Sudare non fa dimagrire

La frase va presa alla lettera. Ma per capirne il senso bisogna leggere fino in fondo.

Come tutti gli anni arriva l’estate. L’appuntamento del 75% delle persone è con la spiaggia e con il costume. Sempre più invisibile perché così dice la moda. E sempre più visibili, di conseguenza, diventano i risultati delle altre stagioni. Rotoli di ciccia. Celluliti varie. A ognuno il suo. Anche qui nel senso letterale della locuzione. Ognuno vede sé stesso attraverso un filtro percettivo completamente diverso da quello degli altri. Chi si vede perfetto, pur non essendolo. Chi si vede addosso grasso da nascondere, pur non avendolo.

Risultato: tutti quelli che nello specchio vedono un estraneo corrono ai ripari. O almeno pensano di poter riparare qualcosa. Spesso secondo un approccio molto simile a quello che li guida nelle altre azioni quotidiane. Ovvero il principio del “tutto subito”. Voglio consumare la mia ciccia come consumo una lattina di Coca Cola. Vado, la compro, la bevo, la butto. Quanto ci potrà volere?

Ed è lì che interviene la frustrazione e inizia il delirio. Ci si accorge ben presto che mentre i comportamenti sono sempre aggiornati all’ultima idiozia sprechista, il nostro corpo è ancora quello del paleolitico. Non reagisce alla velocità della pubblicità ma con la saggia lentezza del fuoco acceso con la legna umida. Ma la mente non ci sta e allora la logica del “tutto subito” interviene prontamente inventando altri comportamenti disfunzionali. Di corsa, bisogna ottenere tutto di corsa. La spiaggia chiama. I modelli a cui adeguarsi sono stampati sulle riviste patinate. Ma nemmeno la fatica per ottenerli si vuole più fare. E via tutti in cerca della seggiovia che porta in vetta in ciabatte. Della scorciatoia più conveniente per ottenre il risultato.

Dico queste cose perché all’alba del terzo millennio mi capita ancora di vedere gente che nel tentativo disperato di dimagrire rapidamente fa cose almeno senza senso. Quando non addirittura controproducenti o dannose per la salute.

Un esempio classico. Alle 14 di un afoso e assolato giorno d’estate una signora di una certa età spinge la sua bicicletta su per una salita. Non ha acqua con sé e la vedo soffrire. La fermo e le offro un po’ della mia. Grazie, mi dice. E la beve con avidità. Ma come mai pedala alle due e con addosso un impermeabile?, le chiedo. Devo dimagrire, mi risponde.

Follia. Retaggio di pratiche barbare che qualche preparatore atletico di ere passate ha inculcato nella mente dei suoi allievi che hanno tramandato questa idiozia come il credo massone di una setta di idioti.

Il sudore altro non è che acqua in cui sono disciolti sali minerali. La sudorazione è l’impianto di raffreddamento del nostro corpo. L’emissione di sudore non ha NULLA a che fare con il consumo del grasso sottocutaneo. Il grasso NON si scioglie nel sudore. Non esiste nemmeno un rapporto proporzionale sudore/grasso consumato. Basta un banale esempio per provarlo. Chi consuma più grasso un ciccione fermo d’estate alla fermata del tram sotto il sole o uno sciatore di fondo sovrappeso durante una gara in Norvegia? La risposta è talmente banale che non vale la pena nemmeno scriverla. Ecco, se il signore rimane ad aspettare l’autobus per 40 minuti e lo sciatore di fondo scia per lo stesso arco di tempo a una temperatura di -15° probabilmente il signore ha sudato di più.

Certo è che quando la signora di prima scende dalla sua bicicletta e sale sulla bilancia quest’ultima segnerà sicuramente almeno 3kg di meno. Di cosa si tratta? E’ forse riuscita nel suo intento di ottenere tutto subito? Nemmeno per sogno. Si tratta di 3kg di acqua persi a causa di un’eccessiva sudorazione. Verranno recuperati immediatamente appena il senso di sete diventerà insopportabile e la signora ingurgiterà, litro dopo litro, i liquidi di cui il corpo necessita.

Se finisse qui poco male. In realtà la tortura a cui la signora si è costretta non è priva di conseguenze.

Il corpo umano è fatto principalmente di acqua. Perdere troppi liquidi pregiudica la funzionalità meccanica e chimica di molti dei nostri processi vitali. Quindi mantenere un’ idratazione corretta equivale a lavorare nella direzione della salute e dell’efficienza. Tornando all’esempio della signora che ho incontrato, l’estrema disidratazione in cui versava poteva ragionevolmente creare i seguenti problemi:

  1. Alcuni studi sostengono che quando interviene il senso di sete le cellule neuronali sono già in sofferenza. Quindi il cervello inizia a lavorare a regime ridotto. Offuscamento e perdita di lucidità non sono rari.
  2. Il sangue inizia a diventare più denso affaticando il lavoro del cuore, questo provoca una diminuzione della capacità aerobica di sostenere la pedalata. In un soggetto molto motivato la risposta è uno sforzo ancora maggiore per mantenere il ritmo. L’escalation può arrivare anche al danneggiamento del muscolo cardiaco
  3. I muscoli funzionano grazie a una soluzione di glicogeno e acqua in essi contenuta. Man mano che l’acqua evapora i muscoli iniziano a funzionare in maniera discontinua. Crampi e tensioni sono la risposta più frequente

Esistono altri problemi seri legati alla disidratazione che coinvolgono organi importanti quali reni e intestino. In questa sede mi interessava però sottolineare quelli relativi all’attività ciclistica della signora. Questo per sottolineare che man mano che la signora si disidrata non solo mette a rischio la propria salute ma anche il suo programma di annientamento della ciccia inizia a diventare sempre meno efficace.

In sostanza tanta fatica per nulla. Anzi tanta fatica per danni a volte irreparabili.

In conclusione, per eliminare il grasso sottocutaneo ci vogliono tempo, costanza e conoscenze adeguate. La logica del “tutto subito” in questo campo è inapplicabile. Ma la regola numero uno è pedalare il più possibile sudando il meno possibile. Per farlo è semplice. Basta scegliere un’ora fresca della giornata. Indossare il minimo indispensabile e portare dietro acqua da bere. La pedalata sarà più efficace ed efficiente, quidi la ciccia consumata di più a parità di tempo. Il sudore ridotto al minimo.

Le gocce che imbrattano la maglietta sono preziose come la vita e vanno reintegrate continuamente. Pedalare sotto il sole è un’idiozia. Pedale sotto il sole senza acqua da ingerire è stupido. Pedalare sotto il sole, senza acqua e con un impermeabile addosso è suicida.


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