Tutti gli uomini del Presidente … salvi!

In questi giorni mi va poco di scrivere di politica nazionale o di attualità. Mi sembra di vivere in un perenne dejavu. Un video player in loop costante. E’ come se vedessi l’ennesimo telefilm poliziesco scritto in serie, nel quale dall’inizio si capisce non solo chi è l’assassino ma i passaggi stessi della trama. La politica italiana conferma le tesi di Vico. La storia si ripete. Sempre.

Quindi mi chiedo a cosa serva scrivere. A cosa serva manifestare. A cosa serva cercare di diffondere un punto di vista diverso sugli eventi se poi gli eventi e chi li muove sono totalmente impermeabile a questi tentativi.

E quando parlo di “chi li muove” penso ovviamente ai potenti. Ma penso anche all’uomo della strada. Oggi sempre più impossibilitato a influire ma spesso complice più o meno consapevole della sua stessa impotenza e ignoranza.

In questi giorni mi sembra di vivere nella Germania del ’34 o nella Cina della Rivoluzione Culturale. Eppure vivo in Italia, nell’era della globalizzazione e di Internet. Nell’età dell’oro dell’informazione ovunque e non mediata. Negli anni che potrebbero segnare la vittoria del sesto potere su tutti e cinque gli altri. L’informazione autoprodotta, corretta e condivisa a rettifica dei 3 poteri dello Stato, del quarto potere dei media e del quinto della TV.

Ma niente. Sento colleghi e amici che, come robot programmati dalla propaganda, recitano frasi del tipo “Sono pronto a fare sacrifici per il bene del Paese”. “E’ giusto che rimettano l’ICI. Se non fosse per il Nano di merda che l’ha tolta ora sì che staremmo meglio”. “Monti è una brava persona e farà gli interessi del Paese”.

“Dì una falsità e ripetila ossessivamente. Diventerà la realtà”. Goebbels, ministro della propaganda del Terzo Reich e inventore della comunicazione politica, la sapeva lunga. Ho già scritto su questo blog cosa penso dei governi tecnici e di quello di Monti in particolare. Quello che mi stupisce è la rapidità con cui l’uomo della strada ha interiorizzato la certezza della bontà della presente alternativa a Berlusconi. Sarà la retorica dell’eroe salvifico. Sarà il paradigma culturale manicheo (o bene o male) a cui il cattolicesimo ci alleva fin da bambini. Certo è che il berlusconismo ha allenato questo Paese a pensare che ciò che non è Berlusconi è bene. E questo perché Berlusconi è male.

Giorni fa Feltri, che in linea di massima preferisco non citare, scriveva sul conflitto d’interessi del Ministro Passera. Nessun altro mezzo d’informazione ha osato scrivere una riga sull’argomento. Nessuno ha ricordato all’uomo della strada – e lui non si è preoccupato di andarsi a informare aggiungo io – che Monti, come Prodi e Draghi prima sono stati (sono? Saranno? Chi può dirlo) consulenti di Goldman Sachs. Che le banche d’investimento stanno condizionando pesantemente la politica europea – e non solo, ma  posti occupai da Draghi e Monti son per l’Europa un monito da non sottovalutare. E’ bastato che il Bocconiano di Ferro dicesse “i poteri forti non esistono” perché il popolo bue, salvata la pelle dal mostro berlusconiano, credesse alla nuova menzogna.

Intanto, gli uomini del Presidente festeggiano in pompa magna le prime notizie sulla prossima manovra. E non parlo dei manichini che ci mettono la faccia. Ministri, sottosegretari al massimo partecipano di spartizioni minime. No, gli uomini del Presidente sono quelli che garantiscono il suo potere e ispirano le sue mosse. La tanto vituperata politica e la finanza internazionale. La prima che voterà le sue proposte in Parlamento, la seconda che gli ha assicurato il passato e gli garantirà il futuro. I poteri forti non esistono, quelli nascosti in piena luce sì.

Ma quali sono le prove – almeno indiziarie – di questo mio ragionamento?

Leggo oggi qui quali saranno i punti della politica economica di Monti:

1)      Casa: un bel super- Imu che rimpiazza l’ICI. La casa in cui vivi – e solo quella, non quella che dai in affitto agli studenti fuorisede a 3 volte il valore di mercato – alcune culture la considerano un diritto. Secondo il Barone di Ferro si tratta di un privilegio. Da tassare.

2)      Deficit: Giarda punta alla riforma della costituzione per allinearci agli USA. Pareggio di bilancio obbligatorio. Ovvero i cittadini al servizio dell’economia e non il contrario. Come se in una famiglia, in un anno di difficoltà, si preferisse far morire il neonato di freddo pur di non fare i debiti per pagare il riscaldamento. Con questo non voglio dire che le dilapidazioni degli ultimi decenni per garantirsi voti e consenso sociale non siano state negative. Ma sarebbe ora di gettare l’acqua sporca invece del bambino.

3)      Previdenza: via le pensioni di anzianità come vuole la BCE. Niente flessibilità. O fai 100 (65+35, 64+36) o sennò non si capisce quanto risparmio. Perché l’importante non è la salvaguardia della vecchiaia. Non è la costruzione di un meccanismo per cui in un Paese sempre più vecchio i giovani trovino lavoro. No, l’importante è il numero da mettere nel bilancio preventivo. Di nuovo, non dico che non sia fondamentale quel numero. Ma sono i conti o le persone che hanno realmente valore?

4)      Fisco: aumento dell’IVA e riduzione dell’IRPEF. Il gioco di prestigio praticamente. A fine anno i dipendenti avranno la busta paga insolitamente più alta grazie alla riduzione dell’IRPEF fino intorno all80%. Ma sarà un trucco. Un trucco duplice. I soldi in più in realtà dovranno poi essere restituiti a giugno quando si calcolerà il saldo dell’imponibile. Ma a quel punto le feste di Natale li avranno già bruciati. Inoltre, acquistando i regali con l’IVA maggiorata ecco lì che la mazzata la si becca due volte. Per i lavoratori autonomi, come evidente, sarà ancora peggio. E’ chiaro che anche il lavoro è un privilegio. Certo non è un diritto.

5)      Lavoro: e veniamo appunto al lavoro. La parola magica è “spostamento della contrattazione verso i luoghi di lavoro”. Mi viene da ridere. Già i sindacati in questo Paese sono una specie di holding consociativa che non rappresenta se non che pochi pensionati. Isolare ulteriormente i lavoratori interrompendo di fatto (anche se non formalmente, Monti l’ha detto in Parlamento, mica è scemo) la contrattazione collettiva è un bell’assist a chi il lavoro lo sfrutta. Ma tanto si tratta anche in questo caso di un privilegio

6)      Dismissioni: Vendere tutto. 5 miliardi all’anno. Soprattutto beni immobili. Ma magari anche le aziende pubbliche locali. Soprattutto se in attivo, mi raccomando. Come si fece in passato con i grandi colossi di energia e telefonia.

Come potete vedere non c’è nulla sulla riduzione dei costi della politica e nulla sulla patrimoniale severa sulle rendite speculative. Come dicevo tempo fa, i governi tecnici non esistono. La finanza e la politica, ovvero i settori che più sono responsabili della situazione attuale non vengono nemmeno sfiorate dalle pillole amare del Barone di Ferro.

Chi sbaglia viene pagato. In Italia è tempo di rivedere il famoso detto.

E intanto, cornuto e mazziato, l’uomo della strada si avvia con i suoi paraocchi verso il baratro che l’attende. Solo che questa volta non cammina triste e dimesso perché il Feroce Silvio lo sta rapinando. E’ contento, felice e convinto che Super Mario lo salverà all’ultimo secondo dai pericoli che lo attendono nel labirinto. Purtroppo però non si tratta di un gioco elettronico. E quando appare la scritta GAME OVER non ci sono altre vite da spendere.

Sembra che la prima manovrina dei nostri nuovi geni dell’economia politica sarà di 20 miliardi. Ma lo sanno queste menti eccelse che basterebbe fermare gli scempi in Val di Susa per recuperarne 22? Ne avrebbero pure 2 in più per andare a brindare con gli amici della BCE e di Goldman Sachs. Se poi fermassero altre stupidaggini come il Ponte sullo Stretto ce ne sarebbe pure per il pareggio di bilancio.

Ma questa è un’altra storia.


3 responses to “Tutti gli uomini del Presidente … salvi!

  • Tengri

    Aggiungo che da un sondaggio sembra che il Governo riscuota l’80% dei consensi. La gente s’è proprio rincoglionita😀

    • silvio

      Tengri (ops, mi veniva da chiamarti col tuo nome ma ho lasciato perdere, poi detto da me….) : non tutti se so rincojoniti, e l’80 % mi sembra alto, permettimelo.

  • Tengri

    Chissà …anche i sondaggi so strumenti di governo lo sappiamo. E poi è chiaro che non intendo TUTTI. Ma la maggior parte direi di sì ….🙂

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: