-19

No, non sono le temperature di Oslo a febbraio. E non è nemmeno il numero chiave per risolvere qualche complicato enigma matematico. Si tratta solo del saldo del mio conto in banca. – 19 euro. Siamo al 12 del mese e il bancomat non mi permette di prendere soldi. E anche se me lo permettesse non lo farei. Ci mancano solo gli interessi sullo scoperto per chiudere in bellezza!

Sono 12 anni che lavoro in maniera stabile. Lavori saltuari l’ho sempre fatti, fin dal liceo. Non mi era mai capitato. E devo dire che la sensazione non è piacevole. Che la tua vita dipenda dai numeri scritti su uno schermo elettronico dà alla parola precarietà inquietanti sfumature di fragilità, inconsistenza.

Cazzi tuoi. Potrebbe pensare giustamente chiunque leggesse queste righe. Affari tuoi se hai l’abbonamento a skype. Se compri capi firmati. Se hai le rate della macchina nuova da pagare. Se esci a cena due volte a settimana e nel weekend vai a ballare in posti da 100 euro. Cazzi tuoi se vivi al di sopra delle tue possibilità.

Magari. Ed è proprio lì il succo del mio discorso di oggi.

Ho 4 paia di scarpe. Due per l’estate e due per l’inverno. L’ultimo paio l’ho comprato 2 anni fa. Un vestito da lavoro. Tre camicie. Non sto scherzando. E’ così. 2 cinte. La mia macchina ha 6 anni ed è la prima che abbia mai comparto in vita mia. L’ultima volta che sono andato a cena fuori era lo scorso inverno. La televisione la guardo a malapena. Uso le cose fino a quando sono da buttare. Quando una maglietta si buca, la uso per allenarmi. E via dicendo.

Mutuo, bollette, spesa per mangiare (il pranzo in ufficio me lo porto da casa), benzina per andare al lavoro, le assicurazioni. E alla fine del mese ci arrivi pelo pelo. Basta un inconveniente e sei con il culo per terra. La caldaia che si rompe, un problema di salute, un tubo che perde e che non puoi riparare da solo, un mezzo di trasporto che ti abbandona. Basta poco e devi chiedere un anticipo al datore di lavoro. Mettere i soldi da parte è ormai un’utopia.

Non oso immaginare cosa succederebbe se i problemi da affrontare fossero maggiori. O meglio oso e la cosa mi spaventa.

Poi penso ai miei genitori e mi chiedo come sia possibile. Guadagno più o meno quanto guadagnava mia madre. Lei in lire, io in euro. Ma fatta l’equivalenza la cifra è la stessa. Ma lì finisce. Per tutto il resto l’equivalenza non regge. La mia metà della rata del mutuo è quasi il doppio dell’affitto che i miei genitori (insieme) pagavano per la casa dove vivevamo. In sostanza per la casa pago 4 volte la cifra di allora. Le mele costano il doppio. Il latte pure. La benzina poi. E non sto mica parlando di beni di lusso. Un tè al bar lo paghi come se avessero colto per te le piantine il giorno prima. E infatti lo prendo solo se sono costretto.

Insomma, morale della favola, solo gli stipendi sono rimasti equivalenti da quando i signori del centro sinistra dell’alternanza, aristofreak e un po’ radical chic ci hanno traghettato verso l’unità monetaria.

Bella conquista.

Non dico nulla di nuovo lo so. Questo infatti è solo un promemoria che spero di rileggere sorridendo fra qualche anno. Anche se ho timore che la prossima volta che rivedrò queste parole ci sarà ben poco per cui sorridere.

Ieri mattina, al bancomat, penso di aver provato la stessa sensazione dei cittadini islandesi quando, una mattina del 2008, gli schermi dei cash dispenser flasharono “no money available”. Gli islandesi hanno scelto una strada ben precisa. Il popolo del Regno dei Borboni non lo farà. Di questo posso esserne sicuro.


4 responses to “-19

  • Alessia

    Tu non sai come ti capisco. Forse l’ultimo paio di scarpe l’ho comprato un anno fa, ma per il resto non faccio certo vita mondana o vacanze esotiche. So solo che, dopo 12 anni di “onorata carriera” con reddito fisso, mi ritrovo a fare i conti sulle dita per ogni cosa in più da comprare. E penso a mio nonno, che con un dignitoso lavoro da commerciante ha costruito praticamente tutto ciò che io e la mia famiglia possediamo oggi.

    • Tengri

      Si vedesse almeno la luce …
      Ho timore che la prossima generazione starà pure peggio. Dovranno ricostruire dalle macerie di una guerra combattuta a suon di bond e hedge fund … sarà come nel ’45.

  • alessandro

    Mi piacerebbe poter pensare che sei uno dei pochi sfigati messi così, e quindi attivarmi per dare un aiuto a te ed ai quattro sfigati come te.

    Peccato che sfigati così in italia, siamo una marea, io lavoro da 14 anni, e se arrivo alla fine del mese con 50€ di attivo mi viene voglia di offrire da bere. Poi penso che non ho ancora pagato la retta della scuola materna, e mi viene da piangere.

    Gli islandesi sono un popolo con le palle, noi invece dai coglioni ci facciamo governare.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: