vedete se ve la fanno portare via senza passare alla cassa.


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