La fine dell’euro?

Tutto finisce. Qualcosa dura di più. Qualcosa di meno. E se cerchiamo di liberarci la testa dalle manfrine che sedicenti esperti e media complici ci raccontano, la realtà è evidente. Stavamo meglio quando stavamo peggio. O almeno quando ci raccontavano che stavamo peggio.

I governi di centrosinistra, fatti dalle stesse facce che oggi puntano il dito contro il bandito di Arcore e che sostengono il Barone di Ferro, ci fecero anni or sono un regalo indimenticabile: l’Euro. La panacea di tutti i mali si è rivelata con il tempo una cura peggiore della malattia. Riusciremo a liberarcene senza dover amputare parte del corpo malato?

Quando vivevo in Inghilterra insegnavo italiano a manager della City. Loro nell’euro non ci volevano entrare. Con la sterlina sapevano di poter manovrare il valore relativo della valuta meglio che unendosi a un branco di bifolchi continentali. Dovendo condividere con loro ogni decisione. Con popoli con i quali non condividevano praticamente nulla se non l’appartenenza a uno spazio geografico definito con una parola: Europa. Ossia a un’astrazione scientifica, una fallace creazione dell’uomo. Riuscirono a fare lobbying e non ci entrarono. Gli analisti saccentoni, i profeti lottizzati gli scatenarono contro studi e indagini che li davano per spacciati. Un decennio più tardi mi sembra che le cose siano andate diversamente.

Copio e incollo un articolo con cui sono in gran parte d’accordo. Fonte.

PS: nell’articolo di cita un sondaggio. I dati, riportati qui, testimoniano che la maggior parte degli intervistati (56%) vedrebbe bene un’uscita dalla moneta unica. Si obbietterà, ma quelli che ne sanno non sono mica esperti. Perdonatemi l’approccio naif ma in quanto a economia domestica mi fico di più della casalinga di Voghera che del bocconiano con l’MBA. La prima fa l’interesse del proprio nucleo familiare. Il secondo in genere quello chi impila banconote come fossero quelle del Monopoli.

“Chi ci salverà dal crollo dell’euro? Sembra di assistere alla fine dell’Impero Romano, nel 476 dc. Allora si dissolse una costruzione politica, oggi una economica. Non sono state previste delle regole per uscire dall’euro. Se è difficile entrare, è impossibile uscire. Più o meno come nelle associazioni criminali. L’euro vale sempre meno nei confronti delle altre valute mondiali come il dollaro e lo yen. La sua crisi deriva dalla fine dell’era del debito. I Paesi europei, chi più chi meno, hanno finanziato la loro crescita con la vendita di titoli pubblici. In gran parte se li sono scambiati tra loro come le figurine. Io ti cedo il mio debito e tu mi cedi il tuo, l’assurdo elevato a scienza economica. Il problema è che i debiti europei ora non li vuole comprare più nessuno. Né fuori, né dentro l’Europa. Per venderli è necessario aumentare l’interesse e quindi creare nuovo debito in una corsa senza fine.

Il valore dell’euro è garantito dalla tenuta della Germania che però ha un rapporto Pil/debito dell’82%. E’ fuori dal tetto massimo europeo del 60% e le sue banche sono tra le meno solide in Europa. La Germania non può accollarsi il debito europeo, deve prima pensare a sé stessa. La salvezza per l’Europa dovrebbero essere i cosiddetti eurobond, in sostanza il debito di tutti i Paesi messo a fattor comune e messo sul mercato. Gli Stati più virtuosi, come Germania e Olanda, dovrebbero pagare anche per i Pigs. Un po’ come in Italia succede da sempre a chi paga le tasse per gli evasori. Il debito pubblico italiano è espresso in euro e deve essere ripagato in euro. Noi non possiamo svalutare l’euro e, anche se la nostra economia vale meno, i titoli mantengono il valore iniziale. E’ un cappio al collo che si stringe un centimetro alla volta, il boia è lo spread. Se i nostri titoli avessero un valore in lire, la svalutazione della nostra moneta si rifletterebbe in modo automatico. Il problema non si porrebbe. E’ stato demoniaco e certamente tafazziano legare il valore dei NOSTRI titoli pubblici al valore dell’euro sul quale non abbiamo alcun controllo e che prescinde dalla nostra economia reale. Gli eurobond dovrebbero ovviare a questa mostruosità, ma è improbabile che i tedeschi metteranno mano al portafoglio per salvare greci e italiani.

Non so dove ci condurrà questo minuetto franco/tedesco con due ballerini, la Merkel e Sarkozy, sempre fuori tempo. L’impressione è che ci attenda un “rompete le righe”. E’ necessario preparare, fosse solo come alternativa probabile, un piano B per uscire dall’euro. Non arrivarci per necessità.
Il blog propone un sondaggio sull’euro si o sull’euro no. Rispondete numerosi con i vostri suggerimenti”.


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: