La soluzione alle questioni del debito pubblico esiste. E’ rapida, facile e quasi indolore

Non sono laureato in Scienze Economiche. Quindi forse qualcosa me lo perdo. Ma so leggere e capisco l’italiano.

Il documento che potete trovare qui è lungo decine di pagine. Lo riassumo in un paragrafo e poi vi incollo la parte saliente e l’appello dell’autore:  Loris Asoli del Consiglio direttivo di REES  (Rete di Economia Etica Solidale) Marche http://web.resmarche.it.

Il denaro ormai non viene prodotto più in base a un controvalore effettivo. Prima o avevi le risorse auree o non potevi battere moneta. Oggi non è più così. Quindi perché non battere nuovi euro per permettere agli stati europei di risanare il debito senza spellare i cittadini? Qualcuno obietterà: e l’inflazione? L’utore ci spiega perché la manovra non sarebbe assolutamente inflattiva, anzi, aiuterebbe l’ecnomia a riprendersi dalle ferite inferte dalla crisi. L’unico ostacolo sembra essere lo strapotere della finanza internazionale sulla politica. In sostanza non si fa non perché non si può fare, ma perché non si vule fare.

A voi la lettura e i commenti.

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 “Vi preghiamo dunque di divulgare e diffondete questo scritto quanto più ampiamente possibile e di creare le sintesi dei punti essenziali e le illustrazioni che ritenete più opportune. Preghiamo anche chi ne ha la possibilità di tradurlo nelle lingue europee e di diffonderlo in tutti gli stati europei.”

Indice
• Cos’è il debito pubblico
• Che effetti ha il debito pubblico
• Come si è generato
Quale è la soluzione unica, semplice, immediata, efficace, senza costi e
controindicazioni, per annullare il debito pubblico
Legge di emissione monetaria straordinaria del Parlamento Europeo
• Quali sono gli effetti di questa soluzione
• Quali altre misure vanno bene per il contenimento futuro del debito pubblico
• Perché la politica restrittiva non è la soluzione
• Perché la svendita dei beni pubblici non è da realizzare
• Perché gli Eurobond non sono una soluzione
• Perché il debito deve essere pagato
• Interazioni fra ciclo produttivo, finanza e moneta
• Perché il controllo dell’inflazione è un falso problema
• Perché la sovrapproduzione non è un problema
• Esempi di attività economiche virtuose
• Il problema della BCE
• Una nuova relazione fra le strutture di base della società
• Liberalizzazione della forma d’impresa
• Riassunto delle misure per sanare il debito pubblico e bloccare la recessione
• Il programma anti-recessione espresso in frasi di sintesi
• Strategia per conquistare la libertà dal debito pubblico e dalla recessione

Quale è la soluzione unica, semplice, immediata, efficace, senza costi e
controindicazioni, per annullare il debito pubblico
Riferiamoci ora ai dati del debito pubblico europeo del 2009, della precedente tabella. Esso è di 8720 miliardi di euro. Prendiamo una cifra un po’ maggiore di questa, di 10.000 miliardi di euro. Dividiamola su 4 anni, ottenendo 2500 miliardi di euro all’anno (25% all’anno).

Prendiamo ora questa cifra annuale e dividiamola fra gli stati europei della zona euro, al 50 % in proporzione alla popolazione e al 50 % in proporzione al PIL. E’ lo stesso identico ed equo criterio con cui questi stati hanno partecipato alla formazione del capitale sociale della BCE e partecipano alla emissione monetaria. E’ quindi un criterio di equità. Ora la cifra che viene ad ammontare per ogni Stato accreditiamola gratuitamente sul conto del Tesoro di quello Stato.

Con quella cifra lo Stato sia obbligato a comprare una corrispondente quantità dei propri titoli del debito
annullandoli, in modo da rimanere con un debito ridotto. In questo modo con una semplicissima operazione elettronica da computer avremo eliminato il 25 % del debito pubblico europeo. Dopo un anno ripeteremo l’operazione con un altro 25 % e così per 4 anni. In quattro anni avremo eliminato la quasi totalità del debito pubblico europeo.
Gli stati che ricevono più del loro debito potranno usare le loro cifre per altre finalità.
Riportiamo i conteggi in tabella, utilizzando i dati del 2009.

Come si può vedere, riferendoci solo al debito 2009, solo quattro stati, Italia in testa, rimarrebbero con un residuo di debito pubblico ancora da saldare, mentre gli altri 23 stati avrebbero la possibilità di utilizzare per altri scopi il denaro residuo.

Dopo questa descrizione vogliamo sperare che nessuno venga a dire che non è possibile fare queste operazioni e adottare questa soluzione. La cosa è del tutto possibile e semplicissima: si tratta soltanto di una questione di volontà politica del Parlamento europeo; se esso lo vuole esso può farlo, eventualmente rimuovendo ostacoli legislativi precedenti, senza che nessuno possa impedirlo e non certo la dirigenza della Banca Centrale Europea, la quale dovrebbe sottostare al volere degli organi elettivi sovrani dell’Europa, se questi decidono di adottare questa soluzione e vogliono imporla per il bene dei popoli Europei, invece di operare per il bene degli uomini della finanza speculativa.

E’ sufficiente una leggina del Parlamento europeo, di pochi articoli, per realizzare quanto proposto.
E’ vergognoso vedere come i nostri uomini politici, e quelli di tutta Europa, siano sottoposti alla BCE dei banchieri privati e costretti ad elemosinare l’acquisto dei titoli del debito pubblico, perché essi stessi hanno svenduto ai banchieri privati il loro potere politico, che non avrebbero mai dovuto e potuto svendere perché appartenente in ultima analisi non a loro ma alle popolazioni che glielo avevano affidato. I nostri politici avrebbero il pieno diritto a dirigere una vera Banca Centrale Europea Pubblica, in grado di annullare il debito pubblico nel modo sopra indicato, come prassi normale, quando giustificata dagli eventi.

Invece i titoli che la BCE acquista sono comunque da ripagare allo stesso modo che se li acquistasse un privato
e ci sono sopra alti interessi da pagare, che i banchieri stessi della BCE hanno contribuito in modo determinante a far elevare, con le loro politiche monetarie restrittive.

Purtroppo sia la dirigenza della BCE che molti uomini politici italiani sono persone gradite alla grande finanza internazionale, che in effetti ha il dominio sulle politiche della BCE. Draghi è stato vicepresidente della grande banca d’affari americana Goldman Sachs, prima di passare a dirigere la Banca d’Italia e poi ora la BCE.
La Goldman Sachs è specializzata, fra l’altro, nel guidare i processi di privatizzazione delle aziende statali. E, in effetti Draghi era stato uno degli artefici delle privatizzazioni dello Stato italiano. Il precedente presidente, Trichet, è membro
dell’Aspen Institute, che ha la finalità di favorire una leadership illuminata del mondo, cioè ha una concezione nettamente verticistica del potere, e che è finanziato, fra gli altri, dalla Rockefeller Brother Fundation, cioè dalla fondazione di una famiglia di banchieri fra i più potenti del mondo. Il primo presidente Wim Duisenberg era un banchiere, passato per il fondo monetario internazionale, per la Banca centrale olandese e per la Banca dei regolamenti internazionali, tutti incarichi che si ricoprono solo con il favore, non solo dei politici, ma anche dei principali azionisti del sistema bancario.
L’operazione risolutiva qui descritta non è altro che la creazione di denaro dal nulla e la sua attribuzione agli stati. Sia chiaro a tutti che tutto il denaro viene sempre creato dal nulla, in quanto attualmente è l’unico modo di crearlo, perché non è più emesso con il controvalore in oro, depositato a garanzia.
Ci sono tre modi principali di creare denaro dal nulla: due ne realizzano le banche centrali, quando stampano nuove banconote oppure quando creano denaro elettronicamente, scrivendo cifre su un conto apposito, eventualmente in contropartita all’acquisto di titoli o altri valori; il terzo lo realizzano le banche normali, quando emettono credito (debito per i clienti). Infatti la banca emettendo credito mette denaro a disposizione sul conto del cliente, senza toglierlo dal conto di nessun depositante. E’ un puro aumento di moneta a disposizione del sistema economico.

Queste operazioni di creazione moneta, sono tutte operazioni normali, che sono sempre avvenute perché il sistema economico ha sempre avuto bisogno di nuovo denaro, in quanto è sempre stato in espansione. Il denaro creato dalle banche con il credito (debito per chi prende il denaro a prestito) si annulla a mano a mano che viene restituito; poiché tuttavia la richiesta di denaro-debito è sempre aumentata, di fatto questo tipo di emissione è stata sempre in consistente aumento.

La stessa creazione di denaro dal nulla purtroppo è del tutto facile dall’interno delle banche collocate nei paradisi fiscali, le quali, non essendo sottoposte a controlli, possono creare denaro dal nulla su qualche conto speciale e poi trovare il modo di trasferirlo su banche all’interno di paesi normali. Se possono ricevere e riciclare denaro proveniente da attività illecite di ogni genere, altrettanto bene possono dotarsi di denaro fresco creandolo dal nulla sui loro conti incontrollati, senza neanche bisogno di impegnarsi in attività criminali rischiose.

Questa è l’incredibile babele del nostro attuale sistema monetario!

Chiarito che il mettere in pratica la nostra proposta è solo una questione di volontà politica, il problema rimane quello di valutare l’effetto di una manovra del genere sull’economia.

Per primo però vediamo la formulazione della semplice legge del Parlamento europeo, che dispone le misure per la soluzione del problema del debito pubblico. Va detto che le attuali istituzioni europee sono prevalentemente antidemocratiche e che normalmente il Parlamento EU approva proposte di Legge elaborate dalla
Commissione UE, non eletta dal popolo.

Inoltre i Dicasteri, cioè l’enorme apparato di funzionari pubblici dell’UE, è a disposizione della Commissione, invece che del Parlamento. In questo caso di emergenza economica e sociale deve essere il Parlamento ad assumere direttamente la facoltà legislativa, prendendo come base questa proposta di legge elaborata dalla società civile.

I parlamentari avranno l’occasione di mostrare se sono al servizio del potere della grande finanza o se sono al
servizio delle popolazioni che li hanno eletti.
5. LEGGE DI EMISSIONE MONETARIA STRAORDINARIA DEL
PARLAMENTO EUROPEO PER L’ANNULLAMENTO DEL DEBITO PUBBLICO
Il Parlamento Europeo, come massima autorità delle istituzioni europee, perché unica eletta a suffragio universale, al fine di arrestare la crisi del debito pubblico e la recessione economica, promulga la presente legge di emissione monetaria straordinaria a favore dei 27 stati membri, senza l’intervento della Banca centrale
europea.
ART 1. Al fine di eliminare o ridurre in maniera consistente l’entità del debito pubblico degli stati europei, il Parlamento europeo consente e dispone una emissione monetaria elettronica gratuita di 10.000 (diecimila) miliardi di euro, a favore dei 27 stati membri, da ripartirsi in 2500 miliardi di euro per ognuno degli anni 2011, 2012, 2013, 2014.
ART 2. La ripartizione fra gli stati, dei quattro importi annuali, sarà effettuata al 50% in proporzione alla popolazione al 31 dicembre 2010, e al 50% in proporzione al PIL 2010. Per il dato sulla popolazione, in mancanza di un dato alla data indicata, vengono fatte proiezioni in base ai dati disponibili e all’andamento delle variazioni dei dati. I dati complessivi sono i seguenti (segue tabella relativa al 2010, strutturata come la precedente tabella, relativa al 2009, indicata in questo scritto) Per gli stati che non hanno l’euro come moneta, gli importi assegnati sono stati tradotti nella loro valuta, al tasso di cambio vigente al 31.12.2010.
ART. 3. Al momento dell’approvazione della presente legge, gli Uffici del Tesoro dei 27 stati UE sono autorizzati ad inserire gli importi relativi all’anno 2011, di cui alla tabella dell’articolo precedente, all’interno dei loro conti di attività monetaria in un conto nuovo denominato “Conto di emissione monetaria autorizzata dal parlamento “UE”, senza contropartita di passività (o con contropartita di comodo). Altrettanto faranno nello stesso giorno dei tre anni successivi previsti dalla presente legge.
ART. 4. Gli importi accreditati potranno essere utilizzati al solo fine di ridurre il debito pubblico, rimborsando alla scadenza i titoli del debito pubblico che scadono per primi. Solo dopo aver rimborsato la totalità del debito sarà possibile, per gli stati che avranno ancora importi residui, di utilizzarli per altri fini di politica economica a favore
di attività produttive (di beni e servizi) che incrementino l’occupazione, in particolare con risvolti ecologici e di alleviamento del disagio sociale degli strati più poveri della popolazione. E’ proibito usare le cifre residue per incrementare le assunzioni e le spese nelle strutture amministrative statali, centrali e periferiche.
6. QUALI SONO GLI EFFETTI DI QUESTA SOLUZIONE
In pratica si tratta di una emissione monetaria elettronica gratuita a favore degli stati europei, con la quale si mette a disposizione dei governi degli stati una maggiore quantità di moneta. Questa moneta è obbligata ad uno scopo preciso, l’abbassamento del loro debito pubblico e non può essere usata per altri scopi, se non per le cifre residue dopo l’annullamento del debito. L’effetto immediato al primo anno è che sul mercato c’è una minore offerta di titoli del debito pubblico, per cui l’interesse su quelli rimanenti si abbassa quasi certamente. In questo modo non solo gli stati risparmiano il pagamento di interessi sul 25 % del loro debito, perché esso viene annullato, ma risparmiano anche gli interessi sul rimanente 75 %.
L’effetto aumenta poi in ognuno dei tre anni successivi.
Un altro effetto certo è che un 25 % del denaro che i cittadini e gli investitori avevano immobilizzato in titoli di Stato ora diviene libero per i consumi e soprattutto per gli investimenti. Quindi sta agli stati e alla politica europea di indirizzare bene queste risorse liberatesi, per una ripresa economica virtuosa, per iniziative economiche positive che guardano al futuro e in primo luogo all’occupazione dei giovani; si ha un chiaro impulso espansivo che va assolutamente indirizzato
nella giusta direzione, tenendo conto anche degli aspetti ecologici, perché la crisi ecologica è ancora più grave di quella finanziaria.
Il tasso di interesse dovrebbe avere la tendenza a scendere per la maggiore disponibilità di capitali e anche questo fatto è un incentivo ad iniziare attività nuove; la BCE non dovrebbe assolutamente alzare il tasso di riferimento. A questo proposito si potrebbe aggiungere alla legge del Parlamento UE un quinto articolo che obbliga la BCE a non alzare il tasso di interesse al di sopra del tasso di inflazione, depurato dalla percentuale dovuta all’aumento del costo delle materie prime.
Valutiamo ora come influisce l’operazione sull’aggregato monetario M3, controllato normalmente dalla BCE.
L’aggregato monetario M1 è la somma delle banconote, delle monete e dei depositi a vista.
L’aggregato M2 si ottiene sommando a M1 i depositi con scadenza fissa fino a due anni e i depositi rimborsabili con un preavviso fino a 3 mesi.
L’aggregato M3 si ottiene sommando a M2 le obbligazioni (prestiti alle imprese) con scadenza fino a due anni, le quote dei fondi di investimento e i titoli di debito con scadenza fino a due anni.

E’ chiaro che, adottando questa soluzione, i titoli del debito che gli stati non rinnoveranno più sono quelli con scadenza più ravvicinata; quindi l’aggregato M3 sarà diminuito del valore dei titoli non più rinnovati e sarà aumentato della stessa cifra che si riverserà sui depositi in attesa di nuova forma di investimento; lì per lì la quantità di moneta rimarrà perciò la stessa e conseguentemente non creerà nessuna inflazione da troppa presenza di moneta. Addirittura, se la politica economica europea farà in modo che questo denaro, almeno in parte, sia stimolato verso investimenti produttivi di lungo periodo (quote capitale in imprese, acquisto casa, ecc.), non solo la moneta totale non sarà aumentata, ma addirittura sarà diminuita, senza che possa perciò paventarsi in alcun modo alc un pericolo di inflazione.
L’aumento dei depositi a vista farà aumentare M1 e questo permetterà di rimettere in circolo quel denaro che manca e di ridare fiato all’economia, se gli stati e l’Unione Europea approveranno incentivi a favore di iniziative economiche virtuose.
La mancanza di moneta è proprio il problema basilare dell’attuale recessione dei paesi sviluppati, perciò, essendo il sistema economico fortemente sottomonetizzato, l’emissione di nuova moneta non può che giovare. Questo aspetto
lo approfondiamo in due capitoli successivi, uno sull’interazione fra ciclo produttivo, finanza e moneta e un altro sul controllo dell’inflazione.

Qui diciamo in sintesi che la sottomonetizzazione del sistema economico europeo reale è dovuta alle seguenti cause principali:
1. Un ingente massa monetaria è sottratta all’economia reale, in quanto utilizzata a fini speculativi di rendita finanziaria, e non ai fini del consumo, della produzione e degli investimenti.
2. Le differenze di reddito fra i più poveri e i più ricchi sono notevolmente aumentate, per cui chi dispone di maggiori risorse finanziarie non ha capacità né necessità di spenderle o farle utilizzare per consumi e nuove iniziative
produttive e le investe in iniziative di rendita speculativa.
3. La bilancia dei pagamenti europea, per molteplici fenomeni, è in passivo, in quanto sono più le importazioni e fuoriuscite di capitali che non le esportazioni di merci e gli ingressi di capitali da altre economie. Nel 2010 l’Italia ha avuto un saldo negativo della bilancia dei pagamenti pari a 53,5 miliardi di euro (dati ICE). L’UE a 27 ha avuto nel 2010 un deficit ufficiale del 1% del PIL, che è una cifra modesta, che incide poco, ma ad essa vanno sommate, per esempio, tutte le rimesse non ufficiali e non registrate dei milioni di immigrati verso i loro paesi di origine e anche quelle delle numerose mafie estere.
4. Le banche concedono meno prestiti per l’esigenza di aumentare le loro riserve in relazione alle normative di Basilea 3 e per la situazione di crisi che rende i prestiti più pericolosi
5. L’economia per creare nuove iniziativa ha comunque sempre bisogno di denaro ulteriore rispetto a quello già presente
6. I fallimenti delle imprese, intrinseci all’attuale sistema economico, negli ultimi anni sono in aumento e fanno diminuire i capitali a disposizione.

Duemila e cinquecento miliardi di euro sono circa il 20% del PIL annuale europeo e non è una cifra eccessiva, ma adeguata a cercare di coprire la carenza monetaria attuale. La liberazione di denaro è esattamente ciò di cui ha bisogno il sistema economico europeo in questo momento storico e in questo contesto economico.

Attualmente manca denaro ai cittadini privati, soprattutto ai disoccupati, ai precari e a tutte le altre numerose fasce di soggetti più deboli economicamente; manca denaro alle imprese, che non ne hanno per rinnovarsi, per ricerca, per formazione, per investimenti di rinnovamento costruttivo; manca denaro alle banche, che sono avare nel concedere prestiti e devono aumentare le loro riserve presso la banca centrale; manca denaro ancor più agli stati, che non riescono a ripagare il debito pubblico e a liberarsi dai pesanti interessi, che vengono costretti alla svendita dei beni pubblici e alla macelleria sociale, che non hanno risorse per rilanciare l’economia, né per mantenere efficiente la scuola, la ricerca, l’arte, il walfare sociale interno ed esterno; manca denaro alle istituzioni pubbliche locali che non riescono più a garantire i servizi che sono loro affidati.
Dunque come si fa ad essere così ciechi e a temere l’inflazione se si immette nel sistema ciò che più gli manca e gli necessita? Ed è evidente anche che il sistema economico-sociale va monetizzato proprio là dove la mancanza è più grave e più urgente: nei conti del Tesoro dei vari governi statali, da dove può riversarsi poi anche negli altri settori che ne sono carenti (banche, imprese, cittadini). Altrettanto evidente è che la speculazione finanziaria va disincentivata ed adeguatamente tassata e che occorre operare contro i grandi squilibri di reddito.
Uno Stato dotato di più risorse finanziarie sarebbe anche in grado di orientare l’uso delle risorse finanziarie private, liberate dalla legge del Parlamento europeo, attraverso un contributo al pagamento degli interessi dei capitali impiegati nelle iniziative economiche virtuose, individuate dallo Stato, oppure abbassando le tasse sugli interessi percepiti da questi capitali, se utilizzati secondo le direttive dello Stato, oppure decretando sgravi sui contributi sociali.

Se il denaro che si libera viene ben indirizzato, facendo in modo che serva principalmente per favorire l’occupazione dei disoccupati, per produrre opere e servizi utili alla collettività, non è assolutamente pensabile e prevedibile un effetto inflattivo.
Cresceranno parallelamente l’offerta e la domanda di beni e servizi utili, senza che i prezzi debbano crescere. Attenzione però: siamo in tempi di grave crisi ecologica e ciò che deve crescere sono soprattutto i servizi e i beni che rispettano ampiamente criteri ecologici.
Fra l’altro una parte della moneta immessa potrà essere subito annullata con una operazione della BCE volta a rimettere in circolo i titoli del debito pubblico che ha acquistato finora. E le banche potranno ugualmente togliere una parte della moneta aumentando le loro riserve, secondo i criteri richiesti da Basilea 3 e potrebbero concedere più facilmente credito alle imprese e con più successo in quanto le imprese sarebbero facilitate da un aumento dei consumi. I prodotti degli stati europei potrebbero essere pagati di più, invece di far provenire merci sottocosto dall’estero; questo tipo di aumento dei prezzi al consumo sarebbe positivo, perché legato ad una maggiore produzione interna e a una maggiore occupazione.

Se non si andrà nella direzione illustrata – e purtroppo c’è poco da sperarci, dato il potere che l’apparato finanziario ha sopra quello politico – e si preferiranno invece nuove misure “lacrime e sangue”, togliendo risorse importanti a settori di spesa virtuosi, come già sta avvenendo ovunque, sarà necessario che la popolazione prenda consapevolezza della vera causa dei problemi e incominci a scendere nelle piazze per pretendere l’immediata promulgazione della legge indicata o, in mancanza, per pretendere un radicale cambiamento della classe politica, per un radicale cambiamento
della politica economica, monetaria, sociale e comunitaria.

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«Popolo degli indignati, popolo dei social forum, popolo viola, popolo delle reti di economia solidale e del consumo critico, popolo dell’associazionismo sociale e ambientale, popolo dell’impegno politico di base, popolo dell’informazione alternativa alle menzogne, studenti universitari e delle scuole medie superiori, popolo dei disoccupati e dei precari presenti e futuri, cittadini europei tutti, imprenditori e bancari onesti, uniamoci insieme in una grande volontà di cambiamento, per rinnovare in meglio la vita politica e sociale della nostra Europa e per l’avvento di una nuova civiltà più evoluta, senza disoccupati, creativa, ricca, pacifica e felice.

E’ tempo di rivoluzione, rivoluzione etica, rivoluzione nonviolenta, rivoluzione di coscienza, r-evoluzione verso un nuovo stile di vita, più solidale, più ecologico, più rispettoso delle diversità, più comunitario.»

In questo momento storico, il nemico principale dell’evoluzione positiva dell’umanità è uno solo: la grande finanza internazionale speculativa, che però dispone di ingenti, inimmaginabili risorse finanziarie, che le conferiscono un enorme potere, per cercare di modellare la società a proprio piacimento, finché le popolazioni non si svegliano dal letargo della coscienza.

Per battere la grande finanza internazionale speculativa, inmodo nonviolento è necessaria una grande alleanza fra tutti gli starti della popolazione, compresi gli impresari e le banche al servizio dell’economia reale e del bene comune. La finanza ha i piedi d’argilla, in quanto può mantenersi soltanto con il nostro consenso.

Prendiamo coscienza che questa che proponiamo non è una battaglia di alcuni contro altri, ma un processo evolutivo dell’umanità che andrà a vantaggio di tutti, anche di quelli che ora si oppongono.

Prendiamo anche coscienza del fatto che, chi nel piccolo della propria vita ricerca il privilegio e il potere, anche solo nei rapporti familiari e di lavoro, alimenta il grande potere e i grandi previlegi che ci opprimono. Prendiamo coscienza del fatto che il nemico che è fuori di noi è anche dentro di noi. Prendiamo coscienza che siamo tutti coinvolti nell’attuale sistema e che esso è lo specchio della coscienza di tutta l’umanità.


4 responses to “La soluzione alle questioni del debito pubblico esiste. E’ rapida, facile e quasi indolore

  • lidia

    mi sembra una buona idea,perchè non proporla facendola pervenire a qualche partito SERIO che èpossa proporla come alternativa alla ridicola manovra Monti che stranamente penalizza sempre i più deboli?

    • Tengri

      Ciao Lidia e benvenuta. In linea di massima ti risponderei “perché no”. Ma poi immediatamente mi assale una domanda “E quale sarebbe questo partito serio”? Non complice dello status quo? Io non lo conosco. Quando si votò per la riduzione dei parlamentari o l’abolizione delle province in aula non c’era nessuno. O quasi. Quando si trattò di inventare i riborsi elettorali che illegalmente violavano la lege sull’abolizione dei contributi di Stasto ai partiti erano tutti lì.

      Sarò infatti curioso di vedere i risultati della votazione della manovra Salva-Italia. Mi piacerà vedere come si metteranno d’accordo per farla passare. Quali saranno i poliziotti buoni e quali quelli cattivi.

      Allo stato attuale delle cose credo ahimé che non abbiamo referenti seri nell’arco parlamentare.

  • gianni tirelli

    NEL PAESE DELLA BUGIA LA VERITA’ E’ UNA MALATTIA

    “Per molti, oggi, la bugia costituisce una regola relazionale e la loro introiezione proiettiva li porta ad attribuire agli altri tutti i loro difetti, a cominciare dalla menzogna”

    Chi mente in forma compulsiva, lo fa per costruirsi un ruolo che altrimenti non avrebbe nella Società, insomma: un Autodifesa relativa ad una mancanza di autostima.

    La propensione coltivata alla menzogna, accomuna, in maniera trasversale i più diversi strati sociali e si pone come elemento caratteriale dominante. Un comportamento oggi talmente diffuso nella cittadinanza, da essere assunto a normale pratica relazionale, coniugata a una esposizione verbale, falsamente convinta, ostentata e gridata: l’espressione più esaustiva del livello di virulenza di una malattia che, per assuefazione, si è attestata a cronica e grave patologia. Un quadro inquietante delle nostre moderne società liberiste!

    Nell’inferno dantesco, “I falsari di parola” (i bugiardi), sono fiaccati e arsi da una febbre altissima, paradigma di una degenerazione dello stato di coscienza che ha caratterizzato la loro esistenza. Questa operazione di contraffazione dell’Io, prolungata nel tempo e mai messa in discussione, si attesta in seguito, come carattere dominante del soggetto (tara mentale). La bugia condivisa poi, é molto in auge nell’ambito politico dove interi schieramenti, mentono compatti al fine di assicurarsi privilegi, impunità e potere. Il caso Ruby è un esempio su tutti!

    Ma la storia parte da lontano o meglio, tutto ha inizio con l’avvento della TV commerciale e la pubblicità. Mentire, mistificare e contraffare, sono oggi i cardini intorno ai quali ruota la commercializzazione di prodotti e beni di infima qualità, inutili, e dannosi per la salute e che, diversamente, non avrebbero motivo di esistere e di essere acquistati. E’ dunque con la propaganda mediatica e l’avvento dello Sponsor che la menzogna inizia la sua escalation fino a divenire strumento di convincimento di massa e regola basilare nei rapporti inter/personali. Tutto questo chiaramente non si é auto/generato dal nulla ma in virtù dell’azione congiunta di una banda di imprenditori analfabeti, partoriti dagli umori maligni dell’Industrialesimo pagano, che in questo modo hanno trovato riscatto a quella condizione di emarginazione socio/culturale che da sempre aveva caratterizzato (a giusto titolo) la loro esistenza, relegandoli nei bassifondi dell’umanità.

    Il nocciolo della questione, sta proprio in questa mia ultima considerazione che assegna a questi figuri (refrattari ad ogni regola e principio etico), l’origine di quel cancro che ha corrotto e devastato le società occidentali, intaccandone i gangli vitali e concorso alla nascita di una inedita cultura relativista.

    Se un immaginario, quanto improbabile tribunale, competente e super partes, si dovesse attenere a criteri di obiettività e di bene comune, per esprimere un giudizio veritiero conforme alla qualità dei prodotti pubblicizzati sui canali televisivi e loro slogan, c’è da credere che un buon 99% di questi, non supererebbe l’esame. Ma incredibilmente la farsa continua, imperturbabile e sempre più invasiva, declinando ogni responsabilità oggettiva sugli ignari consumatori, e sulla loro ipotetica, presunta, ma del resto inesistente, capacità di discernimento e quindi di scelta.

    Questi soggetti, sono il prodotto di una sottocultura consumistica che, nella potenzialità degli individui a rischio, trova terreno di coltura, per attuare il suo progetto, di manipolazione mentale.
Le menzognere promesse di successo, di facili guadagni, di eterna bellezza, unicità e immortalità, intervengono sulle menti deboli in forma destabilizzante, alterandone l’oggettività, l’imparzialità e la consapevolezza, per essere assunte, in seguito, a parametri assoluti di riferimento.
    Valori morali e principi etici, vissuti come dei veri e propri ostacoli e incidenti di percorso (elementi dissonanti), sono stai rimossi e cancellati, per dare efficacia e sonorità alle lusinghe e agli inviti seducenti delle suadenti sirene del liberismo consumista. La forza di volontà, poi, che aveva la funzione, lo scopo e la potenza di produrre diversità e merito, è venuta meno, per trasfigurare in omologazione e supina accettazione; cause, a loro volta, di in un martirio incompreso, risultato estremo di un autolesionismo indotto.

    Oggi, la bugia, trionfa nelle società moderne e democratiche, come una nuova e rivoluzionaria, pratica relazionale. La pubblicità, mente in maniera sfacciata, e più mente, più vende. Allo stesso modo, la politica, così distante dalla realtà sociale, promette tutto ciò che non potrà mai e non vorrà mai mantenere. La menzogna paga, e tutti mentono, in barba al buon senso, ad ogni principio etico e valore morale. “ Affinare la menzogna affinché sembri una verità “.

    La scienza mente, la Chiesa mente, il Capo del Governo mente. I padri mentono ai figli che, in seguito, predicheranno ai loro la menzogna ereditata. Tutti mentono a tutti, in una sorta di girone infernale e di torre di Babele, dove la verità, la somma eresia, é evitata come un virus mortale.
    L’inquinamento dell’acqua, dell’aria, dell’ecosistema tutto, sono alcune delle infinite conseguenze prodotte dalla menzogna globale.

    I Grandi Commercianti al potere delle nazioni, hanno sdoganato l’impostura per vendere la loro sporca mercanzia a sempre più individui, relegando gli uomini intelligenti, sensibili e sinceri, in un angolo buio della società, al pari di pericolosi criminali e rivoluzionari sanguinari.
    Gianni Tirelli

    • Tengri

      Grazie Gianni per questo commento. Un po’ complicato seguire la tua prosa super aggettivata ma sono sostanzialmente d’accordo. Marvin Harris, antropologo statnitense di orientamento materialista, arrivo a sostenere che in realtà la libertà non esiste. Che si tratti di menzogne volontarie o meno ogni individuo nasce all’interno di un orizzonte culturale che inevitabilmente orienta le sue scelte. Anche quelle dissonanti. Immaginiamo quindi quale possa essere il condizionamento per chi nasce fra cartelloni pubblicitari e frasi seduttive. La questione è che in linea di massima il problema è solo governabile. Ma non può essere eliminato.

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