Elemosina

Oggi avrei voluto scrivere di molte cose. Libia. Celebrazioni del decennale delle Torri Gemelle. Un bel film che ho visto ieri. I soldi che non ho. Mark Twight.

Poi sono uscito per comprare una cosa nella farmacia dove lavoro e ho incrociato 2 mendicanti. Entrambi con un cartello che spiegava la loro situazione di indigenza. Spesso in italiano sgrammaticato con le parole separate da trattini. Uno dei due lo vedo spesso nei pressi del Pantheon. Ha i piedi deformi e si trascina su una pedana con le rotelle. Sembra giovane.

Mi ricorda i sadu indù che vidi a Pashupatinath nel ’94. O forse era il ’93 ma poco importa. In quei giorni giravo in bicicletta per la valle di Kathmandu. Era il secondo viaggio che facevo, zaino in spalla e pochi soldi in tasca. Aspettavo di partire per Lukla e di incamminarmi verso i giganti dell’Hymalaya. Avevo sentito che dall’India s’erano incamminate colone di pellegrini che a piedi avrebbero raggiunto Pashupatinath per una festa religiosa. Quello che vidi in quella fresca mattina di febbraio contribuì a farmi vedere le cose in modo diverso.

Uomini sani. Uomini deformi che si trascinavano sugli stessi carrellini del mendicante del Pantheon. Tutti adornati con i colori e i simboli delle divinità induiste. Molti di loro era chiaro che vivessero di espedienti. Quasi tutti chiedevano l’elemosina. A volte esibendosi in piccoli spettacoli di fachirismo. Nei quali la sofferenza da via verso l’espiazione si trasforma in teatro di strada. Molti di loro per attirare l’attenzione usavano un tamburello con due palline legate a cordini che, alla rotazione, funzionavano come piccole mazze battenti. Una percussione costante che faceva da colonna sonora all’interminabile processione. Non penso di aver mai visto tanta gente affollarsi per toccare un’immagine sacra e fare la fila per uscire da un tempio. Sicuramente non avevo mai visto tante mani raccogliere acqua putrida da una fogna che una volta era un ruscello e portarla alla fonte, al viso e poi alle labbra. Abluzioni rituali. Certamente non avevo mai visto tanti palmi tesi in cerca di monete. Tanti segni evidenti ed espliciti di povertà. Inimmaginabile. Non quella delle statistiche ma quella spessa e densa che non riesci ad avvicinare rimanendo ciò che eri.

Guardo il ragazzo del Pantheon e il suo carrello mi ricorda i sadu.

Gli passo accanto e lui mi tende la mano. Ciancica qualcosa di poco comprensibile. Ma lo saluto e proseguo. Non faccio l’elemosina. Non davo soldi nemmeno ai sadu. Oggi ne ho un po’ più di allora. Ma non è di certo una moneta in meno che fa la differenza. Nel 2011 come nel 1994.

Ho sempre considerato l’elemosina come un atto che riguarda più chi la fa che chi la riceve. E’ un gesto con cui il privilegiato si mette in pace la coscienza. Molto spesso convinto di aver fatto qualcosa di significativo. In realtà non cambia nulla. Anzi conferma e cementifica la disparità. Rende normale l’ingiustizia. Anzi la finanzia. Ed è così che un ragazzo con le gambe inservibili, privo di mezzi, probabilmente solo non è più un’anomalia sociale di cui la collettività si deve far carico. Non più un’ingiustizia da rettificare. Ma un cives come un altro che in regime di libero mercato deve provvedere a sé stesso. E la moneta che gli lasci contribuisce a far sì che ciò sembri, e quindi sia, normale. D’altra parte chi si stupisce più di fronte a un’immagine simile? Io lo faccio ancora. Non riesco a considerarlo un trascurabile contro di numerosi pro.

“Se vuoi fare qualcosa per qualcuno non regalargli un pesce ma insegnagli a pescare”. Potrebbe essere un passo biblico. O forse semplicemente un detto. Non ricordo. Ma sicuramente il senso profondo lo condivido. Se puoi, metti la persona bisognosa in grado di essere autosufficiente. L’elemosina non punta a nulla di simile. Anzi ribadisce, conferma e alimenta la subalternità. Il bisognoso rimane bisognoso. E con ciò dipendente da chi, a proprio giudizio, decide di soddisfare questo o quel bisogno. Insomma, nell’elemosina non c’è liberazione ma schiavitù.

Anni fa a una festa, dicendo queste cose a un volontario della Caritas, mi sentii rispondere “si però a stomaco vuoto si impara male. Prima di insegnarmi a pescare se magari mi dai un panino schifo non mi fa”. Anche in questo un senso c’è. Anche il volontario della Caritas aveva a suo modo ragione.

In virtù di questo mi succede spesso che, invece di liberarmi la coscienza depositando una moneta nel palmo teso di un mendicante, vado in un negozio, compro qualcosa da mangiare e glielo regalo. Un tempo ad alcuni di loro, immigrati clandestini, insegnavo a pescare nel nostro vocabolario. Facevo in modo che in qualche mese sapessero parlare sufficientemente bene per cercare un lavoro. Ora non ci riesco più. Tempo. Voglia. Motivazione. Le ragioni sono svariate.

Anche oggi ho fatto così. Ho comprato della pizza farcita e al ritorno dalla farmacia gliel’ho depositata in mano. Ancora tiepida. Bella incartata. Gli ho sorriso ma il ragazzo mi ha guardato e ha aggrottando la fronte. Sembrava stupito. Poi ho capito che era arrabbiato. Ha afferrato malamente il pacchetto e con un gesto di disprezzo l’ha buttato accanto alla sua roba e si è girato. Concentrato di nuovo nella caccia al senso di colpa dei passanti. Come se niente fosse.

Non sono abituato a idealizzare eventi o persone. Non penso che tutti i mendicanti siano simpatici solo perché rappresentano una fascia debole ed esclusa dal privilegio. Così come non penso che tutti gli immigrati siano brava gente o che negli scontri di piazza la colpa sia sempre della polizia.

E’ evidente che oggi ne ho incontrato uno particolarmente stronzo.


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: