Le parole sono importanti

Lo gridava Moretti in Palombella Rossa. Ed è vero. Le parole nel gioco del circo mediatico sono importanti. La politica parolaia e priva di atti e fatti si regge sulle parole. O meglio si ferma spesso a queste. Ciò che segue è la conseguenza indiretta delle parole. Non l’azione che quelle parole dovrebbero descrivere e impostare.

In questi giorni di parole ne riesco a scrivere poche. Mi viene il voltastomaco ogni volta che leggo qualcosa sui media più osservati del web. Ogni volta che provo ad ascoltare i titoli di un TG il conato quasi mi stende.

Governo tecnico. Ecco una bella sequenza di parole che oggi viene usata come un mantra anti-crisi. Come se potesse realmente esistere un governo tecnico. Come può una decisione sulla gestione dell’economia di un Paese essere una decisione “tecnica”?

Pensiamo alle misure più gettonate per il futuro del Governo Monti. L’ICI sulla prima casa o la patrimoniale ad esempio. E’ una decisione tecnica introdurre una tassa sul patrimonio speculativo di un magnate della finanza oppure sulla prima casa di una giovane famiglia di Caltanissetta? Non credo proprio. La POLITICA economica si chiama così proprio perché non può prescindere da decisioni di carattere politico. Le classi sociali non si chiamano più così, hanno sfumature meno nette di quelle a cui pensavano i marxisti col trattino, ma esistono ancora. E le decisioni di politica economica si infilano dritte dritte nelle loro tasche. Per prendere o per lasciare. E scelgono accuratamente in quali prendere e in quali lasciare.

Ciò che farà il Governo tecnico sarà fare politica economica. Ovvero prendere decisioni a vantaggio di questo o quello. E gli interessi tutelati saranno sempre gli stessi.

Inoltre, ogni proposta inoltrata al Parlamento dovrà passare o essere bocciata seguendo le consuete regole del bicameralismo. Ergo verrà sottoposta al vaglio di quelle stesse forze politiche che hanno condotto il paese esattamente dove si trova.

Il Governo tecnico, l’ho scritto altrove, è in genere una scusa per far fare il lavoro sporco a qualcuno che poi non si presenta alle elezioni. Semplicemente perché non è interessato. O perché guadagna molto meglio rimanendo al timone di sedicenti istituzioni “imparziali”. Il trucco funziona benissimo per far pagare ai soliti il conto del malaffare dei governanti “espressi dal popolo” attraverso le elezioni.

Il Governo tecnico è un antidolorifico in caso di infiammazione. Spegne il sintomo nel cervello e dà l’illusione che la causa del dolore sia passata. E nel frattempo il corpo continua a compiere tutti i movimenti infiammatori. Cosa succede alla fine? Che appena l’effetto analgesico è terminato il dolore è più intenso, l’infiammazione è peggiorata.

Il governo tecnico è l’analgesico dell’opinione pubblica in tempo di crisi. Le folle magicamente appoggiano azioni e misure che mai avrebbero accettato da un governo politico, soprattutto se del colore opposto a quello di appartenenza.

Eppure la gente esulta. Il popolo festeggia la liberazione dal Tiranno. Persone che stimo e che penso accorte nell’analisi si augurano che Super Mario possa essere lasciato in pace a fare il proprio lavoro. Di nuovo quel bisogno dell’individuo eroe e salvatore di cui più volte ho parlato in questo blog.

Ma qual’è questo fantomatico lavoro che Monti dovrebbe compiere? A leggere e ascoltare le notizie, di tutto di più. A sentire l’uomo della strada e il vippame pseudo-politico quest’uomo non dovrebbe più dormire per i prossimi due anni per provare a fare un terzo di quello che gli si chiede. Riuscirci è pura utopia.

In realtà l’ha detto molto bene Napolitano nel discorso in cui affidava al Bocconiano di Ferro il nuovo incarico di formare il Governo. Fra parentesi questo avveniva a fronte della nomina a senatore a vita, con un aggravio ai costi della politica di quasi 25.000 euro al mese. Che fanno circa 300.000 euro l’anno. Un bell’inizio non c’è che dire. Perché se il buon giorno si vede dal mattino …

Diceva Napolitano che bisognava rassicurare i mercati, riavviare l’economia, tutelare gli investitori, rispondere all’immediato appuntamento con il rifinanziamento di quella parte del debito che assomma a circa 200 miliardi di euro (la cifra non so nemmeno se sia giusta ma è quella pronunciata dalla massima carica dello Stato).

Le parole sono importanti.

Nemmeno una parola sulle famiglie, sul lavoro e la disoccupazione, sulla sanità, sulle opere inutili, sui dissesti idrogeologici e la speculazione edilizia, sui costi della politica. E su cento altri temi “caldi” e cari a chi paga. D’altra parte l’equazione illegittima che hanno dato a bere a molti di noi è che “se i mercati reagiscono bene allora siamo salvi”.

Questa è un’idiozia. Lo voglio dire meglio. QUESTA E’ UNA CAZZATA COLOSSALE.

Detto in soldoni, se i mercati finanziari vanno bene significa che chi li usa fa i soldi. Ma quanti cittadini normali che vivono di salari onesti, pagano l’affitto o il mutuo e le bollette e poi sono a secco … quanti di questi giocano in borsa? Quanti di questi possiedono azioni? Zero. Ninguno. No one.

Quanti di questi hanno i bot o i btp? Quanti? Ve lo dico io. Da un articolo del Corriere Economia di ieri risulta che sono il 14%. E il restante 86% chi lo possiede?

E’ nella risposta a questa banale domanda che si riassume l’identità di coloro che trarranno vantaggio dalle azioni del Governo tecnico. Ergo le decisioni di politica economica che servono a rassicurare e avvantaggiare i mercati sono esattamente ciò che sono. Decisioni politiche che tutelano questi e non quelli.

E i “questi” sono sempre gli stessi. Solo che il Governo tecnico elimina quel minimo di responsabilità elettorale insita nella natura di un Governo uscito dalle urne. Il Governo tecnico risponde alle lobby della finanza internazionale per mezzo della politica di Palazzo.

Che cosa ci sarebbe da esultare in tutto questo? Che cosa sbandieravano a fare i rossi stendardi con la falce e il martello l’altra sera nelle piazze italiane?

Il Governo tecnico in tempo di crisi economica assomiglia fin troppo al dux romano. Con i dovuti distinguo ovviamente. Allora era la guerra fatta con le armi di metallo temperato. Oggi è la battaglia perenne fatta suon di debito e tassi di interesse. In un momento di emergenza si nomina un uomo, o un manipolo di uomini poco importa, che ha le mani più libere per compiere azioni e prendere decisioni. La democrazia è di fatto sospesa. Poco male, dirà qualcuno, in Italia è ormai sospesa da lungo tempo.

Il Governo tecnico non esiste. Le parole sono importanti. Semmai si tratta di un governo di pseudo-tecnici – state a vedere quali saranno i nomi dei Ministri – al servizio di potenti interessi minoritari.

E’ ovvio. In politica … e non in “tecnica economica” … tutto può essere. E spero vivamente che i fatti mi smentiscano.

Certo i presupposti non promettono bene.

A riprova di quanto le parole siano importanti, l’altra sera ho avuto la sfortuna di seguire alcune dichiarazioni durante il dibattito parlamentare sull’ipotesi Governo Monti.

Riporto due dichiarazioni.

“Ci sono interessi economici e finanziari che determinano se i governi rimangono o vanno a casa. Condizionando finanche i democrazia”, Fabrizio Cicchitto

“Il nostro partito oggi vincerebbe le elezioni ma il Paese viene prima”, Dario Franceschini.

Rendersi conto che Cicchitto dice la verità e Franceschini mente spudoratamente la racconta lunga sulle alternative possibili al Governo dei Bond.


One response to “Le parole sono importanti

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: